Categorie
Aree Interne Bandi e finanziamenti Economie Abitanti

Finanzia la tua Impresa Abitante con il nuovo bando della Regione E.Romagna!

La regione Emilia Romagna finanzia imprese extra-agricole in aree rurali con problemi di sviluppo con un premio a fondo perduto di 20.000 euro a persone fisiche.

Appenninol’Hub può supportarti nella candidatura grazie al lavoro della nostra progettista!

I requisiti per partecipare

Beneficiari

Persone fisiche che vogliono aprire una impresa extra-agricola; persone fisiche che rappresentano un’azienda extra-agricola che vuole aprire un nuovo ramo di azienda.

Requisiti

  • Prevedere o possedere la sede legale e operativa dell’impresa in Area D (zone rurali con problemi di sviluppo)
    Quali sono i comuni compresi nel bando? Controllalo nel modulo!
  • Essere microimpresa

Costi ammissibili

Spese materiali ed immateriali, riconducibili alle attività sovvenzionabili:

  • costi di predisposizione e realizzazione del progetto
  • costi di informazione e comunicazione
  • realizzazione siti web;
  • acquisizione di hardware o software;

Investimenti immateriali quali:

  • acquisizione/sviluppo programmi informatici e/o acquisizione di brevetti/licenze;
  • costruzione/ristrutturazione immobili produttivi, eccetto la manutenzione
    ordinaria.
  • nuovi canoni di affitto, locazione e/o dei ratei del mutuo;
  • rate di eventuali contratti di leasing finanziari;
  • macchinari, attrezzature funzionali al processo di sviluppo aziendale;
  • investimenti funzionali alla vendita delle produzioni aziendali.

Tipologia Contributo

Premio a Fondo perduto di 20.000 euro

Scadenza

15 settembre 2021 ore 13:00

Vorresti candidare la tua impresa o progetto d’impresa a questo bando?

Compila il modulo, ti aiuteremo a fare domanda!

Categorie
Aree Interne Call2021 Economie Abitanti

2° laboratorio di sviluppo di idee di impresa abitante

Riconoscere le opportunità generative dei territori

Il 6 luglio si è svolto il secondo laboratorio per l’attivazione di Economie Abitanti. 

Dopo il primo laboratorio dove abbiamo lavorato sulle aspirazioni, ci siamo focalizzati sull’identificare le opportunità, i bisogni, le criticità e le ferite del territorio.

Ve lo raccontiamo con 5 elementi.

Cosa 

Durante il laboratorio, abbiamo lavorato in sottogruppi misti di partecipanti da tutta Italia sul tema Riconoscere le opportunità generative delle aree interne utilizzando strumenti di analisi quali SWOT e PESTEL, adattati ai bisogni territoriali e delle Economie Abitanti. 

Perché

Ci siamo dati tre obiettivi principali per questo laboratorio:

  • Coinvolgere i partecipanti a lavorare ad un caso per capire bene l’utilizzo degli strumenti in un laboratorio partecipato
  • Supportare la collaborazione e la creazione di rete attraverso l’analisi di un caso specifico, in contesto simile al proprio (area interna)
  • Fornire gli strumenti ai partecipanti per realizzare la stessa analisi sul proprio territorio con metodi partecipativi

Come

Dopo una prima spiegazione teorica, ci siamo divisi in gruppi per lavorare insieme su due casi specifici portati dai partecipanti. In questo modo è stato possibile mettere le mani in pasta, capire gli strumenti e conoscersi meglio per fare rete. 

Nel lavoro di gruppo, il narratore ha raccontato in breve il contesto del proprio territorio: dove si trova, che attività ci sono, quali problemi, quali peculiarità, mentre tutti gli altri partecipanti hanno ascoltato.

Nel momento successivo, si è passato all’utilizzo di strumenti collaborativi per realizzare un’analisi completa del territorio. 

Il gruppo ha lavorato sull’analisi PESTEL (Politica, Economica, Socio-culturale, Tecnologica, Ambientale, Legale) in base all’ascolto del racconto, ma anche facendo domande ed associazioni relative al proprio territorio. Sono venuti fuori così molti fattori in comuni e nuove idee!

A seguire, abbiamo lavorato sull’analisi SWOT a livello territoriale. Tutti i partecipanti, in base alla discussione precedente, hanno identificato insieme al narratore le forze/debolezze (interne) del territorio e le opportunità/minacce (esterne).

