Categorie
Comunità di Casteldelci Cooperative di Comunità Rassegna Stampa

A Casteldelci si costituisce la Cooperativa di Comunità Incanti Delcesi con Appenninol’Hub

da Corriere Romagna – 18 Maggio 2021

Categorie
Aree Interne Call2021 Economie Abitanti

1° laboratorio di sviluppo di idee di Impresa Abitante

Dopo esserci fatti ispirare dalle storie di economie abitanti il 27 aprile, nelle scorse settimane ci siamo rimboccati le maniche, aperto le orecchie e i cuori e ascoltato le storie dei partecipanti.

Il 29 aprile e 6 maggio si è tenuto, in due sessioni, il primo laboratorio di sviluppo di idee abitanti nelle aree interne del Paese di Appenninol’Hub in collaborazione con Primo Miglio – Acceleratore di startup responsabili.

Cosa abbiamo ricevuto?

  • 120 espressioni di interesse
  • 78 idee progettuali
  • 70 partecipanti attivi durante i due laboratori
  • 50 idee ascoltate e approfondite

Le idee che sono arrivate da 12 regioni diverse, la metà sono localizzate in Emilia-Romagna, da dove Appenninol’Hub è partito.

I temi principali trattati sono rigenerazione, ospitalità e turismo, con particolare attenzione al riutilizzo di edifici, nuove forme di accoglienza e turismo responsabile, sostenibile e di comunità. Non mancano idee sull’attivazione culturale, benessere e servizi per giovani ma anche anziani. Su tutto prevale il tema dell’agricoltura in varie forme, dal prodotto locale di dettaglio come nocciole o tartufi, al suo aspetto più ampio e spesso unito alla formazione. Formazione che viene unita al turismo, benessere, scuole, per adulti, bambini ma anche inclusione sociale di migranti e disabili. Molte idee che ridisegnano l’idea dell’abitare con creatività e imprenditoria. Altre che abbracciano la digitalizzazione come servizio, non solo per i nomadi digitali, ma anche per l’assistenza agli anziani.

Tutti gli aspiranti attivatori di economie abitanti sono stati accolti dalla presentazione dei possibili percorsi di Appenninol’Hub.

Infatti, piuttosto che proporre un programma definito e dettagliato uguale per tutti, abbiamo deciso di complicarci la vita, sporcarci le mani e appassionarci ad ogni singola idea, disegnando percorsi appositi in base ai bisogni espressi dai partecipanti.

Quindi, nei prossimi mesi, avremo tre possibili percorsi:

  • I laboratori di attivazione di Appenninol’hub, dall’aspirazione al progetto
  • Un percorso di incubazione definito dall’esperienza di Primo Miglio e disegnato sui bisogni di integrare la componente dell’impatto di comunità
  • Eventuali percorsi individuali per le esperienze più mature

Per tutti, l’inclusione in una rete di progettualità che attraversa tutto l’Appennino. Questo perché l’accompagnamento dei progetti non può essere definito a priori, ma necessità di essere modellato sui bisogni, le aspirazioni e le caratteristiche di chi ne prende parte.

Cosa verrà fatto durante i laboratori di Appenninol’Hub

Per questo nei due laboratori abbiamo dedicato la maggior parte del tempo all’ascolto delle idee, condividendo intensi momenti di ascolto con piccoli gruppi.

Ci siamo chiesti due domande, per definire lo scopo delle idee come imprese abitanti:

  1. Qual è il miglioramento a cui aspira la tua idea nei confronti della comunità?
  2. Un domani questa idea, come resterà in piedi dal punto di vista economico?

E abbiamo invitato i partecipanti a riflettere sulle proprie risposte e raccontarci così le proprie idee, invitando poi anche all’ascolto profondo degli altri.

Dopo l’ascolto, abbiamo chiesto ad ognuno di fermarsi a riflettere e capitalizzare l’ascolto. Abbiamo chiesto se qualcosa fosse cambiato nella loro idea, se si fosse plasmato con la condivisione. Il 95% ha risposto di sì, per lo più condividendo il non sentirsi più soli, ma parte di un processo con piaceri e difficoltà comuni. Alcuni, si sono sentiti ispirati e motivati, altri hanno riflettuto su come integrare nuove componenti alle proprie idee.

