La prima metà della Call Economie Abitanti 2025-2026 si conclude con un dato chiaro: intorno ai progetti delle aree interne si sta consolidando una comunità attiva, motivata e desiderosa di continuare a costruire percorsi condivisi.
Dopo i primi webinar formativi e il Team Building di Monghidoro, il percorso promosso da Appennino Hub insieme ai partner della Call ha già prodotto alcuni risultati significativi: nuove connessioni tra progettualità territoriali, maggiore chiarezza sugli strumenti operativi e una crescita della fiducia reciproca tra i partecipanti.
I dati raccolti attraverso il questionario di feedback restituiscono una fotografia incoraggiante, ma anche utile per migliorare e orientare la seconda fase del percorso.
Un percorso che mantiene alta partecipazione e motivazione
Alla rilevazione hanno risposto 30 partecipanti provenienti da realtà e territori diversi dell’Appennino e delle aree interne italiane.
Tra gli elementi più positivi emerge la qualità percepita dei contenuti formativi:
l’86,7% ritiene utili le tematiche affrontate nei webinar;
il 93,3% afferma di aver ricevuto spunti significativi dai formatori e dalle case history;
l’86,7% valuta chiara l’impostazione complessiva del percorso;
soprattutto, il 93,3% desidera proseguire nella seconda parte della Call.
Sono numeri importanti non tanto in termini celebrativi, quanto perché raccontano un bisogno reale: molte delle persone coinvolte stanno cercando strumenti, reti e visioni per rendere più solide le proprie iniziative territoriali.
Dalla teoria alla pratica: il bisogno emerso con più forza
Uno degli aspetti più interessanti del feedback riguarda le richieste per la seconda fase.
Accanto all’apprezzamento per webinar e testimonianze, diversi partecipanti hanno espresso il desiderio di entrare maggiormente nel lavoro operativo sui propri progetti: più esercitazioni, momenti di confronto tra realtà, strumenti pratici, accompagnamento progettuale e occasioni di networking strutturato.
È un passaggio importante: significa che il percorso sta generando coinvolgimento sufficiente da spingere i partecipanti a chiedere strumenti concreti per trasformare idee e intuizioni in progettualità più mature.
Molti feedback parlano infatti di:
- necessità di maggiore accompagnamento;
- desiderio di costruire partnership territoriali;
- bisogno di chiarire modelli organizzativi e sostenibilità economica;
- volontà di condividere dubbi, difficoltà e strumenti con altre esperienze simili.
Il Team Building di Monghidoro: relazioni, fiducia e visione condivisa
Uno dei momenti centrali di questa prima fase è stato il Team Building realizzato a Monghidoro, che ha coinvolto 45 partecipanti.
Più che un semplice evento formativo, il Team Building si è rivelato uno spazio di relazione e riconoscimento reciproco. Le aspettative iniziali erano legate soprattutto alla possibilità di creare connessioni, confrontarsi con altri progetti e trovare nuovi strumenti operativi.
Nei racconti raccolti dopo l’esperienza ritornano spesso alcune parole chiave:
- energia;
- entusiasmo;
- confronto;
- rete;
- ispirazione;
- fiducia;
- chiarezza sulla direzione dei progetti.
Molti partecipanti hanno sottolineato come l’esperienza abbia aiutato a sentirsi meno isolati nel lavoro quotidiano sui territori. Altri hanno evidenziato il valore delle connessioni nate durante le attività e il riconoscimento reciproco tra persone impegnate in percorsi simili.
In diversi feedback emerge anche un elemento interessante: il bisogno di creare non soltanto formazione, ma vere comunità di pratica capaci di sostenersi nel tempo.
Le aree interne come spazio di collaborazione
Uno dei segnali più forti che emerge dal percorso riguarda proprio il tema della rete.
Per molte delle realtà coinvolte, la Call non rappresenta soltanto un’occasione di apprendimento, ma un luogo dove poter costruire alleanze, trovare interlocutori e immaginare nuove forme di collaborazione tra territori.
Tra i partecipanti c’è chi parla di “consapevolezza di non essere soli”, chi racconta di aver trovato “energia per continuare a crederci”, chi sottolinea l’importanza di “dare forma concreta alle idee” e chi descrive il percorso come uno spazio utile per trasformare intuizioni ancora fragili in progettualità più strutturate.
Questo aspetto è particolarmente rilevante per chi opera nelle aree interne, dove spesso le difficoltà non sono soltanto economiche o organizzative, ma anche relazionali: mancanza di confronto, isolamento, scarsità di reti professionali e progettuali.
La seconda parte del percorso
La seconda fase della Call Economie Abitanti proverà ora a raccogliere quanto emerso in questi mesi: mantenere il valore della condivisione e delle testimonianze, ma rafforzare ulteriormente gli strumenti operativi e l’accompagnamento ai progetti.
L’obiettivo resta quello di sostenere esperienze capaci di generare economie territoriali, nuove forme di abitare e processi di rigenerazione nelle aree interne, lavorando insieme su visione, sostenibilità e cooperazione.
A metà percorso, il dato forse più significativo non è soltanto il livello di soddisfazione raccolto, ma la qualità delle relazioni che stanno nascendo tra persone e territori diversi.
Ed è probabilmente da qui che può partire la seconda parte del lavoro.