Cooperative di comunità: cosa sono, come funzionano e come crearle

Le cooperative di comunità sono imprese collettive che nascono per creare lavoro, servizi e sviluppo locale nei piccoli comuni e nelle aree interne.

Negli ultimi anni in Italia sono nate più di 300 cooperative di comunità, soprattutto nelle aree interne e montane.

In questa guida ti spieghiamo in modo semplice:

  • cosa sono

  • come funzionano

  • come crearne una

  • esempi reali in Italia

coooperativa comunita esempi

Cos’è una cooperativa di comunità

Una cooperativa di comunità è un’impresa collettiva in cui cittadini, enti e realtà locali collaborano per gestire servizi, valorizzare risorse del territorio e generare economia locale.

A differenza delle imprese tradizionali:

  • nasce da un bisogno della comunità

  • coinvolge direttamente i cittadini

  • reinveste sul territorio

Il suo obiettivo non è solo il profitto, ma il benessere collettivo.

Come funzionano le cooperative di comunità

Le cooperative di comunità funzionano come imprese cooperative, ma con una forte radice territoriale.

Possono occuparsi di:

  • servizi alla persona

  • turismo locale

  • gestione di beni comuni

  • agricoltura e filiere locali

  • energia e sostenibilità

I soci possono essere:

  • cittadini

  • associazioni

  • imprese locali

  • enti pubblici

Questo modello permette di creare economia dove il mercato tradizionale non arriva.

Esempi di cooperative di comunità in Italia

Negli ultimi anni le cooperative di comunità si sono diffuse in molte aree interne e montane.

Ecco alcuni esempi concreti:

Riapertura di servizi essenziali che contrasti la desertificazione commerciale

In molti borghi, cooperative di comunità hanno riaperto:

Turismo di comunità
che crei occupazione e valorzzi e il territorio

Alcune cooperative gestiscono:

Servizi sociali locali
che risponda a bisogni reali della popolazione

In diversi territori:

Energia e risorse locali
integrando economia e sostenibilità

Alcuni progetti lavorano su:

Esempi reali di cooperative di comunità

Le cooperative di comunità non sono solo un modello teorico: in tutta Italia esistono esperienze concrete che dimostrano come sia possibile creare lavoro e servizi partendo dal territorio.

Ecco alcuni esempi di progetti sviluppati nelle aree interne:

Alcuni esempi di cooperative di comunità in Italia

Come creare una cooperativa di comunità

Creare una cooperativa di comunità richiede un percorso strutturato che unisce progettazione, coinvolgimento locale e sostenibilità economica.

1. Analisi del territorio, Individuare bisogni, risorse e opportunità.

Il primo passo è capire quali sono i bisogni reali della comunità:

  • servizi mancanti

  • opportunità economiche

  • risorse disponibili

Errore da evitare: partire da un’idea senza validarla sul territorio.

2. Coinvolgimento della comunità. Attivare cittadini, enti e stakeholder locali, valorizzare il capitale umano dei promotori

Il coinvolgimento delle persone è la base del progetto ed uno dei fattori di maggior successo

Strumenti utili:

3. Costruire un modello economico sostenibile. Stabilire attività, sostenibilità economica e impatti.

Definisci:

  • attività principali

  • fonti di ricavo

  • costi e sostenibilità

Errore comune: basarsi solo su finanziamenti o contributi.

4. Costituire la cooperativa. Definire statuto, soci e struttura.

I passaggi principali includono:

  • definizione dello statuto

  • scelta dei soci

  • atto costitutivo

Tempo medio: 2–4 settimane.

5. Avviare e testare le attività. Attivare servizi e monitorare i risultati.

Questa è la fase più delicata:

  • avvio dei servizi

  • coinvolgimento continuo della comunità

  • adattamento del modello

Le prime fasi sono decisive per la sostenibilità.

6. Monitorare risultati, organizzazione e sostenibilità economica

Come si avvia davvero una cooperativa di comunità

Nella pratica, la nascita di una cooperativa di comunità non è un processo lineare.
Spesso parte da un gruppo ristretto di persone che condividono un bisogno concreto del territorio (servizi, lavoro, spazi inutilizzati).