La cosa più difficile? Parlare del territorio, senza parlare della propria idea! 

In questa fase, però, concentrarsi solo sul territorio è importante per capire a fondo il contesto a cui ci rivolgiamo e per saper identificare come l’idea, l’aspirazione, può collegarsi a queste specificità del territorio.

Con chi 

I protagonisti della sessione sono state due partecipanti al nostro percorso, Agnese ed Elena, che hanno preparato una presentazione del proprio territorio da condividere con gli altri e hanno avuto così l’occasione di confrontarsi.

Quali territori?

  • Elena Conti, sulla Val Ceno e l’Unione dei comuni che la compongono (Emilia-Romagna). Elena è originaria della Valle e da anni coltiva l’idea di progetto con cui partecipa ad Appenninol’Hub.
  • Agnese Grifoni, sul territorio compreso tra i comuni di Sestino e Badia Tedalda (Toscana). Agnese non vive attualmente sul territorio di cui è originaria, ma sogna di tornarci a vivere e questo percorso vuole darle gli strumenti per poterlo fare.

Feedback e prossimi passi 

Una volta tornati in plenaria, senza farci mancare anche problemi tecnici che hanno però contribuito a regalare un sorriso durante la calda sessione estiva, abbiamo chiesto ad Elena e Agnese un contributo sull’utilità dell’analisi per il loro percorso. 

Quali sono le loro impressioni?

Agnese ci ha detto:

Avrei bisogno di confrontarmi con voi a lungo e parecchio! Sono ancora destrutturata e grazie ai confronti sto mettendo in ordine le idee che ho avuto. Pazze ma che vengono dall’attaccamento al territorio in cui sogno di poter tornare ad abitare. Per ora sono sola, ma sento molto il supporto di questo confronto!”

Elena, con un’esperienza diversa da Agnese, ci dice:

Ho apprezzato moltissimo le domande che mi sono state poste perché ho considerato degli elementi che magari dò solitamente per scontato ma che possono essere letti con una diversa interpretazione da esterni.

È molto utile, anzi fondamentale il confronto nella fase di progettazione, anche in una come questa a cui lavoro da 20 anni! Le osservazioni e l’analisi di oggi saranno fondamentali per lo sviluppo futuro della mia idea!”

Noi le ringraziamo per la loro disponibilità e voglia di mettersi in gioco ???? 

Dopo questa esperienza di laboratorio condiviso, i partecipanti avranno l’estate per organizzare un loro laboratorio territoriale e realizzare l’analisi PESTEL e SWOT per poi continuare il percorso a settembre!

I prossimi appuntamenti ci porteranno verso la concretizzazione delle idee.

Il laboratorio del 16 settembre ci porterà alla prototipazione dell’idea e ad una prima analisi di quali risorse finanziarie monitorare per poterla realizzare.

Ci vediamo a settembre!!!

Grazie per avere letto il nostro articolo! Se ti è piaciuto, condividilo con amici o con la tua comunità. Per tutte le novità continua a seguirci sui nostri canali social!

Categorie
Aree Interne Call2021 Economie Abitanti

2° incontro di ispir-azione del percorso di Appenninol’Hub

Ecosistema turismo: Abitanti, Paesaggio e Biodiversità

Nel secondo incontro d’ispir-azione del percorso Appenninol’Hub, abbiamo affrontato il tema del turismo. Perché?

Molti progetti sulle aree interne si stanno focalizzando sul turismo, il quale rappresenta certamente un ambito primario delle economie interne. Non solo. È anche il tramite attraverso il cui il territorio puó comunicare e presentarsi all’esterno.

???????? ???????????????? ???????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ???????????? ???????? ???????????????????????????? ???????????? ???????????????????? ???????? ????????’???????????????????????????????? ???????????????????????????????? ???? ???????????? ???????????????????????????? ???????? ???????????????????? ???????????????????????????????????????? ???? ???????????????????????????? ???????????????????????????????? ???????????????? ???????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ???????????? ????????????????????????????????????????? Come possiamo assicurarci che non sia una “monocoltura”? 

Per questo abbiamo deciso di parlare di “Ecosistema Turismo” perché di per sé integra non solo diverse attività economiche come quelle ricettive, ristorative, escursionistiche e culturali, ma anche la relazione con la comunità (abitanti), mobilità e infrastrutture oltre che ambiente (paesaggio) e tutto ciò che ne caratterizza le peculiarità (biodiversità).

