Il bando ha l’obiettivo di promuovere pratiche sostenibili di housing sociale e welfare comunitario per migliorare l’autonomia e la stabilità abitativa di persone e nuclei familiari in condizioni di vulnerabilità economica e sociale nel Sud Italia. I progetti finanziati dovranno sperimentare approcci integrati e multidimensionali che coniughino la dimensione residenziale con quella sociale, promuovendo modelli abitativi flessibili e servizi di prossimità. L’intento è di proporre strategie esemplari di riduzione del disagio abitativo e diffondere una nuova cultura dell’abitare all’interno di comunità solidali, accoglienti e inclusive. La Fondazione sosterrà progetti che promuovano modalità abitative inclusive e sostenibili, valorizzando il patrimonio immobiliare inutilizzato o sottoutilizzato, contribuendo alla rigenerazione dei territori in un’ottica di sostenibilità ambientale. Le soluzioni abitative dovranno garantire autonomia e privacy e promuovere forme di abitare collaborativo basate sul sostegno reciproco e sulla costruzione di legami di comunità.
Possono partecipare enti del terzo settore che siano iscritti al Registro nazionale del terzo settore (RUNTS), costituiti prima del 1° gennaio 2024, con sede legale e/o operativa nelle regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia). Il soggetto responsabile deve essere l’unico legittimato a presentare una proposta di progetto e non deve avere progetti in corso finanziati dalla Fondazione in qualità di capofila. Ogni partenariato deve includere almeno altri due enti, di cui uno appartenente al terzo settore. Gli altri soggetti della partnership possono essere istituzioni, imprese, enti religiosi, agenzie immobiliari, ecc., purché la loro partecipazione non sia finalizzata alla ricerca del profitto.
Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia
Il bando finanzia progetti che promuovano pratiche sostenibili di housing sociale e welfare comunitario, capaci di rispondere al bisogno abitativo delle persone e dei nuclei familiari in condizioni di maggiore vulnerabilità del Sud Italia. I progetti devono favorire l’inclusione abitativa e il miglioramento delle condizioni di vita, rafforzando le relazioni di prossimità e il senso di appartenenza alla comunità. Le proposte devono prevedere modelli abitativi inclusivi, servizi di supporto personalizzati e un’integrazione virtuosa tra dimensione abitativa, sociale e territoriale. Inoltre, devono proporre interventi innovativi ed efficaci in termini di riduzione del disagio abitativo, integrazione comunitaria e ampliamento dell’offerta abitativa.
Sono ammissibili le spese per la messa a norma, la realizzazione di impianti (elettrici, idraulici, di condizionamento, ecc.), l’efficientamento energetico, la manutenzione ordinaria e straordinaria, il restauro e risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia. Le spese di ristrutturazione non devono superare il 40% del contributo richiesto. Non sono ammissibili spese per l’acquisto o la costruzione di infrastrutture immobiliari, spese sostenute prima dell’avvio formale del progetto, oneri finanziari, commissioni bancarie, spese di progettazione della proposta, spese per la creazione di nuovi siti internet, spese di struttura, spese forfettarie o autocertificate.
Le proposte devono essere presentate da un partenariato che rispetti i criteri previsti, con un soggetto responsabile che sia un ente del terzo settore iscritto al RUNTS. Devono prevedere una quota di cofinanziamento monetario pari ad almeno il 20% del costo totale del progetto e una durata complessiva del progetto non inferiore ai 36 mesi e non superiore ai 48 mesi. In seconda fase, almeno il 65% del contributo richiesto deve essere gestito da enti del terzo settore.
Il contributo richiesto alla Fondazione non deve superare i 600.000 euro per progetto.
Le risorse messe a disposizione per il bando ammontano complessivamente a 5 milioni di euro.
Non inferiore ai 36 mesi e non superiore ai 48 mesi
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