Da lì si sviluppano alcune fasi ricorrenti:

  • un primo gruppo promotore che si incontra informalmente
  • momenti di confronto con altri abitanti e realtà locali
  • l’individuazione di una o più attività economiche sostenibili
  • la costruzione di un modello organizzativo e gestionale
  • la formalizzazione della cooperativa

 

In molti casi, il processo richiede tempo e diversi tentativi prima di arrivare a una forma stabile.

Cosa fanno concretamente le cooperative di comunità

Alcuni esempi:

  • gestione di bar, negozi e servizi di prossimità
  • recupero di immobili inutilizzati
  • servizi turistici e accoglienza
  • gestione di beni comuni (boschi, acqua, spazi pubblici)
  • servizi sociali e culturali

Differenza con altre forme di impresa

A differenza di una cooperativa tradizionale o di una società privata, una cooperativa di comunità nasce per rispondere a bisogni collettivi del territorio e coinvolge direttamente gli abitanti come soci.

L’obiettivo non è solo economico, ma anche sociale e territoriale.

Cooperative di comunità e aree interne

Le cooperative di comunità sono particolarmente diffuse nelle aree interne, dove possono generare impatto concreto.

Finanziamenti per cooperative di comunità

Esistono diverse opportunità di finanziamento.

Tipologie di finanziamenti

Come trovare i bandi

Perché le cooperative di comunità stanno crescendo in Italia

Negli ultimi anni le cooperative di comunità si stanno diffondendo rapidamente nelle aree interne e nei piccoli comuni, come risposta concreta a bisogni locali spesso non intercettati dal mercato tradizionale.

Questo modello consente di riattivare economie locali, generare lavoro e rafforzare i legami sociali, contribuendo alla rigenerazione dei territori.

Questo fenomeno è oggi sostenuto anche da politiche pubbliche, bandi e strategie nazionali dedicate alle aree interne.

Quali sono le difficoltà più comuni:

  • coinvolgere davvero la comunità
  • costruire un modello economico sostenibile
  • mantenere nel tempo la partecipazione

Errori comuni nella creazione di una cooperativa di comunità

Alcuni esempi:

  • partire senza un vero bisogno condiviso
  • non costruire un gruppo solido
  • puntare solo sui finanziamenti senza un modello economico
  • sottovalutare la gestione nel tempo

F.A.Q.

Cosa sono le Cooperative di Comunità?

Impresa e Comunità

Le Cooperative di Comunità, ad oggi più di 300 in Italia, sono Imprese in forma Cooperativa. Agli obiettivi tipici delle imprese (offrire prodotti e servizi, creare occupazione etc.) si associa la volontà di intervenire per affrontare e superare le FRAGILITÁ tipiche di aree marginali come lo spopolamento, la chiusura di servizi essenziali, scarse opportunità di lavoro, la rigenerazione di una dimensione pubblica e di relazioni di Comunità.

Sono inoltre organizzazioni coesive, in questo senso autenticamente cooperative, in cui l’input della produzione del valore é il desiderio di alcuni di rendere viva e operosa la comunità.

Le Cooperative di Comunità si sono sviluppate molto di recente in particolare nelle Aree Interne del Paese, borghi, paesi di collina e montagna.

Ma vi sono alcuni esempi di cooperativa di comunità anche in aree periferiche e marginali delle città dove questa forma giuridica si è dimostrata particolarmente indicata a rispondere all’urgenza di rigenerare ed innovare piccole economie ed esercizi commerciali, rinnovando l’entusiasmo e la partecipazione di tante Comunità e dei loro Abitanti nel ridefinire i propri destini, nel miglioramento della qualità della vita dei propri contesti.

Si veda ad esempio: Cooperativa di Comunità Urbana Pixel

Nelle Cooperative di Comunità è importante considerare e presidiare i distinti ruoli che devono avere i lavoratori rispetto ai soci che prestano attività di volontariato.