Ne abbiamo discusso con esperti e attivatori territoriali con l’obiettivo di andare oltre la retorica che si sta facendo ora sul turismo e borghi dei territori della Dorsale Appenninica e in particolare nei territori del Centro-Sud Italia.

Alessandra De Matteis, progetto Officine Coesione,  Strategia Nazionale Aree Interne

Ci ha parlato del bisogno attuale di de-istituzionalizzare la strategia e creare dialoghi costanti e continuativi con il territorio. Parte di questi dialoghi è il lavoro con i Giovani delle Aree Interne, con i quali in uno dei tavoli di lavoro si sta lavorando sul tema turismo e cultura. I temi chiave emersi dalle prime attività sono stati il bisogno di una pianificazione strategica del turismo, che includa in modo necessario il coinvolgimento dei cittadini. I giovani richiedono supporto per lavorare nei propri territori affinché il turismo sia basato sulla conoscenza dei luoghi e l’offerta non sia dannosa per l’ambiente.

Ha poi evidenziato la problematica della frammentazione del territorio e dell’offerta turistica, anche nella capacità di accedere ai fondi e la mancanza di una visione comune per creare un’offerta più strutturata. 

La parola chiave resta lo spopolamento ed il bisogno di una rete sui territori. 

Il dibattito a seguire ha coinvolto tre esperti e ricercatori sulle tematiche del turismo e ha fatto emergere alcune tematiche chiave sull’approccio ecosistemico al turismo:

  • Le varie forme di mobilità e di abitare (e abitanti) 
  • Beni comuni e collettivi
  • Partecipazione e percezione dell’immaginario sulle aree interne

Per conoscere meglio le attività di Officine Coesione visita il sito e la pagina Facebook.

Chiara Rabbiosi, Ricercatrice su Turismo, patrimonio culturale, sviluppo locale, docente all’Università di Padova

È partita dall’idea di come considerare il turismo come un elemento strategico per ricomporre il territorio nella dimensione locale, regionale o interregionale per poi focalizzarsi sulla dicotomia tra mobilità in uscita (=spopolamento) e mobilità verso le aree interne (=turismo), lasciando fuori quel che c’è di mezzo negli spostamenti di lavoratori, anziani e pendolari.

Ci ha lasciato come provocazioni: 

  • Ripensare i sistemi turistici in relazione al trasporto pubblico deve avere al centro il tema dei servizi collettivi, soprattutto per categorie fragili che non possono permettersi mezzi privati
  • La contraddizione nell’approccio al trasporto, con l’implementazione dei treni di lunga percorrenza, lasciando le aree interne con poche risorse rispetto al trasporto pubblico, per poi invece promuovere gli stessi territori come “turismo lento
  • Pensare che ogni volta che si offre un servizio di mobilità migliorativo per i collegamenti turistici, è anche un servizio in più per gli abitanti. E che è vero anche l’opposto.

Pierluigi Musarò, professore associato all’università di Bologna e Fondatore e direttore di IT.A.CÀ_migranti e viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile

Ha continuato la riflessione sulla problematica del “perché” si scappa dalle aree interne e sulla serie di infrastrutture mancanti. Presentando il festival che da 13 anni fa divulgazione e formazione sul turismo responsabile, ci ricorda che il turismo non è un fine, ma uno strumento per lavorare a livello locale come autosviluppo delle comunità. Per questo è fondamentale che le comunità siano parte di questa co-progettazione del turismo per fare sistema ed andare oltre la frammentazione presentata all’inizio. 

Ci ha dato queste provocazioni: 

  • IT.ACÀ parte dal principo di non fare incoming, visto come un indicatore relativamente anche dannoso come il PIL che rende positivo anche le esternalità negative del turismo, ma becoming, nel senso di effetto trasformativo, che supporta l’incremento di capitale trasformativo della società
  • L’intreccio con altre forme di mobilità, quella dei migranti, ricordando che nelle aree interne è più alto il numero di strutture per richiedenti asilo e rifugiati, quindi dei “restanti per forza” con bisogni e aspettative diverse, ma da includere.
  • È fondamentale parlare di beni comuni e di come creare delle cooperative o altre forme sociali per supportare nuovi modelli di gestione del paesaggio e della terra tra chi vive la città (e magari ha terre inutilizzate) e chi vive la montagna (che ha la volontà, ma non la terra).
  • Cogliere l’occasione delle tante azioni anche per lavorare su una visione politica, attivazione di comunità ha bisogno di interpreti culturali.

