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Formazione Rassegna Stampa

Appenninol’Hub, una esperienza per i Giovani soci delle Banche di Credito Cooperativo

Settembre 2021

Con il coordinamento scientifico di AICOON Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit di Forlì, l’1 e 2 ottobre 2021 si svolgerà a Succiso (RE), ospiti della cooperativa Valle dei Cavalieri, il corso residenziale riservato ai Soci BCC under 35 dedicato al tema delle comunità intraprendenti.

L’iniziativa è promossa dal Comitato Giovani Soci de LA BCC.

Il percorso formativo è dedicato alle esperienze capaci di sviluppare economie territoriali comunitarie ed alla comprensione dello scenario in cui si inserisce la cooperazione di comunità ed il suo ruolo nella promozione dello sviluppo di un territorio, alla individuazione delle relative caratteristiche (aspetti identitari, meccanismi generativi, capacità di fare rete) anche attraverso il racconto di casi “scuola”. Sono previsti gli interventi di approfondimento di Giovanni Teneggi, Direttore di Confcooperative Reggio Emilia e referente Confcooperative per la cooperazione di comunità e Paolo Venturi, Direttore di AICCON. 

Il programma è arricchito dalle testimonianze di Erika Farina per la cooperativa “I Briganti di Cerreto” e di Andrea Zanzini per l’esperienza in Valmarecchia di “Appennino Hub”.

dalla rivista dedicata ai soci delle Banche di Credito Cooperativo
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Corriere Romagna – Aziende nell’entroterra da far nascere e crescere, Appenninol’Hub trionfa

Il progetto premiato tra 595 candidati al concorso di Torino. Zanzini:”Riconosciuta l’importanza del nostro lavoro”.

L’articolo del Corriere Romagna al link:

https://www.corriereromagna.it/l-entroterra-che-cresce-appenninol-hub-premiato/
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Estense.com – Cooperazione di comunità al via a Ferrara con Appenninol’Hub!

Appenninol’hub interviene alla riunione della Commissione consiliare attività produttive del Comune di Copparo
Nei prossimi sei mesi verrà attivato il percorso copparese

https://www.estense.com/?p=929332

Copparo. Il progetto ‘La cooperazione di comunità per la coesione sociale’ è pronto per l’attuazione sul territorio copparese.

È stato analizzato, mercoledì 22 settembre, nel corso della riunione della Commissione consiliare attività produttive, a cui hanno partecipato l’assessore Bruna Cirelli, con la responsabile comunale Giulia Minichiello, Secis e Poleis, che si occupano dei servizi di coordinamento, monitoraggio e promozione e di animazione territoriale e comunicazione.

La Commissione Consiliare del Comune di Copparo riunita

L’introduzione è stata affidata a Caterina Ferri, che, insieme a Silvia Pulvirenti di Confcooperative, ha inquadrato il progetto nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne. Al Comune di Copparo è stato assegnato infatti un finanziamento di 125mila euro, che comprende anche interventi di messa a norma, di ristrutturazione e fornitura arredi per una sede, individuata nell’ex scuola di Ambrogio, per un percorso che vuole tuttavia coinvolgere l’intero territorio.

Ospite dei lavori Andrea Zanzini, che ha testimoniato diverse esperienze, in contesti analoghi di Aree Interne, condotte da Appennino l’Hub, per comprendere come fattivamente giungere a fare impresa comunitaria. «Le cooperative di comunità – ha spiegato – hanno il valore di rigenerare fiducia, relazioni e visioni di futuro, di fare impresa a partire dalle aspirazioni della comunità e di ricreare luoghi, servizi e attività commerciali con un occhio di riguardo per l’innovazione, con quel tanto di tradizione che serve, e per la cooperazione tra abitanti, con altre realtà del territorio e con il mondo».
È passata attraverso le fasi di ricucitura delle relazioni e dei legami di fiducia, di incubazione della cooperativa, di costruzione di un solito progetto di impresa e di ricerca di finanziamenti la riapertura di un antico forno a San Leo. L’ultimo forno del paese della Valmarecchia ha chiuso nel 2018, dopo tre generazioni, e ha riaperto nel 2021 attraverso una cooperativa di 70 soci, su 100 abitanti, con 5 dipendenti. Sulla stessa modalità di confronto è coinvolgimento si è
sviluppata pure la riattivazione dell’ecopark di Casteldelci.

Filippo Ozzola ha illustrato la parte partecipativa del progetto copparese, che precede quella sostitutiva e che è affidata a Poleis.

