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Nuovi percorsi di progettazione partecipata in Alta Val d’Arda

L’autunno ha portato un nuovo importante percorso per Appenninol’Hub in Emilia-Romagna, in cui andremo in Alta Val d’Arda, nel Piacentino! 

Infatti, Appenninol’Hub è partner del progetto Alta Val d’Arda 2030: l’Europa per lo sviluppo sostenibile del territorio, guidato dall’Unione Montana dei comuni dell’Alta Val D’Arda e finanziato dal bando della regione Emilia-Romagna “Avviso per la concessione di contributi a Enti Locali e Associazioni, Fondazioni e altri soggetti senza scopo di lucro per iniziative di promozione e sostegno della Cittadinanza europea – anno 2021”

Il progetto ha l’obiettivo di affiancare l’Unione e le comunità locali in un percorso finalizzato al rafforzamento della capacità amministrativa e allo sviluppo di competenze utili a intercettare le opportunità di finanziamento europee e a  convogliarle sui reali fabbisogni e potenzialità del territorio, appunto partendo dalle aspirazioni e bisogni degli abitanti. Il nostro team si occuperà proprio di questo importante aspetto.

Il territorio dell’Alta Val D’Arda copre l’area interna Montana della Val D’Arda, così denominata dal torrente Arda, affluente destro del fiume Po, ed è composta da quattro comuni: Castell’Arquato, Lugagnano, Morfasso e Vernasca. 

Quel che faremo insieme all’Unione dei Comuni sarà un percorso completo di informazione, ispirazione e attivazione per supportare la cittadinanza nella stesura della Roadmap 2030 per l’Alta Val D’Arda, portando la voce, le aspirazioni e le idee degli abitanti.

Come?

Attraverso l’organizzazione e facilitazione di Laboratori di progettazione partecipata con gli abitanti, gli operatori, gli innovatori e i giovani – locali o interessati a trasferirsi in alta Val d’Arda – articolato in due tappe con diversi incontri, in cui lavoreremo inizialmente sulla definizione delle aspirazioni individuali e collettive, attraverso: 

  • Una Call aperta agli abitanti e comunità dell’Alta Val d’Arda (ma anche oltre) che vogliono partecipare al percorso partecipato;
  • Un ciclo di interviste rivolto ai ‘giovani’ e agli ‘innovatori’ della comunità per indagare le loro aspirazioni individuali e raccogliere elementi che costituiranno il “motore” dell’attivazione della comunità; 
  • Un laboratorio di “visioning” con la comunità per il territorio e l’analisi territoriale dal punto di vista degli abitanti; 
  • Incontri di ispirazione sull’attivazione delle cooperative di comunitá come esempio di coinvolgimento locale.

Questa prima fase, sarà seguita da quella di definizione dei progetti prioritari, attraverso:

  • Un laboratorio partecipato per identificare i progetti di rilevanza su cui concentrare gli sforzi per cogliere le opportunità europee. 
  • Un secondo laboratorio per delineare lo sviluppo delle azioni nel periodo 2022-2030.

A conclusione del progetto verrà elaborato un documento strategico di orientamento per le attività dei prossimi anni nella Roadmap Alta Val d’Arda 2030 ed i laboratori avranno  il compito di contribuire alla sua realizzazione, portando la visione, aspirazioni e interessi della comunità.

Ma non solo!

Sempre nell’ambito del progetto, nei prossimi mesi, offriremo un ciclo di quattro seminari online di presentazione delle opportunità europee aperti e di interesse per tutti i territori montani e delle aree interne dell’Emilia-Romagna, , attraverso  esempi e testimonianze di come si possono usare per realizzare dei progetti utili che cambiano le condizioni dei territori e delle persone.

Per tutte le novità sul percorso e sulle altre attività continua a seguirci sul sito e sui nostri canali social: Facebook, Instagram e LinkedIn!

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Aree Interne Call2021 Economie Abitanti

3° incontro di ispir-azione del percorso di Appenninol’Hub

Finanziamenti per Imprese Abitanti

Dopo aver lavorato sulla visione e impatto di comunità e aver analizzato i dettagli del proprio territorio, tra ferite ed opportunità, la domanda che dobbiamo porci è: “Come fare a rendere concrete le aspirazioni?”

Ne abbiamo parlato nel terzo incontro della Call per Economie Abitanti di Appenninol’Hub, in cui abbiamo parlato del ruolo dei Finanziamenti per l’avvio di imprese comunitarie nelle Aree Interne.

Perché?