Al di là delle prescrizioni normative in materia che sono in evoluzione e vanno verificate caso per caso, al di là del fondamentale apporto che il volontariato può dare, quello che intendiamo è che va considerato come le cooperative di comunità, per poter produrre effetti economici ma anche sociali duraturi nel tempo, devono:

  • sostenersi economicamente producendo economie e occupazione stabile che garantisca continuità ai servizi ed alle attività erogate.

Il contributo dei soci volontari alle attività e nel managment delle Cooperative di Comunità è spesso fondamentale, soprattutto nelle fasi di avvio. È importante considerare però che il suo apporto è per natura potenzialmente discontinuo, mentre le attività d’impresa devono essere continuative. Anche nel caso del management della Coop.va (Presidente, Consiglieri di Amministrazione, etc…) il cui impegno in molti casi non è riconosciuto economicamente, varrebbe la pena di valutare, nel tempo, un riconoscimento economico. 

Malgrado le tante esperienze di questi anni non è facile capire quando sussistano le condizioni perchè un gruppo di abitanti motivati e volenterosi a rigenerare la propria Comunità poi effettivamente diano vita ad una Cooperativa di Comunità.

Dal nostro punto di vista va fatta chiarezza prima di tutto sulla dimensione d’Impresa che le Cooperative di Comunità rappresentano e che una scelta del genere deve presupporre, il mettersi in gioco come Abitanti ma anche come Imprenditrici/tori.

Investire di in quel luogo e non in altri, investire nel proprio territorio e nella Comunità per produrre valore aggiunto comunitario, ovvero generare occupazione e rigenerare la dimensione pubblica.

Una imprenditorialità che si fa Stato, rigenerando il carattere meritorio di servizi pubblici come mobilitá, istruzione, servizi sociali e si fa mercato per la capacità di riconoscere e di risvegliare risorse territoriali dormienti (culturali, ambientali, enogastronomiche, ecc.) che costituiscono la base per riattivare lo sviluppo locale.

Và evidenziato però come le cosiddette Ferite, Conflitti o Mancanze della Comunità spesso rappresentino una ‘scintilla’ utile e necessaria per avviare questi processi. A titolo di esempio, un servizio essenziale che viene a mancare, una storia ‘identitaria che si interrompe, sono segnali che la qualità della vita in quella Comunità non è più soddisfacente, che è necessaria la riorganizzazione delle forze e delle relazioni,  anche se non sono sempre garanzia che effettivamente si avvi una esperienza di cooperazione.

Le persone, le identità, i loro interessi/aspirazioni, sono centrali-necessari, sia per l’agibilità di questi processi di Cooperazione di Comunità, sia fra i fattori abilitanti il successo economico e competitivo (seppur comunitario e collaborativo).

L’ascolto delle narrazioni dei LUOGHI, comunitarie, le storie di cicli lunghi di generatività (vd.rigenerazione), i percorsi delle persone, delle comunità e delle loro istituzioni che chiamiamo processi di sviluppo.

Lo stesso vale per la costruzioni di legàmi di Fiducia, tra persone comunità e gli altri stakeholder del territorio, e rappresentano scintille di generatività dell’intraprendenza e dell’impresa di comunità.

Nelle esperienze ed esempi di cooperative di comunità che abbiamo seguito, quelle di maggiore successo, sociale ed economico, sono state in grado in grado di aprirsi alla collaborazione con soggetti pubblici e privati di varia natura.

Molti sono gli esempi che possiamo riportare, occasioni in cui le cooperative hanno saputo co-creare valore insieme dando vita ad un eco-sistema capace di riconoscere, sostenere e sviluppare questi percorsi di imprenditorialità sociale e la loro competitività.

“superare sfide antiche con ‘quel tanto di ‘trasformazione’ che serve”

Proviamo a definire gli elementi di Innovazione che le Cooperative di Comunità testimoniano in diverse occasioni:

  • innovano prodotti e servizi es.non facciamo il pane come una volta, ma più sano
  • innovano i processi es. non lavoriamo la notte così i più giovani ci sceglieranno
  • sono imprese solide e trasparenti
  • agiscono promuovendo la responsabilità sociale e gli obiettivi dell’agenda 2030 per la sostenibilità
  • utilizzano strumenti innovativi di finanza (es.crowdfunding, etc…)
  • costruiscono ‘filiere’ locali
  • si connettono con esperienze ‘altre’ e lontane
  • comunicano ciò che ‘sono’ a tutto il mondo intorno
  • offrono il prodotto/servizio anche lontano dalla propria Comunità di riferimento

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le occasioni e le modalità di finanziamento per le Cooperative di Comunità, enti e imprese ad impatto sociale, come è possibile verificare anche nella nostra pagina: Bandi e Finanziamenti.