L’iter si articolerà in diverse fasi in un periodo di circa sei mesi, di qui alla prossima primavera. Si inizierà con una fase di scouting attraverso prima una condivisione interna, per cogliere indicazioni, obiettivi e una iniziale mappatura dei bisogni, quindi una lettura dei bisogni, attivando tavoli di ascolto e incontro rivolti a target specifici rispetto ai temi a cui potrà guardare la cooperativa.

Di seguito è prevista la restituzione mediante un documento delle attività da sviluppare. Una ulteriore fase scenderà nella progettazione vera e propria dei servizi, a partire da sopralluoghi, aperti la comunità, nella sede individuata per la cooperativa e da laboratori di coprogettazione: tavoli periodici individueranno, in base ai bisogni, agli spazi e alle disponibilità, gli elementi di partenza per poi arrivare a un business plan e dare vita a un’esperienza di cooperazione.

Importante sarà la comunicazione e la promozione, fondamentale per un simile modello partecipativo.

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Vita non profit – Ecco i vincitori di Welfare, che impresa!

Appenninol’hub vince WelfarecheImpresa 2021
il più importante riconoscimento italiano per l’imprenditoria sociale

http://www.vita.it/it/article/2021/09/20/ecco-i-vincitori-di-welfare-che-impresa/160465/

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Teleborsa – “Welfare che Impresa!”, Intesa Sanpaolo: premiati i vincitori della quinta edizione

Sul podio Museo Diffuso dei 5 sensi, Humus Job, Appenninol’Hub e LinkAbili

https://www.teleborsa.it/News/2021/09/17/welfare-che-impresa-intesa-sanpaolo-premiati-i-vincitori-della-quinta-edizione-della-quinta-edizione-75.html

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Aree Interne Economie Abitanti Rassegna Stampa

Impatto e comunità: Appenninol’Hub vince il premio “Welfare, che impresa!”

La scorsa settimana, Appenninol’Hub è stato uno dei 4 progetti vincitori, su 595 candidature provenienti da tutta Italia, della quinta edizione del premio “Welfare che Impresa!”, il più importante concorso nazionale che valorizza i progetti di welfare ad alto potenziale di impatto sociale, economico e ambientale.

Il programma di capacity building ha premiato i progetti di welfare comunitario e startup sociali a servizio della comunità che hanno meglio risposto alle sfide emergenti e gli obiettivi del bando, come la generazione di impatto sociale, la creazione di occupazione e d’impresa, lo sviluppo di forti reti territoriali.

Cos’è il welfare di comunità?

Il welfare comunitario e l’impatto sociale, da sempre protagonisti del concorso “Welfare che Impresa!” sin dalla prima edizione, diventano oggi priorità che vengono premiate. 

L’emergenza sanitaria ha infatti fatto emergere in modo esplicito la necessità di un nuovo modello che ruoti intorno alla società civile e alla comunità, coinvolgendola direttamente anche nella produzione dei servizi; ha avviato processi di co-progettazione tra amministrazione, il  terzo settore e le tradizionali filiere economiche per rispondere ai nuovi bisogni emergenti e per una nuova promozione dello sviluppo locale.

Ed è questo lavoro che Appenninol’Hub sta facendo con le Comunità delle aree interne.

L’importante riconoscimento ci rende molto orgogliosi e conferma che stiamo lavorando nella direzione giusta: ascoltando bisogni e aspirazioni degli abitanti, accompagnando le Comunità nella realizzazione dei loro progetti di imprese abitanti nelle aree interne.  

Ma qual è l’impatto sociale di Appenninol’Hub?

Valutare l’impatto sociale significa calcolare gli effetti delle attività che un progetto svolge sulla comunità di riferimento nel breve, medio e lungo periodo. Questi effetti possono essere sia quantitativi sia qualitativi.

I progetti ad impatto sociale si rivolgono a comunità che esprimono un bisogno, e si impegnano a portare un miglioramento. Quale e come dipende dalla filosofia del progetto.

Per esempio, Appenninol’Hub, che vuole riportare benessere nelle aree interne, lo fa attivando le Comunità e dando loro gli strumenti necessari per creare piccole imprese solide e socialmente responsabili.

Quello che abbiamo visto sul campo è che le Imprese costituite dagli Abitanti sono il modo più stabile di generare benessere nel lungo termine, perché rispondono ad un bisogno reale della Comunità, che produce e usufruisce dei prodotti e servizi, e ne garantisce la continuità nel tempo. Questo meccanismo è rafforzato quando si dà voce alle aspirazioni degli abitanti e si valorizza le ricchezze presenti sul territorio.

