QUI Val di Fiastra:
Corso per Facilitatori di Comunità

Appenninol’Hub accompagna la nascita del gruppo dei Facilitatori di Comunità della Val di Fiastra: un percorso formativo per rafforzare competenze locali, partecipazione, sviluppo territoriale e continuità degli interventi di rigenerazione.

Nell’ambito del progetto QUI Val di Fiastra, Appenninol’Hub cura un percorso formativo dedicato alla costituzione del gruppo dei Facilitatori di Comunità: figure capaci di accompagnare abitanti, associazioni, enti locali e soggetti del territorio nella gestione condivisa delle iniziative avviate nella vallata.

Il corso nasce con un obiettivo preciso: trasformare le azioni di rigenerazione culturale, sociale e territoriale in un sistema vivo, partecipato e sostenibile nel tempo. Non solo attività da realizzare, quindi, ma competenze da lasciare al territorio, strumenti da condividere e processi da rendere autonomi.

Il percorso si inserisce all’interno di QUI Val di Fiastra, progetto finanziato dal PNRR Borghi che coinvolge i Comuni di San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Ripe San Ginesio, Colmurano, Loro Piceno e Urbisaglia, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività, la partecipazione culturale e la capacità delle comunità locali di prendersi cura del proprio futuro.

Perché un corso per Facilitatori di Comunità

Ogni progetto di rigenerazione territoriale ha bisogno di persone capaci di tenere insieme visione e operatività, ascolto e organizzazione, partecipazione e sostenibilità.

Il Facilitatore di Comunità opera a supporto dei gruppi di abitanti, delle associazioni, delle imprese sociali, delle amministrazioni e degli altri soggetti locali coinvolti nelle azioni di sviluppo. Il suo ruolo è aiutare il territorio a leggere i propri bisogni, attivare risorse, costruire collaborazioni e progettare risposte condivise.

Nel caso di QUI Val di Fiastra, questa figura assume un valore strategico perché è pensata per garantire gestione operativa e continuità degli interventi oltre la conclusione del progetto PNRR. Il capitolato individua infatti i Facilitatori di Comunità come figure fondamentali per la sostenibilità futura delle azioni di sviluppo locale, anche in relazione alla costituenda Cooperativa di Comunità e allo Sportello di Comunità presso l’Osservatorio del Paesaggio.

Gli obiettivi del corso

Il corso fornisce strumenti pratici e competenze operative per accompagnare reti di cittadini nella cura delle relazioni, nella gestione condivisa di iniziative territoriali e nella costruzione di progettualità comuni.

Gli obiettivi principali del percorso sono:

  • Sviluppare competenze di facilitazione, partecipazione e community management

I partecipanti apprendono strumenti per condurre gruppi, attivare processi collaborativi, facilitare incontri e sostenere dinamiche di partecipazione locale.

  • Rafforzare la capacità di leggere il territorio

Il corso aiuta a interpretare bisogni, risorse e opportunità della Val di Fiastra, progettando risposte coerenti con i contesti locali.

  • Fornire strumenti per la co-progettazione e la gestione di iniziative comunitarie

Gli incontri lavorano su animazione territoriale, governance partecipata, costruzione di reti, gestione condivisa di spazi e servizi, sostenibilità economica e nascita di soggetti collettivi come imprese sociali o cooperative di comunità.

Un percorso in 6 moduli

Il corso per Facilitatori di Comunità si articola in sei moduli formativi in presenza, con metodologie esperienziali, apprendimento cooperativo, esercitazioni pratiche e applicazioni dirette agli interventi di QUI Val di Fiastra.

1. Introduzione e costituzione del gruppo di lavoro

Il primo modulo è dedicato alla nascita del gruppo dei partecipanti, alla condivisione degli obiettivi del progetto e alla definizione del ruolo del Facilitatore di Comunità.

È il momento in cui si costruisce il setting collaborativo: i partecipanti si conoscono, leggono insieme il quadro complessivo di QUI Val di Fiastra e iniziano a riconoscere attori, connessioni e possibili punti di fragilità del sistema territoriale.

Tra gli strumenti proposti rientrano la mappatura degli attori, il patto di lavoro del gruppo e le prime pratiche di animazione territoriale.

2. Gestione condivisa degli spazi e delle infrastrutture

Il secondo modulo affronta il tema degli HUB di comunità e degli spazi recuperati dal progetto.

Gli HUB vengono letti non solo come luoghi fisici, ma come dispositivi sociali: spazi capaci di ospitare servizi, relazioni, attività culturali, iniziative educative, coworking, incontri e nuove forme di collaborazione locale.

Il lavoro riguarda la definizione delle funzioni, delle modalità di utilizzo e dei possibili modelli di gestione condivisa degli spazi, anche attraverso il confronto con buone pratiche nazionali. L’obiettivo è produrre un primo modello di utilizzo e gestione degli HUB, da sviluppare nei moduli successivi.