Per conoscere meglio il lavoro di Pierluigi Musarò visita il sito di ITACÀ e di Welcoming Spaces.

Umberto Mezzacapo, Ricercatore, Consulente, Facilitatore e Formatore sui temi della Comunicazione, Sostenibilità, Valorizzazione e Rigenerazione Territoriale

Ricollegandosi all’ultimo punto trattato, lo ha ridefinito facendoci uscire dalle retoriche e dalle narrazioni del riabitare.

Partendo dalla provocazione che le aree interne vivono di narrazioni che vanno “dall’Apocalisse al El Dorado”, si perdono le sfaccettature di quel che ne è in mezzo che va dal costo degli edifici rurali, la mancanza di incentivi e il bisogno di rigenerazione urbana per riattivare spazi vuoti e dismessi con nuove economie, che richiedono però una cultura diversa ed il supporto di incentivi.

Ci ha lasciato come provocazioni, partendo da questa riflessione:

  • Pensare a meno case a un euro e più social housing, se quel che si vuole sono nuove forme abitative. 
  • Incentivare i giovani che decidono di rimanere o di tornare promuovendo azioni innovative di carattere sociale, culturale e imprenditoriale; 
  • Rigenerare il patrimonio residenziale dismesso e valorizzare le terre pubbliche e abbandonate ad oggi inutilizzate tenendo conto della dimensione sociale, collettiva e pubblica; 
  • Incentivare le RELAZIONI FUNZIONALI tra aree di tipo diverso, senza trascurare le importanti connessioni strategiche tra aree urbane e aree interne contigue

Per conoscere meglio il lavoro di Umberto Mezzacapo visita il sito di BitMup.

screenshot webinar 1 luglio

Nella parte finale dell’incontro, abbiamo poi dato voce a due casi in cui tutte le tematiche sopra vengono affrontate, in maniera complementare: il ruolo che possono avere i comuni nel supportare la valorizzazione del turismo in modo integrato per la comunità, e la capitalizzazione dei nuovi modi di lavorare e abitare per favorire il riabitare attivo dei territori interni e del Sud.

Gianfilippo Mignogna, Sindaco del comune di Biccari

Come lezione di campo ci ha condiviso il bisogno di andare oltre il ragionare in assenze e mancanze, cercando invece di andare oltre e partendo da quello che abbiamo come risorse. Nel caso di Biccari, si è iniziando dal bosco, in un’area della Puglia di montagna, non raccontata, non conosciuta.

“Avere tanti ettari di bosco senza avere boscaioli è come un paese di mare senza pescatori”. Immaginare il bosco, risorsa, come luogo in cui lavorare, vivere ed ospitare.

La prima scommessa è stata lavorare su questa mancanza per poi legarvi una serie di attività connesse anche al turismo come il recupero dei sentieri, bosco didattico, parco avventura, tra le tante.

Questo ha portato a passare da 1 BnB a 11, da 1 ristorante a 6 e all’attivazione una serie di attività allocate nel centro storico, dove tutto quello che è autentico e richiama la tradizione, ha rivissuto una nuova stagione.

Bosco e borgo non avrebbero dialogato senza la comunità locale, ci dice, e da qui si è partiti nel costruire una Cooperativa di Comunità che ha incluso un Patto generazionale tra giovani e nonni. Gli anziani sono stati chiamati anche per far numero e supportare i giovani, i nipoti, nell’avviare questo progetto.

La Cooperativa di Comunità è diventata l’ente principale ad occuparsi dello sviluppo turistico. Non c’è un assessorato al turismo, appunto perché il turismo non è un fine ma un mezzo, una strategia di accoglienza, apertura, per fare in modo che la gente possa arrivare, anche per la crescita culturale delle persone. 

Il fatto di allenarsi costantemente sulle aperture ha permesso ai cittadini di aprirsi a esperienze particolari di cittadinanza provvisoria.

Tre messaggi di Gianflilippo che vogliamo fissare: 

  • Il turismo ha quella speciale caratteristica per cui quello che fai per gli altri, i turisti, la fai anche per te stesso, e per i tuoi cittadini. Migliora il paese non solo a livello di valorizzazione, ma anche dal punto di vista della fiducia degli abitanti e la qualità del territorio.
  • Si può passare da Comune abituato a essere luogo di partenza, dove i ragazzi avevano appuntamento fisso con l’emigrazione, ad essere paese di passaggio e di arrivo, anche per residenze temporanee.
  • Bisogna fare attenzione a parlare di spopolamento e restanza. Non si combatte lo spopolamento soltanto con i numeri. Se restano per fare numeri ma da sconfitti non è facile poi coinvolgere gli abitanti in azioni attive. 