Perché crediamo che l’aspirazione degli abitanti debba essere seguita da azioni concrete per assicurare che i progetti avranno delle solide gambe su cui muoversi. 

Di strumenti ce ne sono e anche tanti: come finanziamenti agevolati, bandi calibrati sul territorio, call e premi, ma anche crowdfunding e raccolte fondi e sostegno ai vari progetti. Navigarli, non è però così semplice.

Quindi abbiamo deciso di non parlare solo degli strumenti a disposizione, ma anche di come integrarli, programmarli e pianificarli in base ai bisogni di sviluppo del proprio progetto o impresa.

Una panoramica sui finanziamenti

Lo abbiamo fatto con Andrea Zanzini, coordinatore del progetto Appenninol’Hub, che ha dato una panoramica dei finanziamenti partendo dal punto di vista di chi fa domanda, riflettendo sull’approccio allo strumento finanziario. 

Non abbiamo parlato solo di punti a favore, e di come i finanziamenti possano rafforzare l’impatto sociale e la progettualità dell’impresa abitante e la sua connessione con il territorio e le reti, ma anche delle debolezze nella complessità delle procedure, nella mancanza di competenze interne alle piccole realtà che caratterizzano i territori delle aree interne e la scarsa abitudine alla co-progettazione. Un’altra mancanza che spesso si riscontra è il non considerare che questi strumenti sono disegnati richiedendo una liquidità iniziale.

Alcuni messaggi chiave emersi dal supporto di Appenninol’Hub:

  1. È importante la pianificazione finanziaria per sapere che il progetto starà in piedi con le proprie gambe al di là dei finanziamenti. Gli strumenti finanziari devono essere il “di piú” per sviluppare la progettualità
  2. Il primo investimento è sempre la quota sociale dei soci ed investimento proprio
  3. Prima di accedere al finanziamento, serve fare la programmazione dell’Impresa Abitante e lavorare ad un business plan e sapere su cosa si andrà ad investire. 

Attraverso il caso della Fermenti Leontine, siamo scesi nella pratica di cosa vuol dire integrare diversi fondi per l’avvio di impresa.

A seguire, abbiamo approfondito alcuni di questi strumenti finanziari legati alla finanza etica particolarmente rilevanti per le Aree Interne, insieme ad esperti ed amici di Appenninol’Hub. 

Cos’è il fabbisogno finanziario?

Con Fabio Faina, direttore filiale di Bologna di Banca Etica, abbiamo approfondito il tema del fabbisogno finanziario, ovvero l’intervallo temporale tra quando l’organizzazione spende e quando incassa.

L’accompagnamento della finanza agevolata è uno strumento necessario per partire con una startup, ma la copertura del fabbisogno finanziario va ricercata su vari punti per dare solidità.

Attraverso il caso della Coop Agricola Arvaia di Bologna e dei suoi 200 soci, ci ha raccontato di come il fabbisogno iniziale sia stato coperto dai soci ordinari che hanno sostenuto l’idea progettuale. Un invito particolare è stato a guardare oltre ai finanziamenti bancari per aprire le proprie opportunità.

Il consiglio dell’esperto:

  1. Partire dal capire il proprio bisogno finanziario 
  2. Tenere conto l’importanza di avere motivazioni strutturate quando si fa richiesta di finanziamenti
  3. Non solo trovare strumenti finanziari, ma anche identificare quelli migliori
  4. L’importanza della dimensione di rete, con altri strumenti finanziari ed istituzioni.

Quando usare il crowdfunding?

A seguire, ci siamo fatti incalzare ed ispirare da Luca Borneo, responsabile sviluppo progetti e comunicazione della piattaforma di crowdfunding Ginger

Uno strumento finanziario innovativo, che va oltre il supporto economico, con lo scopo di riunire le persone attraverso un progetto condiviso per raccogliere il budget necessario alla sua realizzazione (o a parte di esso).

Ci ha raccontato come Ginger abbia il 93% di successo delle campagne sulla piattaforma, grazie anche all’importante fase di formazione del progettista e l’accompagnamento costante che fa sì che lo strumento funzioni, attraverso il racconto della campagna realizzata di C.I.A. cooperativa di comunità – Cultura Innovazione Ambiente di Palazzuolo sul Siena e la raccolta fondi per sviluppare un’applicazione e percorso di gamification per Palazzuolando.