Da questo lavoro iniziale, e forti della stabilità economica, le Imprese Abitanti stesse possono dare vita ad un circolo virtuoso creando, per esempio, filiere responsabili e azioni di volontariato.

Gli effetti che un progetto ad impatto sociale genera sulla comunità di riferimento sono molti, e alcuni sono più difficili di altri da misurare.

Effetti nel breve termine: visibili immediatamente e nei primi mesi. 

Per Appenninol’Hub, uno degli effetti a breve termine è l’attivazione delle Comunità. 

Da molto tempo le aree interne sono considerate zone marginali e fragili. La Comunità, la risorsa più grande dell’entroterra italiano, si è lentamente ma inesorabilmente sgretolata negli anni per lo spopolamento dovuto alla la mancanza di servizi essenziali e opportunità lavorative. 

Ma un obiettivo comune la può riunire! E l’obiettivo di tanti che scelgono di vivere in aree interne, e dei giovani che vogliono rimanere e tornare, è di vedere la propria terra rifiorire.

Quindi Appenninol’Hub riunisce tutte queste persone, attivandole, e le aiuta a esprimere le proprie aspirazioni personali e collettive, che verranno concretizzate in progetti d’Impresa Abitante.

Misuriamo questo effetto sia numericamente, conteggiando quante persone partecipano agli incontri di attivazione, per esempio, sia qualitativamente: quanto sono coinvolti i partecipanti? Quanto migliorano questi dati nel tempo?

Effetti nel medio termine: riscontrabili nei primi mesi e anni.

Per Appenninol’Hub, degli effetti a medio termine sono il maggiore tasso di occupazione, l’attivazione di servizi di base, e la nascita di nuove imprese abitanti… in altre parole  il miglioramento della qualità della vita delle persone!

Per ottenere tale effetto, crediamo che il tramite migliore sia l’imprenditorialità: i progetti d’impresa sono mezzi per portare benessere nella Comunità, in modo che giovi alle persone e all’ambiente. Siamo convinti che sia fondamentale progettare insieme agli attori territoriali, quindi un effetto, e un valore aggiunto, è la creazione di una rete territoriale che dialoghi con la Comunità.

Con l’avvio di un’Impresa Abitante arrivano tante possibilità: ad esempio nuovi posti di lavoro, e come nel caso del fornaio di San Leo che si è trasferito nel borgo con la sua famiglia, ripopolamento, ma anche la creazione di filiere virtuose.

Questi effetti non sono solamente numerici (il numero di impiegati, il numero di aderenti alla rete territoriale, il fatturato) ma anche qualitativi: come questo progetto d’impresa sta modificando i rapporti nella Comunità? Come è abitare adesso?

Effetti nel lungo termine: parliamo di anni, è la visione del futuro.

La scommessa di Appenninol’Hub è che, nel tempo, altri servizi ripristinati portino ad un ancor maggior benessere, e al ripopolamento, moltiplicando le esperienza di accompagnamento su tutto il territorio nazionale.

Una Comunità forte, che sa utilizzare le sue risorse, che ha attorno a sé una rete di supporto e che ha a disposizione un certo capitale, umano e finanziario, può continuare ad investirlo per riportare altri servizi, altri posti di lavoro: diventa così attraente per altre persone che decidono di trasferirsi e tornare a vivere nelle aree interne.

Va qui detto che le Imprese Abitanti sono diverse dalle startup in area urbana, anche perché il processo è molto più lento. Come raccontano tante Imprese Abitanti, la crescita è personale, comunitaria, non solo economica. Tutti questi meccanismi, che riguardano la fiducia e la visione, rendono il percorso delle Imprese Abitanti da un lato più lungo, ma dall’altro più solido. 

La Comunità non sta ricreando solo un’attività economica, sta ricominciando a respirare e a progettare il proprio futuro.

Per questo gli effetti a lungo termine arrivano dopo anni: misureremo non solo chi si trasferisce e quante attività nasceranno, ma analizzeremo anche la coesione sociale, e la qualità della vita degli abitanti.

L’obiettivo di Appenninol’Hub

Questo è il fine ultimo, e l’impatto sociale del progetto Appenninol’Hub, condiviso e premiato dalla quinta edizione di Welfare che Impresa: riportare welfare nelle aree interne, ricostruire Comunità prospere e attraenti per nuovi abitanti, per i ritornanti e per chi vuole restare.

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