3. Facilitazione dei processi collaborativi e governance partecipata

Il terzo modulo è dedicato agli strumenti operativi per condurre gruppi di lavoro, reti territoriali e processi decisionali condivisi.

I partecipanti sperimentano tecniche di ascolto attivo, facilitazione, gestione dei conflitti e supporto alla governance partecipata. Il lavoro è applicato a casi concreti legati alle attività del progetto, così da rendere immediatamente utilizzabili gli strumenti appresi.

Questo modulo è centrale per rafforzare la capacità del gruppo di accompagnare processi complessi, in cui soggetti diversi devono collaborare, prendere decisioni e condividere responsabilità.

4. Reti, partenariati e narrazioni territoriali

Il quarto modulo lavora sull’attivazione e la gestione di reti tra enti pubblici, associazioni, scuole, imprese, realtà culturali e soggetti del territorio. Costruire una rete non significa soltanto mettere insieme partner, ma generare fiducia, obiettivi comuni, ruoli chiari e strumenti di lavoro condivisi. Il modulo include esercitazioni sulla costruzione di partenariati, sulla partecipazione a bandi e avvisi pubblici e sulla predisposizione degli elementi base di una proposta progettuale: obiettivi, attività, budget e governance. Grande attenzione è dedicata anche alla narrazione territoriale: raccontare la Val di Fiastra significa costruire una visione condivisa, capace di unire paesaggio, patrimonio, comunità e futuro.

5. Educazione, inclusione e partecipazione

Il quinto modulo approfondisce la dimensione educativa e inclusiva del progetto. Il lavoro si concentra sulla progettazione di attività educative, culturali e aggregative capaci di coinvolgere attivamente i giovani del territorio. L’obiettivo è leggere i bisogni delle nuove generazioni e costruire iniziative coerenti con i contesti locali della Val di Fiastra. La partecipazione giovanile non viene intesa come semplice destinataria delle attività, ma come risorsa per lo sviluppo locale. Giovani, scuole, famiglie, associazioni e istituzioni diventano parte di una più ampia comunità educante, capace di usare il territorio come spazio di apprendimento, cittadinanza e progettazione.

6. Sintesi e restituzione pubblica

L’ultimo modulo è dedicato alla verifica dei risultati del percorso, alla raccolta degli strumenti sviluppati e alla restituzione pubblica del lavoro svolto. Il percorso confluisce nella redazione condivisa di linee guida operative per il Gruppo dei Facilitatori di Comunità, con ruoli, modalità di intervento e ambiti di attività per la prosecuzione di QUI Val di Fiastra dopo il Bando PNRR Borghi. Al termine del corso è previsto il rilascio di un attestato di partecipazione, subordinato alla frequenza delle attività e alla verifica delle competenze acquisite. Sono inoltre previsti un report finale e un manuale operativo con metodologie e strumenti replicabili.

Il metodo Appenninol’Hub

Il percorso formativo utilizza metodologie di educazione non formale, facilitazione partecipata e apprendimento cooperativo.

Ogni incontro alterna riflessione, pratica, lavoro di gruppo ed esercitazioni. L’obiettivo non è trasferire contenuti in modo astratto, ma costruire strumenti immediatamente applicabili alle sfide della Val di Fiastra.

Il metodo di Appenninol’Hub si fonda su alcuni principi:

  • apprendere facendo;
  • partire dai bisogni reali delle comunità;
  • valorizzare le competenze già presenti sul territorio;
  • trasformare gli interventi progettuali in occasioni di partecipazione;
  • costruire strumenti semplici, condivisi e replicabili;
  • rafforzare la capacità locale di autorganizzazione.

Gli incontri sono costruiti attorno a oggetti progettuali concreti: gli HUB, la rete museale, il trekking, le scuole, la Cooperativa di Comunità e gli strumenti di sostenibilità post-PNRR. In questo modo, la formazione diventa anche accompagnamento operativo alla gestione futura del progetto.

Gli esiti attesi

Al termine del percorso, i partecipanti avranno acquisito strumenti per:

  • facilitare incontri e processi partecipativi;
  • accompagnare gruppi di cittadini, associazioni e realtà locali;
  • contribuire alla gestione condivisa degli HUB e degli spazi di comunità;
  • costruire reti e partenariati territoriali;
  • progettare attività educative e culturali;
  • sostenere la nascita e lo sviluppo della Cooperativa di Comunità;
  • contribuire alla continuità del progetto dopo la conclusione del finanziamento PNRR.

Il corso prevede inoltre il rilascio di un attestato di partecipazione, subordinato alla frequenza delle attività e alla verifica delle competenze acquisite. Il soggetto affidatario fornirà anche un report finale e un manuale operativo con metodologie e strumenti replicabili.

Dentro il progetto QUI Val di Fiastra

Il percorso per Facilitatori di Comunità si inserisce nel più ampio progetto QUI Val di Fiastra, finanziato nell’ambito del PNRR Borghi, che coinvolge il territorio della vallata e i Comuni di San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Ripe San Ginesio, Colmurano, Loro Piceno e Urbisaglia.