Abbiamo poi chiesto di scrivere un titolo di giornale su cosa verrà scritto di qui ad un anno se la loro aspirazione si realizzasse in un progetto. Il risultato è una meravigliosa storia collettiva di come possiamo innovare l’Appennino attraverso micro-progettualità condivise e in rete. Una visione possibile e concreta del ruolo che l’innovazione e le imprese abitanti possono avere nelle nostre aree interne.

Curiosi? Condivideremo presto il risultato di questa storia collettiva, non solo per sognare ma anche per darci l’obiettivo di realizzarlo.

Cosa hanno detto i partecipanti del percorso fin qui?

Tra le richieste arrivate per migliorare e approfondire il percorso, ci sono state:

  • Il supporto nel definire strumenti e modalità per coinvolgere le comunità
  • Fare rete tra progettualità, comunità ma anche con le amministrazioni pubbliche
  • Approfondire l’accesso ai fondi e finanziamenti

Dopo due intense settimane di ascolto, lettura, elaborazione e progettazione siamo carichi ed entusiasti delle energie condivise e non vediamo l’ora di continuare!

Grazie a tutti e tutte coloro che ci hanno dato fiducia e hanno intrapreso questo importante percorso insieme a noi. Siamo solo all’inizio., un ottimo inizio.

Grazie per avere letto il nostro articolo! Se ti è piaciuto, condividilo con amici o con la tua comunità. Per tutte le novità continua a seguirci sui nostri canali social!

Categorie
Aree Interne Economie Abitanti

1° incontro di ispir-azione del percorso di Appenninol’Hub

Primo appuntamento del percorso della Call di Economie Abitanti:

Il 27 aprile è partito il percorso Appenninol’Hub, con la promessa di accompagnare le comunità delle aree interne verso imprese abitanti.

Ve lo raccontiamo attraverso alcuni dei messaggi condivisi durante la diretta da parte dei nostri relatori.

Andrea Zanzini, coordinatore del progetto

Ha parlato di cosa è Appenninol’Hub partendo da:

  • Obiettivo: Accompagnare le aspirazioni delle comunità;
  • Come: entrando in relazione con le comunità e gli abitanti per ispirare a fare. Si parte dal creare relazioni, per dare poi gambe e piedi ai progetti;
  • Cosa non è: non un soggetto esterno, un consulente, ma una parte integrante del processo con la comunità che aiuta attraverso l’accompagnamento;
  • Come lavoriamo: Lavoriamo sulle microprogettualità, in cui la formalizzazione in impresa, cooperativa, associazione, è la cornice giuridica per lo specifico progetto/bisogno.

Partiamo dal “perché” e non dal “cosa” stabilire, per capire insieme quale forma è più adatta per il bisogno. 

Barbara Lori, Assessore alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità della Regione Emilia-Romagna

È intervenuta per dare più di un saluto istituzionale: ha parlato di come progetti come Appenninol’Hub siano un’azione anche politica per fare la differenza sui territori e ha rimarcato l’importanza di appuntamenti e formazione per orientare e conoscere attraverso la condivisione.

Un nuovo periodo di programmazione (2021-2027) sta per partire e nel documento strategico ci sono molti elementi che incrociano le azioni e il lavoro prezioso di rete ed integrazione. Gli attori del territorio ne sono i protagonisti, in visione di progettualità ritagliate sui singoli territori. 

La normativa sulle cooperative di comunità è stata approvata, queste possono quindi essere un’occasione di sviluppo e integrazione nella dimensione sociale e offrire posti di lavoro di cui i territori hanno bisogno.

Le azioni possono sostenere e guidare le decisioni, ed è importante questo allineamento di volontà dei territori, sia spinta strategica e politica nello sviluppo dei territori.

Giovanni Teneggi, Direttore scientifico di Appenninol’Hub

Per dare il via al primo punto fondante della creazione di imprese abitanti, l’aspirazione individuale, Giovanni ci ha parlato di notizie e fatti, non solo visioni. Partiamo infatti dal concetto di economie abitanti, qualcosa che viene ancor prima della comunità.