Il consiglio dell’esperto:

  1. Non basta avere una bella idea ma si deve costruire bene la propria campagna
  2. Bisogna darsi un obiettivo economico, poiché le campagne di raccolta fondi si basano su una specifica azione
  3. È importante avere una strategia di comunicazione per ottenere dei risultati 
  4. Non dimenticare le tempistiche: una campagna crowdfunding parte quando c’è già un business plan, c’è la community, e vogliamo un test di validità

Perché progettare un crowdfunding? Tra le altre cose, è anche un ritorno di risultati intangibili come la visibilità, la riconoscibilità del brand, l’aumento di relazioni e contatti. È più di un contributo economico, è un attestato di stima del valore del progetto.

Cosa fa Fondosviluppo?

Con Giuseppe Daconto, responsabile analisi economica e sviluppo di Fondo Sviluppo, abbiamo invece approfondito il tema del supporto della mutualità esterna, attraverso, Fondosviluppo, uno dei fondi mutualistici stabilito nel 1992

Annualmente raccoglie il 3% utile e lo re-immette nella promozione e sviluppo della cooperazione supportando nuove cooperative e startup, creando un meccanismo virtuoso di supporto. 

Questi sono finanziamenti che diventano strumenti dedicati in aree svantaggiate dove non c’è accesso al credito e finanza.

Ci sono strumenti di finanza diretta, ma anche indiretta attraverso le reti con cui si collabora con gruppi bancari dedicati. Interviene per abbattere sul conto interesse.

Il consiglio dell’esperto:

  1. Utile fare alleanza e allargare la rete per supportare le imprese
  2. Non solo guardare alla qualità progettuale, ma anche rapporti con l’ente pubblico, attività intersettoriali
  3. I soldi si trovano, da fondi sia pubblici sia privati, ma è importante che accanto alle risorse finanziarie si costruiscano bene progetti con persone e numeri seri e argomentati: la finanza segue dove ci sono questi progetti.

Come esempio Giuseppe Daconto ci ha portato il primo bando per promuovere cooperative di comunità con geolocalizzazione in aree interne e disagiate, iniziato nel 2018. Con un plafond di 500.000 € ha supportato 33 cooperative di comunità, di cui 28 startup nel 2019 e l’anno successivo, con il doppio di plafond, ha supportato 58 cooperative ammesse, di cui 54 startup.

A cosa serve la programmazione?

Infine, con Natalina Teresa Capua, referente programmazione strategie SNAI per la Regione Emilia Romagna, abbiamo completato il quadro con il ruolo degli enti di programmazione in un momento importante come quello dell’inizio di un ciclo di programmazione, in cui ci sono molte risorse per l’Italia. Ed è importante capire cosa c’è sul piatto della strategia.

Si tende a guardare al bando, ma qual è il processo di programmazione che porta al bando? Come capirlo per farsi trovare preparati a ricevere i fondi? Abbiamo così affrontato un’importante digressione su questo aspetto per capire a fondo la progettazione comunitaria e regionale.

Il bando è un atto a valle del processo di programmazione, che vive una fase di percorso di programmazione della politica di coesione molto complesso. 

Per chi vuole finanziare un progetto, il tempo è un fattore indispensabile. Il bando dura un mese o due, se scrivi il progetto quando apre il bando, non funziona. È importante quindi capire quali sono le risorse del ciclo di programmazione e per cosa sono dedicate.  

I consigli dell’esperta: 

  1. Malgrado la mole di risorse è difficile abbinare l’idea imprenditoriale e i bandi a disposizione
  2. È fondamentale guardarsi intorno per capire quale sia l’offerta, dove orientarsi, e quale bando sia il più adatto
  3. Si può partecipare ai partenariati per strategia di area per capire l’orientamento delle strategie nazionali, regionali, per fare con loro co-progettazione

Altro fattore da considerare è che nelle aree interne si vogliono realizzare microprogetti, mentre quando si parla di politica di coesione ci sono soglie finanziarie consistenti per chi ha un’idea micro; per questo l’approccio di rete può avere ancora più rilevanza. 

Capua ci dice anche che le aree montane hanno più difficoltà ad intercettare i bandi e per questo verranno aiutate con criteri preferenziali per aree montane e interne, ma anche con supporto alla progettazione, non solo con bandi riservati a queste aree.

Conclusione

Dopo aver raccolto l’entusiasmo dei partecipanti, arricchiti di un approccio un po’ diverso rispetto all’analisi degli strumenti finanziari, ci siamo ritrovati ispirati a nostra volta da nuove idee.

Per i partecipanti al nostro percorso Appenninol’Hub, l’incontro è stato seguito da un laboratorio dedicato ai partecipanti al percorso il 16 settembre sulla prototipazione dell’idea e prima analisi di quali risorse finanziarie si possono identificare per la sua realizzazione.

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