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Formazione Rassegna Stampa

Appenninol’Hub, una esperienza per i Giovani soci delle Banche di Credito Cooperativo

Economie Abitanti

Con il coordinamento scientifico di AICOON Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit di Forlì, l’1 e 2 ottobre 2021 si svolgerà a Succiso (RE), ospiti della cooperativa Valle dei Cavalieri, il corso residenziale riservato ai Soci BCC under 35 dedicato al tema delle comunità intraprendenti.

L’iniziativa è promossa dal Comitato Giovani Soci de LA BCC.

Il percorso formativo è dedicato alle esperienze capaci di sviluppare economie territoriali comunitarie ed alla comprensione dello scenario in cui si inserisce la cooperazione di comunità ed il suo ruolo nella promozione dello sviluppo di un territorio, alla individuazione delle relative caratteristiche (aspetti identitari, meccanismi generativi, capacità di fare rete) anche attraverso il racconto di casi “scuola”. Sono previsti gli interventi di approfondimento di Giovanni Teneggi, Direttore di Confcooperative Reggio Emilia e referente Confcooperative per la cooperazione di comunità e Paolo Venturi, Direttore di AICCON. 

Il programma è arricchito dalle testimonianze di Erika Farina per la cooperativa “I Briganti di Cerreto” e di Andrea Zanzini per l’esperienza in Valmarecchia di “Appennino Hub”.

dalla rivista dedicata ai soci delle Banche di Credito Cooperativo
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Rassegna Stampa

Corriere Romagna – Aziende nell’entroterra da far nascere e crescere, Appenninol’Hub trionfa

Il progetto premiato tra 595 candidati al concorso di Torino. Zanzini:”Riconosciuta l’importanza del nostro lavoro”.

L’articolo del Corriere Romagna al link:

https://www.corriereromagna.it/l-entroterra-che-cresce-appenninol-hub-premiato/
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Rassegna Stampa

Estense.com – Cooperazione di comunità al via a Ferrara con Appenninol’Hub!

Appenninol’hub interviene alla riunione della Commissione consiliare attività produttive del Comune di Copparo
Nei prossimi sei mesi verrà attivato il percorso copparese

https://www.estense.com/?p=929332

Copparo. Il progetto ‘La cooperazione di comunità per la coesione sociale’ è pronto per l’attuazione sul territorio copparese.

È stato analizzato, mercoledì 22 settembre, nel corso della riunione della Commissione consiliare attività produttive, a cui hanno partecipato l’assessore Bruna Cirelli, con la responsabile comunale Giulia Minichiello, Secis e Poleis, che si occupano dei servizi di coordinamento, monitoraggio e promozione e di animazione territoriale e comunicazione.

La Commissione Consiliare del Comune di Copparo riunita

L’introduzione è stata affidata a Caterina Ferri, che, insieme a Silvia Pulvirenti di Confcooperative, ha inquadrato il progetto nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne. Al Comune di Copparo è stato assegnato infatti un finanziamento di 125mila euro, che comprende anche interventi di messa a norma, di ristrutturazione e fornitura arredi per una sede, individuata nell’ex scuola di Ambrogio, per un percorso che vuole tuttavia coinvolgere l’intero territorio.

Ospite dei lavori Andrea Zanzini, che ha testimoniato diverse esperienze, in contesti analoghi di Aree Interne, condotte da Appennino l’Hub, per comprendere come fattivamente giungere a fare impresa comunitaria. «Le cooperative di comunità – ha spiegato – hanno il valore di rigenerare fiducia, relazioni e visioni di futuro, di fare impresa a partire dalle aspirazioni della comunità e di ricreare luoghi, servizi e attività commerciali con un occhio di riguardo per l’innovazione, con quel tanto di tradizione che serve, e per la cooperazione tra abitanti, con altre realtà del territorio e con il mondo».
È passata attraverso le fasi di ricucitura delle relazioni e dei legami di fiducia, di incubazione della cooperativa, di costruzione di un solito progetto di impresa e di ricerca di finanziamenti la riapertura di un antico forno a San Leo. L’ultimo forno del paese della Valmarecchia ha chiuso nel 2018, dopo tre generazioni, e ha riaperto nel 2021 attraverso una cooperativa di 70 soci, su 100 abitanti, con 5 dipendenti. Sulla stessa modalità di confronto è coinvolgimento si è
sviluppata pure la riattivazione dell’ecopark di Casteldelci.