Si è soffermato sulle parole, cosa sono le aspirazioni per la resistenza e generatività dei luoghi. Ci ha invitato ad accettare le parole:

INTERESSE, CONDIZIONI ABILITANTI, FARE, BIOGRAFICO, GLOBALE, TRASFORMAZIONE, RELAZIONE, VITA

come concetti centrali nell’attivare economie abitanti. Ci ricorda che si fa economia, non cooperativa, sociale, ecc., si fa economia e imprese

Bisogna abilitarci e abilitare ad essere nel posto delle economie e degli abitanti, senza ulteriori qualificazioni, che arrivano dopo. 

Dopo esserci proiettati nel mondo delle aspirazioni, siamo scesi a terra insieme ai racconti di economie abitanti intorno a noi, attraverso le parole di chi ha scelto di seguire le proprie aspirazioni e che nel territorio ha trovato la risposta per realizzarle.

Roberto Sartor, Chiocciola la Casa del Nomade – Pennabilli

Roberto ci parla di come un gruppo di giovani sia  diventato calamita per l’attivazione della comunità attraverso il lavoro con le scuole, considerando il potenziale del territorio proprio nel suo essere marginale per un’offerta formativa innovativa. 

Ci dice dello stare nei luoghi, conoscerli, ma allo stesso tempo stare nel mondo. È quello che succede a Pennabilli, un piccolo borgo dell’Alta Valmarecchia. 

Ci racconta di come il loro progetto sia a supporto della scuola pubblica: nella ricerca di nuove risorse, facilitazione e aiuto agli operatori scolastici. La sfida è di sviluppare una metodologia per considerare il territorio come nuove risorse da condividere con i ragazzi.

Ci racconta anche di come siano partiti in 2 in questa avventura abitativa, e a suo modo imprenditoriale, ed ora siano una comunità di 15 giovani adulti, in cui ognuno si ritrova per seguire la propria aspirazione e percorso personale con il supporto di una piccola comunità.

Non è un modello, ma l’esperienza ritagliata e adattata sulla specificità del luogo e delle persone. 

Oggi questo gruppo ha anche un ruolo di facilitazione per chi si vuole avvicinare alla vita in montagna, per qualche giorno o fermandosi per abitarlo, mettendo insieme gruppi di persone, spazi, esperienze e territorio per un nuovo modo di vivere i luoghi.

Per saperne di più sulle attività di Roberto e l’Associazione Chiocciola la Casa del Nomade visita il sito.

Andrea Paoletti, Netural Coop / Wonder Grottole – Matera / Grottole

Andrea, di origini piemontesi e trapiantato in Basilicata, ci racconta dell’arrivo a Grottole, a piedi. E di come la domanda sia stata: “Con tutti questi spazi abbandonati e dismessi nel centro storico, cosa facciamo?”

Ci ha parlato così di come unendo competenze e creatività ha attivato un movimento per contrastare l’abbandono abitativo, re-inventando l’utilizzo degli spazi nelle aree interne della Basilicata.

La differenza è nel metodo: non solo arrivare a fare qualcosa ma anche capire cosa la pancia del territorio dice e cosa la comunità vuole fare. 

Da qui si è partiti, iniziando una mappatura del territorio, di chi erano i proprietari, ma anche come riutilizzare gli spazi attraverso nuovi immaginari e nuove forme di riutilizzo, dalla riqualifica, al comodato d’uso gratuito pensando al bisogno attuale della comunità, ma anche al valore futuro di investimento per chi decide di concedere lo spazio.

Quindi ha mappato luoghi, ma anche le relazioni, ponendo nuove domande e non solo immaginando, ma anche concretizzando che siano le comunità gli attori principali delle loro storie.

Per saperne di più sulle attività di Andrea e dei progetti intorno a Wonder Grottole, visita il sito.

Patrizia Vita, Progetto Fragibilità – Ussita

Patrizia con la sua storia ci ha emozionato, parlando del suo ruolo nella cura della comunità e resilienza. Nata a Ussita, un piccolo borgo nel cuore dei monti Sibillini, fuggita come molti dei giovani di queste aree, è poi tornata dopo 20 anni con un’idea, quella dell’attivare un B&B. Il terremoto del 2016 ha cambiato tutto, ma ha dato la possibilità di ripensare le forme della cura e di re-inventarsi a chi ha deciso di restare comunque.