Per conoscere meglio le attività della Cooperativa Biccari visita il sito della Cooperativa e visitbiccari.

Mario Mirabile, Lavorare a Sud, South Working®

Ha approfondito questi temi attraverso il racconto di cos’è South Working®, che sceglie di non parlare di turismo, ma di lavorare.

È un programma di advocacy in cui il lavoro abile è in realtà solo un mezzo per un fine di coesione sociale territoriale. Mette in rete chi crede in nuove forme di vivere e abitare. 

È innanzitutto un progetto di denuncia, nel Sud e nelle aree interne, verso le promesse che non si sono mai realizzate.  Una denuncia attiva e propositiva, in cui il lavoratore agile si impegna in azioni di “give back verso le comunità”. 

Al cuore del progetto, i presidi di comunità, luoghi e spazi di aggregazione sociale e dialogo intergenerazionale. Infatti, l’azione che il team si propone è di stimolare anche il riuso di luoghi abbandonati e dismessi per creare nuove opportunità di coworking, non immaginando la mercificazione dei borghi con individui chiusi in casa a lavorare in remoto, ma la creazione di nuove forme di collaborazioni digitali, partendo da un protocollo che stabilisce una governance territoriale decentralizzata e flessibile. 

Una grande ambizione che richiede ovviamente un alto livello di cooperazione con la pubblica amministrazione e sta lavorando anche a proposte strutturali legate al social housing e incentivi fiscali di vario tipo. 

Insomma, una forma di cittadinanza temporanea, da intendere come dinamica, fluida, che ci fa ripensare al turismo con una chiave di interpretazione che forse deve già essere più ampia quando parliamo di progetti nelle aree interne. 

Per conoscere meglio le attività di South Working® visita il sito .

Il prossimo incontro

Da questo modo di riflettere in modo organico sul territorio e le sue risorse partiremo per il secondo Laboratorio del percorso, previsto per il 6 Luglio, in cui lavoreremo sulle “Risorse e opportunità generative” per i territori delle aree interne.

Come ci dice Gianfilippo Mignogna in chiusura, l’invito è essere paese ruscello e non paese stagno, citando Franco Arminio. Questo il nostro augurio per i progetti attualmente incubati nel percorso.

Sei curioso di saperne di più? Guarda il video completo dell’incontro sulla nostra pagina Facebook

Grazie per avere letto il nostro articolo! Se ti è piaciuto, condividilo con amici o con la tua comunità. Per tutte le novità continua a seguirci sui nostri canali social!

Categorie
Aree Interne Economie Abitanti Valli del Marecchia e Conca

Come possiamo raccontare il 25 giugno: le parole, le persone, i luoghi

25 giugno.

“Giovani”, “desiderio di fare con competenze”, “Giovani senior che fanno da mentor”, “aspirazioni”, “trasformazioni più che tradizioni, o forse che includono tutta la tradizione che occorre”, “abilitazione”, “spazio terzo”. 

Queste alcune delle parole che hanno caratterizzato la giornata del 25 giugno, in cui abbiamo accompagnato l’Ass. Regionale Barbara Lori a conoscere le realtà comunitarie e innovative della Valmarecchia.

In questa giornata non abbiamo mai usato la parola “bisogno”, nessuna accezione negativa. È stato un giorno che ha guardato al futuro della Valmarecchia con nuovi sguardi. 

La Valmarecchia, territorio di confine fatto di speroni di rocce e mari di pietre, con le sue rocche verticali da fiaba, sta vivendo un momento di fermento comunitario e il lancio del progetto coordinato da Figli del Mondo per attivare Economie Abitanti, Appenninol’Hub, non poteva che partire da qui.

Potremmo riassumere il 25 giugno come una giornata di gratitudine, citando le parole di Giovanni Teneggi, coordinatore scientifico del progetto.