Il progetto comprende interventi legati alla rigenerazione di spazi, alla valorizzazione del paesaggio, alla rete museale, al trekking culturale, all’educazione al patrimonio e alla costruzione di nuove forme di gestione territoriale.

Il corso rappresenta una delle azioni decisive per trasformare questo insieme di interventi in una comunità di pratica stabile, capace di prendersi cura del territorio e di generare nuove opportunità culturali, sociali ed economiche.

Le altre azioni del progetto QUI Val di Fiastra

Il corso per Facilitatori di Comunità è una delle azioni previste nel più ampio affidamento dei servizi di formazione e disseminazione culturale collegati agli Interventi 7 e 14 di QUI Val di Fiastra.

Accanto al percorso formativo, il capitolato comprende altre azioni che rafforzano il valore culturale, educativo e paesaggistico del progetto.

  • Masterclass sul paesaggio

Un ciclo di tre masterclass dedicate alla rappresentazione, alla percezione e alla trasformazione del paesaggio contemporaneo. Gli incontri sono pensati come momenti di formazione aperta, capaci di rafforzare il ruolo dell’Osservatorio del Paesaggio come spazio di confronto tra ricerca, pratica e cittadinanza attiva.

  • Convegno di studi e ricerche sulle trasformazioni del paesaggio

Un convegno di tre giorni dedicato alle trasformazioni del paesaggio nella Val di Fiastra, con attenzione alle dimensioni ecologiche, storiche, sociali ed economiche del territorio. Il programma prevede sessioni seminariali, tavoli di lavoro e attività di osservazione sul campo.

  • Scuola del Paesaggio

Un’iniziativa di formazione e ricerca, sviluppata in collaborazione con l’Università di Bologna, dedicata alla cultura condivisa del paesaggio e alle pratiche di osservazione, documentazione e progettualità territoriale.

  • Archivio della Val di Fiastra

Uno strumento permanente di documentazione e conoscenza dei paesaggi culturali, ambientali e sociali della vallata. L’Archivio raccoglie e valorizza materiali fotografici, documentali, audiovisivi e testimonianze orali legate al territorio e alle comunità locali.

  • Materiali divulgativi e di rappresentanza

Un’azione dedicata alla produzione di materiali fisici e divulgativi coerenti con l’identità culturale e visiva dell’Osservatorio del Paesaggio, pensati per accompagnare eventi, laboratori e attività didattiche.

  • Evento di attivazione delle Aule Verdi

Un evento pubblico dedicato alle nuove Aule Verdi come spazi di apprendimento all’aperto, rivolto in particolare ai bambini degli Istituti Comprensivi della vallata e alle loro famiglie.

  • Quaderno delle Aule Verdi

Un volume digitale a carattere scientifico-divulgativo, pensato per documentare e rendere trasferibili i contenuti, le metodologie e le pratiche educative sviluppate nell’ambito delle Aule Verdi.

Una competenza collettiva per il futuro della vallata

Formare Facilitatori di Comunità significa investire sulle persone che vivono, attraversano e animano la Val di Fiastra.

Significa riconoscere che la rigenerazione dei borghi non dipende solo dagli spazi recuperati, dagli eventi organizzati o dai servizi attivati, ma dalla capacità delle comunità locali di collaborare, decidere, progettare e prendersi cura del proprio territorio.

Con questo percorso, Appenninol’Hub accompagna QUI Val di Fiastra nella costruzione di una competenza collettiva: un gruppo di persone preparate a facilitare relazioni, sostenere processi, attivare progettualità e dare continuità agli interventi di rigenerazione.

Il corso per Facilitatori di Comunità diventa così uno degli strumenti più importanti per trasformare il progetto in eredità: non solo un insieme di azioni finanziate, ma una comunità più capace di immaginare e costruire il proprio futuro.

Staff

andrea zanzini appenninohub
Andrea
Zanzini

Community Manager –  Si occupa da 20 anni di Direzione e mentoring di Imprese Sociali, Social Innovation, Reti di conoscenza collaborativa, facilitazione, relazioni pubbliche. Ha conseguito il Master per Manager dei sistemi Montani e delle Aree Interne. Dirige Appenninol’Hub, Figli del Mondo aps ed ha avviato Primo Miglio – incubatore di startup responsabili

ricardo stocco appenninolhub
Ricardo
Stocco

Archeologo con una lunga esperienza di scavi  ha iniziato ad occuparsi anche del rapporto fra il patrimonio storico-archeologico e le comunità di riferimento.
Da lì ha intrapreso il suo percorso di ricerca e di studio come “archeologo di Comunità”, partecipando alla fondazione e, soprattutto, all’accompagnamento di molte imprese di Comunità in numerose regioni italiane.

annalisa dallacqua appenninolhub

Annalisa
Dall'Acqua

Esperta di tecniche e metodi di progettazione sociale e partecipata; facilitazione; orientamento professionale