Patrizia oggi è operatrice di prossimità, un lavoro senza “definizione”, ma che lascia la libertà di non timbrare cartellini. È un servizio per gli over 65, nato lo scorso marzo 2020 che offre sul territorio una figura che va a intercettare i bisogni primari degli abitanti come spesa a domicilio, medicine, digitalizzazione di base. L’operatore di prossimità lavora insieme ad altre figure come fisioterapista, psicologo e infermiere di comunità, ma ha uno scopo molto specifico: andare nei luoghi, capire i bisogni a partire dalla prossimità. Non si sostituisce ai servizi delle ASL, ma è un’integrazione dove i servizi non sono sufficienti, dove il primo ospedale è a 45km svalicando l’Appennino e dove non ci sono i numeri per assicurare un medico di base.

La domanda è ora: come andare avanti? Come rendere sostenibile un progetto di welfare comunitario come questo?

Per saperne di più sul lavoro di Patrizia e del progetto Fragibilità, visita il canale facebook e il video E’tv Marche.

Isabella Cocci,  rASOterra agricULTura – Lapedona

L’ultima condivisione della serata è proprio quella di una scelta imprenditoriale decisa, abilitante per il territorio, che ha attivato la comunità locale diffondendo la cultura del “fare” agricoltura sulla base dei principi dell’agricoltura organica-rigenerativa.

Isabella, bioarchitetto, ci dice di come il richiamo alla terra sia stato per lei fortissimo, insieme al desiderio di una vita diversa. È la base da cui è partito un progetto rASOterra, costruito insieme a suo marito, Yuri, e portato avanti con il piccolo Pietro, loro figlio.

“AgricUltura”, per fare Cultura e non coltura e promuovere qualcosa in più. È il desiderio di condividere e fare qualcosa che non sia solo produrre cibo in un’area ad agricoltura intensiva, ma offrire  un’alternativa, attraverso l’esempio.

Sono partiti acquistando una scuola abbandonata e ridandola alla comunità. Un luogo da sempre chiamato “Schola”, in dialetto, in cui è partito un progetto di agricoltura rigenerativa, fondato su chiari valori e formazione continua. Una scelta importante è stata quella di non avere un punto vendita in azienda, ma di lavorare sulle consegne porta a porta ai consumatori e alle botteghe che sposano i valori dell’azienda. Attraverso un bando GAL, sono riusciti a ottenere un finanziamento per riqualificare Schola, che sarà ora un luogo di ospitalità diversa rigenerata e rigenerante. rASOterra è oggi anche un luogo di educazione e formazione all’agricoltura. 

Per saperne di piú di Isabella e rASOterra, visita il canale facebook.

In conclusione

Il nostro viaggio nell’Italia delle economie abitanti, ha toccato i temi dell’abitare, della formazione, dei servizi e dall’agricoltura. 

Ha visto diverse forme per realizzare i progetti: cooperative, associazioni, micro-imprenditoria, progettazione e finanziamenti pubblici. Perché la forma si plasma dall’idea e non viceversa.

Infine, Giovanni Teneggi ha chiuso così, rimarcando le parole più significative dei racconti:

  • Per Roberto: EDUCAZIONE E PEDAGOGIA, rammendo culturale della comunità
  • Per Andrea: OPERA, poiché la comunità, il territorio e la prossimità non sono una cosa data e rivendicabile. Anzi, sono un’opera costante, in costruzione, un cantiere da guadagnarsi.
  • Per Patrizia: INTENZIONE, che era presente in tutti, ma per lei é un nascere nuovamente da “ritornante”. La rappresentazione della scelta di nascere intenzionalmente in un luogo.
  • Per Isabella: AFFIDAMENTO, economia del dono. Il donare come un investimento per la remunerazione collettiva in un tempo altro e altrove.

Tenere insieme in modo educato la consapevolezza globale e la semplicità della terra è complicato, ha bisogno di una scelta di campo testimoniata con consapevolezza e competenza.

Dall’ “Eroe” Roberto Sartor di Chiocciola, alla visione e sperimentazione di Andrea Paoletti di Grottole, dalla forza di Fragibilità e di Patrizia Vita, all’attaccamento alla terra e alla sua Cultura di Isabella Cocci, parte così il nostro percorso verso Economie Abitanti.

Sei curioso di saperne di più? Guarda il video completo dell’incontro sul nostro canale YouTube!

Grazie per avere letto il nostro articolo! Se ti è piaciuto, condividilo con amici o con la tua comunità. Per tutte le novità continua a seguirci sui nostri canali social!