Perciò grazie,

Per la presenza (non solo fisica) dell’Assessore Regionale Barbara Lori

Che con sguardo e orecchie attente, ha seguito tutti gli incontri nella Valle durante la visita istituzionale sul territorio e ha condiviso riflessioni, idee, contenuti di quella che è la programmazione regionale per gli anni a venire, ma ancor più ha ascoltato i racconti, tra entusiasmi e difficoltà, di alcuni degli attivatori dell’area.

Discussione con gli invitati all'evento presso l'Ecopark di Casteldelci

A Fabiano Tonielli, sindaco di Casteldelci, e ai ragazzi della neo-nata cooperativa Incanti Delcesi, Michele, Angela e Martina

Con cui abbiamo iniziato questa visita itinerante per la Valmarecchia dall’Ecopark, uno spazio verde non solo non abbandonato, ma vissuto e valorizzato come luogo di economie e creazione di lavoro per i giovani che stanno investendo in questo progetto. Un dialogo immersi nel verde, con gli abitanti che hanno deciso di impegnarsi in questa avventura di impresa abitante.

Il pranzo presso la Fondazione Valmarecchia

Alla prof. Tea Giannini

Che con allegria, esuberanza e professionalità ci ha accolti nella sede della Fondazione Valmarecchia per raccontarci non solo le visioni, ma anche le azioni dell’ente e collaboratori locali per sviluppare le specializzazioni del territorio tra grani antichi ed erbe officinali, supportando innovazione e creazione di lavoro, senza dimenticare la tradizione. E come non raccontare delle stampe romagnole posizionate con cura sui tavoli e dei piatti a base di grani antichi preparati dagli studenti della scuola alberghiera?

Il forno di San Leo con l'assessore Barbara Lori e i partecipanti all'evento

A tutti i ragazzi della cooperativa Fermenti Leontine a San Leo

Un vero presidio territoriale, che ci hanno atteso all’ingresso del forno per raccontare la loro storia di ragazzi e ragazze che ci hanno creduto e che ora trasmettono questo valore agli altri.

L’emozione e passione si legge negli occhi di Marco, quando racconta del cosa vuol dire una Cooperativa di Comunità, e nel sorriso di Marta come nelle parole di Samuele e senza dubbio nelle mani di Manuele, che continua a lavorare l’impasto mentre assaggiamo i biscotti preparati per noi.

A Filippo Tantillo (Officine Coesione)

Per averci stimolato nella discussione sul futuro della Strategia per le Aree interne ma anche per aver evidenziato il bisogno di rendere dialoghi come quello di oggi strutturali e non occasionali e per aver evidenziato l’importanza dell’accompagnamento nelle aree interne, dove non basta lanciare startup innovative e sperare che germoglino da sole. 

A Giovanni Teneggi (Confcooperative)

Per aver parlato di gratitudine e averci portati nel futuro oltre i “se” per vedere realizzare le aspirazioni della Rete e per aver sapientemente lavorato come artigiano nel tessere le parole della giornata. 

A Samir de Chardarevian (ASVIS)

Che ci ha fatto riflettere su come questi territori contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo globali e l’Agenda 2030, ricordandoci che le azioni locali hanno sempre un impatto sul globale.

Alla Rete di Appenninol’Hub e la partecipazione di tutti e tutte i membri nella firma del protocollo

Un patto, più che un documento. Una promessa che vogliamo raggiungere questi obiettivi con fatica e amore e sappiamo che possiamo farlo solo facendolo insieme. Una firma che non ha un valore monetario, ma un profondo valore economico e sociale, per chi ha deciso di dire “sì, sono parte di questa visione e metto in campo le mie competenze”, qualsiasi queste siano.

A tutti coloro che con attente parole e sguardi hanno interpretato il senso dell’accompagnamento delle comunità e insieme a noi lo definiscono ogni giorno. A chi ci ha detto che la comunità è anche e soprattutto relazioni.

A chi ci ha incontrati anche solo con un passaggio o una parola, a chi ci ha fatto conoscere le erbe officinali e piccole attività. A chi rimane nell’ombra dietro una telecamera, un telefono, una macchina

Al team di Figli del Mondo

A chi non vedi, ma rende possibile realizzare giornate come questa, di cui abbiamo bisogno per riempirci l’anima e continuare con ancora più energie in questo percorso di accompagnamento per le imprese delle aree interne.

A te che ci stai leggendo

Al prossimo incontro!

Grazie per avere letto il nostro articolo! Se ti è piaciuto, condividilo con amici o con la tua comunità. Per tutte le novità continua a seguirci sui nostri canali social!