Filippo Ozzola ha illustrato la parte partecipativa del progetto copparese, che precede quella sostitutiva e che è affidata a Poleis.

L’iter si articolerà in diverse fasi in un periodo di circa sei mesi, di qui alla prossima primavera. Si inizierà con una fase di scouting attraverso prima una condivisione interna, per cogliere indicazioni, obiettivi e una iniziale mappatura dei bisogni, quindi una lettura dei bisogni, attivando tavoli di ascolto e incontro rivolti a target specifici rispetto ai temi a cui potrà guardare la cooperativa.

Di seguito è prevista la restituzione mediante un documento delle attività da sviluppare. Una ulteriore fase scenderà nella progettazione vera e propria dei servizi, a partire da sopralluoghi, aperti la comunità, nella sede individuata per la cooperativa e da laboratori di coprogettazione: tavoli periodici individueranno, in base ai bisogni, agli spazi e alle disponibilità, gli elementi di partenza per poi arrivare a un business plan e dare vita a un’esperienza di cooperazione.

Importante sarà la comunicazione e la promozione, fondamentale per un simile modello partecipativo.

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Aree Interne Economie Abitanti

1° incontro di ispir-azione del percorso di Appenninol’Hub

Primo appuntamento del percorso della Call di Economie Abitanti:

Il 27 aprile è partito il percorso Appenninol’Hub, con la promessa di accompagnare le comunità delle aree interne verso imprese abitanti.

Ve lo raccontiamo attraverso alcuni dei messaggi condivisi durante la diretta da parte dei nostri relatori.

Andrea Zanzini, coordinatore del progetto

Ha parlato di cosa è Appenninol’Hub partendo da:

  • Obiettivo: Accompagnare le aspirazioni delle comunità;
  • Come: entrando in relazione con le comunità e gli abitanti per ispirare a fare. Si parte dal creare relazioni, per dare poi gambe e piedi ai progetti;
  • Cosa non è: non un soggetto esterno, un consulente, ma una parte integrante del processo con la comunità che aiuta attraverso l’accompagnamento;
  • Come lavoriamo: Lavoriamo sulle microprogettualità, in cui la formalizzazione in impresa, cooperativa, associazione, è la cornice giuridica per lo specifico progetto/bisogno.

Partiamo dal “perché” e non dal “cosa” stabilire, per capire insieme quale forma è più adatta per il bisogno. 

Barbara Lori, Assessore alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità della Regione Emilia-Romagna

È intervenuta per dare più di un saluto istituzionale: ha parlato di come progetti come Appenninol’Hub siano un’azione anche politica per fare la differenza sui territori e ha rimarcato l’importanza di appuntamenti e formazione per orientare e conoscere attraverso la condivisione.

Un nuovo periodo di programmazione (2021-2027) sta per partire e nel documento strategico ci sono molti elementi che incrociano le azioni e il lavoro prezioso di rete ed integrazione. Gli attori del territorio ne sono i protagonisti, in visione di progettualità ritagliate sui singoli territori. 

La normativa sulle cooperative di comunità è stata approvata, queste possono quindi essere un’occasione di sviluppo e integrazione nella dimensione sociale e offrire posti di lavoro di cui i territori hanno bisogno.

Le azioni possono sostenere e guidare le decisioni, ed è importante questo allineamento di volontà dei territori, sia spinta strategica e politica nello sviluppo dei territori.

Giovanni Teneggi, Direttore scientifico di Appenninol’Hub

Per dare il via al primo punto fondante della creazione di imprese abitanti, l’aspirazione individuale, Giovanni ci ha parlato di notizie e fatti, non solo visioni. Partiamo infatti dal concetto di economie abitanti, qualcosa che viene ancor prima della comunità.

