Dalle case vuote a una filiera nazionale del ri-abitare: criteri condivisi per qualificare i progetti, competenze per renderli realizzabili e la verifica di strumenti finanziari capaci di sostenerne lo sviluppo nelle aree interne italiane.
Il punto non è replicare un singolo modello di coliving. È capire se territori, amministrazioni, progettazione, gestione, cooperazione, filantropia e finanza possano costruire insieme un processo capace di far emergere, qualificare e sostenere progetti in tutta Italia.
Individuare territori, patrimonio pubblico e privato, bisogni abitativi e soggetti disponibili ad attivare nuovi progetti.
Costruire una checklist condivisa che distingua un'idea da un progetto realmente sostenibile, gestibile e capace di produrre impatto.
Aggregare progetti qualificati e comparabili, superando la piccola scala dei singoli interventi e rendendoli leggibili come rete o portafoglio.
Verificare le condizioni per un fondo, un veicolo o altri strumenti dedicati capaci di accompagnare i progetti maturi.
Finanza istituzionale, progettazione dell'housing, cooperazione, filantropia e territori: il valore del convegno sta proprio nel mettere queste prospettive allo stesso tavolo.
Arrivo dei partecipanti e avvio della giornata.
Dall'esperienza concreta di Pennabilli alla domanda nazionale: quali condizioni permettono di trasformare singole sperimentazioni in una pipeline di progetti qualificati?
Andrea Zanzini
Appenninol'Hub · Ca'Co Casa Coliving
Patrimonio, criteri, progettazione, gestione e finanza: come costruire una filiera nazionale e verificare le condizioni per strumenti finanziari capaci di sostenere i progetti.
Matteo Mazzotti
· Cassa Depositi e Prestiti
Ludovico Da Prato
· Fondazione Housing Sociale
Alessandro Galbusera
· Confcooperative Habitat
Carmine Guanci
· Fondazione Peppino Vismara
Lino Gentile
· Sindaco di Castel del Giudice
Modera Andrea Zanzini
Il confronto prosegue informalmente tra relatori e partecipanti.
La sfida è costruire un sistema capace di trasformare patrimonio inutilizzato in nuova offerta abitativa accessibile e stabile, senza ridurre il progetto a una semplice operazione immobiliare.
Una casa vuota non diventa automaticamente una casa disponibile. Occorre verificare proprietà e disponibilità, costi di recupero, destinazione, domanda abitativa, canoni, gestione, servizi, sostenibilità economica, governance e impatto.
Per questo il primo risultato che vogliamo costruire è una griglia comune di qualificazione: uno strumento che permetta di riconoscere quali progetti possono avanzare e quali condizioni devono ancora essere costruite.
Singolarmente, molti progetti nelle aree interne sono troppo piccoli per dialogare con strumenti finanziari strutturati. Una rete di progetti costruiti secondo criteri comuni può invece diventare un portafoglio leggibile e comparabile.
È a quel punto che diventa possibile verificare concretamente l'ipotesi di un fondo, un veicolo multi-progetto o altri strumenti finanziari dedicati, combinando dove necessario capitale istituzionale, risorse pubbliche, cooperazione, filantropia e capitale paziente.
Il 16 ottobre vuole essere l'inizio di questo lavoro: non arrivare con un fondo già disegnato, ma costruire i criteri e la pipeline che possano renderlo possibile.
Partecipa al confronto tra territori, housing, cooperazione, filantropia e finanza per costruire insieme il prossimo passo.
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