Va detto in premessa però che essendo Imprese a tutti gli effetti, sarebbe bene utilizzare tali opportunità come non-strutturali nel progetto imprenditoriale ma come occasioni utili per l’avvio o per l’avvio di nuovi servizi/progetti in corso d’opera.

Un progetto d’Impresa solido che prescinda da contribuiti esterni e si tenga in piedi con le proprie gambe, un business plan ben costruito e utilizzato come strumento di monitoraggio e verifica, una buona organizzazione interna, sono la migliore garanzia di stabilità e continuità di queste esperienze.

Appenninol’Hub ha assistito le Cooperative di Comunità in diverse decine di occasioni per l’accesso a tali opportunità ed utilizzando strumenti anche molto diversi a seconda delle specifiche situazioni.

Inoltre siamo in grado di accompagnarle a costruire il proprio progetto d’impresa nonchè assisterle nel strutturare l’organizzazione. A questo proposito vedi: Consulenza Organizzativa e Temporary Manager

I costi possono variare, ma indicativamente includono:

  • costi notarili: 1.500€ – 3.000€

  • capitale sociale iniziale

  • spese amministrative

  • costi operativi iniziali

Molti costi possono essere coperti da finanziamenti e bandi.

Sì, come per qualsiasi attività imprenditoriale è necessario un capitale iniziale, anche se spesso contenuto.

Le cooperative di comunità possono partire con risorse limitate, grazie al coinvolgimento diretto dei soci e alla valorizzazione di beni e competenze locali.

In alcuni casi, il capitale iniziale può essere integrato da finanziamenti pubblici, bandi o contributi dedicati allo sviluppo locale e alle aree interne.

Il tempo necessario per creare una cooperativa di comunità può variare molto, ma generalmente richiede da alcuni mesi fino a un anno.

Le fasi iniziali, come la costruzione del gruppo promotore e il confronto con la comunità, sono spesso le più lunghe e delicate. La formalizzazione legale della cooperativa, invece, è solo uno degli ultimi passaggi del processo.

Nella pratica, i tempi dipendono soprattutto dal livello di coinvolgimento degli abitanti e dalla chiarezza del progetto economico.

Per costituire formalmente una cooperativa sono sufficienti poche persone, ma una cooperativa di comunità funziona davvero solo se coinvolge un gruppo più ampio di abitanti.

Di solito esiste un nucleo iniziale di promotori, a cui si aggiungono nel tempo altri soci e partecipanti.

Più che il numero minimo richiesto dalla legge, è importante la presenza di una comunità attiva e interessata a sostenere il progetto nel tempo.

  • partire senza modello economico

  • coinvolgere poco la comunità

  • dipendere solo dai bandi

  • mancanza di governance

Questi sono i principali motivi di fallimento.

Il mondo della Cooperazione, ivi compreso quelle delle Cooperative di Comunità, è rappresentato e sostenuto da Associazioni di Categoria che ne promuovono lo sviluppo e offrono loro una serie di servizi, in particolare quelli di carattere gestionale e amministrativo così come la messa in rete con altre esperienze simili e significative nei territori di riferimento.

La O.d.C sono organizzate in rappresentanze nazionali, regionali e territoriali, con le quali spesso collaboriamo fin dalle fasi di avvio e costituzione.

Inoltre, in alcuni casi, sono organizzate in ulteriori ‘federazioni’ alle quali afferiscono cooperative con le medesime finalità come nel caso di Habitat che organizza e svolge attività di lobby per le Cooperative di Comunità associate a Confcooperative.  

Nella nostra esperienza il loro ruolo e la collaborazione è spesso utile e costruttiva.

….work in progress

….work in progress

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