Si è soffermato sulle parole, cosa sono le aspirazioni per la resistenza e generatività dei luoghi. Ci ha invitato ad accettare le parole:

INTERESSE, CONDIZIONI ABILITANTI, FARE, BIOGRAFICO, GLOBALE, TRASFORMAZIONE, RELAZIONE, VITA

come concetti centrali nell’attivare economie abitanti. Ci ricorda che si fa economia, non cooperativa, sociale, ecc., si fa economia e imprese

Bisogna abilitarci e abilitare ad essere nel posto delle economie e degli abitanti, senza ulteriori qualificazioni, che arrivano dopo. 

Dopo esserci proiettati nel mondo delle aspirazioni, siamo scesi a terra insieme ai racconti di economie abitanti intorno a noi, attraverso le parole di chi ha scelto di seguire le proprie aspirazioni e che nel territorio ha trovato la risposta per realizzarle.

Roberto Sartor, Chiocciola la Casa del Nomade – Pennabilli

Roberto ci parla di come un gruppo di giovani sia  diventato calamita per l’attivazione della comunità attraverso il lavoro con le scuole, considerando il potenziale del territorio proprio nel suo essere marginale per un’offerta formativa innovativa. 

Ci dice dello stare nei luoghi, conoscerli, ma allo stesso tempo stare nel mondo. È quello che succede a Pennabilli, un piccolo borgo dell’Alta Valmarecchia. 

Ci racconta di come il loro progetto sia a supporto della scuola pubblica: nella ricerca di nuove risorse, facilitazione e aiuto agli operatori scolastici. La sfida è di sviluppare una metodologia per considerare il territorio come nuove risorse da condividere con i ragazzi.

Ci racconta anche di come siano partiti in 2 in questa avventura abitativa, e a suo modo imprenditoriale, ed ora siano una comunità di 15 giovani adulti, in cui ognuno si ritrova per seguire la propria aspirazione e percorso personale con il supporto di una piccola comunità.

Non è un modello, ma l’esperienza ritagliata e adattata sulla specificità del luogo e delle persone. 

Oggi questo gruppo ha anche un ruolo di facilitazione per chi si vuole avvicinare alla vita in montagna, per qualche giorno o fermandosi per abitarlo, mettendo insieme gruppi di persone, spazi, esperienze e territorio per un nuovo modo di vivere i luoghi.

Per saperne di più sulle attività di Roberto e l’Associazione Chiocciola la Casa del Nomade visita il sito.

Andrea Paoletti, Netural Coop / Wonder Grottole – Matera / Grottole

Andrea, di origini piemontesi e trapiantato in Basilicata, ci racconta dell’arrivo a Grottole, a piedi. E di come la domanda sia stata: “Con tutti questi spazi abbandonati e dismessi nel centro storico, cosa facciamo?”

Ci ha parlato così di come unendo competenze e creatività ha attivato un movimento per contrastare l’abbandono abitativo, re-inventando l’utilizzo degli spazi nelle aree interne della Basilicata.

La differenza è nel metodo: non solo arrivare a fare qualcosa ma anche capire cosa la pancia del territorio dice e cosa la comunità vuole fare. 

Da qui si è partiti, iniziando una mappatura del territorio, di chi erano i proprietari, ma anche come riutilizzare gli spazi attraverso nuovi immaginari e nuove forme di riutilizzo, dalla riqualifica, al comodato d’uso gratuito pensando al bisogno attuale della comunità, ma anche al valore futuro di investimento per chi decide di concedere lo spazio.

Quindi ha mappato luoghi, ma anche le relazioni, ponendo nuove domande e non solo immaginando, ma anche concretizzando che siano le comunità gli attori principali delle loro storie.

Per saperne di più sulle attività di Andrea e dei progetti intorno a Wonder Grottole, visita il sito.

Patrizia Vita, Progetto Fragibilità – Ussita

Patrizia con la sua storia ci ha emozionato, parlando del suo ruolo nella cura della comunità e resilienza. Nata a Ussita, un piccolo borgo nel cuore dei monti Sibillini, fuggita come molti dei giovani di queste aree, è poi tornata dopo 20 anni con un’idea, quella dell’attivare un B&B. Il terremoto del 2016 ha cambiato tutto, ma ha dato la possibilità di ripensare le forme della cura e di re-inventarsi a chi ha deciso di restare comunque.

Patrizia oggi è operatrice di prossimità, un lavoro senza “definizione”, ma che lascia la libertà di non timbrare cartellini. È un servizio per gli over 65, nato lo scorso marzo 2020 che offre sul territorio una figura che va a intercettare i bisogni primari degli abitanti come spesa a domicilio, medicine, digitalizzazione di base. L’operatore di prossimità lavora insieme ad altre figure come fisioterapista, psicologo e infermiere di comunità, ma ha uno scopo molto specifico: andare nei luoghi, capire i bisogni a partire dalla prossimità. Non si sostituisce ai servizi delle ASL, ma è un’integrazione dove i servizi non sono sufficienti, dove il primo ospedale è a 45km svalicando l’Appennino e dove non ci sono i numeri per assicurare un medico di base.

La domanda è ora: come andare avanti? Come rendere sostenibile un progetto di welfare comunitario come questo?

Per saperne di più sul lavoro di Patrizia e del progetto Fragibilità, visita il canale facebook e il video E’tv Marche.

Isabella Cocci,  rASOterra agricULTura – Lapedona

L’ultima condivisione della serata è proprio quella di una scelta imprenditoriale decisa, abilitante per il territorio, che ha attivato la comunità locale diffondendo la cultura del “fare” agricoltura sulla base dei principi dell’agricoltura organica-rigenerativa.

Isabella, bioarchitetto, ci dice di come il richiamo alla terra sia stato per lei fortissimo, insieme al desiderio di una vita diversa. È la base da cui è partito un progetto rASOterra, costruito insieme a suo marito, Yuri, e portato avanti con il piccolo Pietro, loro figlio.

“AgricUltura”, per fare Cultura e non coltura e promuovere qualcosa in più. È il desiderio di condividere e fare qualcosa che non sia solo produrre cibo in un’area ad agricoltura intensiva, ma offrire  un’alternativa, attraverso l’esempio.

Sono partiti acquistando una scuola abbandonata e ridandola alla comunità. Un luogo da sempre chiamato “Schola”, in dialetto, in cui è partito un progetto di agricoltura rigenerativa, fondato su chiari valori e formazione continua. Una scelta importante è stata quella di non avere un punto vendita in azienda, ma di lavorare sulle consegne porta a porta ai consumatori e alle botteghe che sposano i valori dell’azienda. Attraverso un bando GAL, sono riusciti a ottenere un finanziamento per riqualificare Schola, che sarà ora un luogo di ospitalità diversa rigenerata e rigenerante. rASOterra è oggi anche un luogo di educazione e formazione all’agricoltura. 

Per saperne di piú di Isabella e rASOterra, visita il canale facebook.

In conclusione

Il nostro viaggio nell’Italia delle economie abitanti, ha toccato i temi dell’abitare, della formazione, dei servizi e dall’agricoltura. 

Ha visto diverse forme per realizzare i progetti: cooperative, associazioni, micro-imprenditoria, progettazione e finanziamenti pubblici. Perché la forma si plasma dall’idea e non viceversa.

Infine, Giovanni Teneggi ha chiuso così, rimarcando le parole più significative dei racconti:

  • Per Roberto: EDUCAZIONE E PEDAGOGIA, rammendo culturale della comunità
  • Per Andrea: OPERA, poiché la comunità, il territorio e la prossimità non sono una cosa data e rivendicabile. Anzi, sono un’opera costante, in costruzione, un cantiere da guadagnarsi.
  • Per Patrizia: INTENZIONE, che era presente in tutti, ma per lei é un nascere nuovamente da “ritornante”. La rappresentazione della scelta di nascere intenzionalmente in un luogo.
  • Per Isabella: AFFIDAMENTO, economia del dono. Il donare come un investimento per la remunerazione collettiva in un tempo altro e altrove.

Tenere insieme in modo educato la consapevolezza globale e la semplicità della terra è complicato, ha bisogno di una scelta di campo testimoniata con consapevolezza e competenza.

Dall’ “Eroe” Roberto Sartor di Chiocciola, alla visione e sperimentazione di Andrea Paoletti di Grottole, dalla forza di Fragibilità e di Patrizia Vita, all’attaccamento alla terra e alla sua Cultura di Isabella Cocci, parte così il nostro percorso verso Economie Abitanti.

Sei curioso di saperne di più? Guarda il video completo dell’incontro sul nostro canale YouTube!

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