L’antico mestiere dei tegliai di Montetiffi: un corso immersivo per imparare un sapere che rischia di scomparire

A Montetiffi, nel Comune di Sogliano al Rubicone, nasce un corso immersivo per aspiranti tegliai: 4 weekend per imparare l’arte tradizionale della teglia in terracotta per la piadina romagnola

Con il contributo del Comune di Sogilano al rubicone

Iscrizioni qui: https://forms.gle/iiBKG9XGwn9AdhaC9

C’è un sapere che vive nelle mani. Si riconosce nell’odore dell’argilla bagnata, nel ritmo lento del tornio, nel calore del forno a legna, nella soddisfazione di tenere tra le dita un oggetto fatto da sé, destinato a servire qualcun altro.

A Montetiffi, piccolo borgo sulle colline di Sogliano al Rubicone, questo sapere ha un nome preciso: l’antico mestiere dei tegliai.

La teglia di Montetiffi è uno speciale testo in terracotta utilizzato nella tradizione romagnola per cuocere la piadina. Non è un semplice oggetto da cucina, ma un manufatto che tiene insieme materia, territorio, gesto artigiano e memoria collettiva. Per secoli la sua produzione è stata tramandata di generazione in generazione, grazie all’argilla delle colline circostanti e a una conoscenza pratica fatta di esperienza, pazienza, errori, correzioni e fuoco.

Oggi questo sapere è custodito da Maurizio Camilletti e Rosella Reali, ultimi portatori viventi della tradizione dei tegliai di Montetiffi. Dopo la chiusura delle ultime botteghe negli anni Novanta, hanno continuato a produrre teglie secondo i metodi tradizionali, mantenendo vivo un mestiere che rischiava di restare solo memoria.

Da questa storia nasce il corso “L’antico mestiere dei tegliai di Montetiffi”, promosso da Appenninol’Hub / VORREI Impresa Sociale insieme al Comune di Sogliano al Rubicone: un percorso formativo immersivo pensato per chi vuole avvicinarsi davvero a un mestiere artigianale tradizionale, non da spettatore, ma con le mani nell’argilla.

Non un laboratorio dimostrativo, ma un’esperienza di apprendimento reale

Il corso non è pensato come un’attività turistica o come una semplice esperienza dimostrativa. È un percorso intensivo, pratico, comunitario, costruito per trasmettere competenze concrete.

I partecipanti saranno accompagnati direttamente da Maurizio e Rosella nel laboratorio di Montetiffi, entrando progressivamente in tutte le fasi del lavoro: dalla conoscenza del territorio alla raccolta dell’argilla, dalla preparazione dell’impasto alla formatura, dall’asciugatura alla cottura nel forno a legna, fino alla valutazione dei manufatti e alla comprensione degli aspetti economici e commerciali del mestiere.

Il metodo formativo è quello della bottega: osservare, provare, sbagliare, correggere, ripetere. I formatori mostrano, spiegano, accompagnano e intervengono in tempo reale. La vita comunitaria dei weekend — i pasti condivisi, la cura del laboratorio, l’attesa dei tempi dell’argilla e del fuoco — diventa parte integrante dell’apprendimento.

A chi si rivolge il corso

Il corso è rivolto a persone motivate ad apprendere un mestiere artigianale tradizionale, anche in una possibile prospettiva professionale.

Non sono richieste competenze pregresse. Servono però disponibilità al lavoro manuale, interesse per i saperi artigianali, desiderio di mettersi alla prova e apertura a un apprendimento intensivo.

È un percorso adatto anche a chi sta valutando una riconversione professionale verso l’artigianato e vuole capire, prima di decidere, cosa significhi davvero entrare in un mestiere fatto di gesti, tempi lunghi, materia viva e responsabilità.

Per garantire qualità, attenzione individuale e reale possibilità di apprendimento, il gruppo sarà ristretto: massimo 8 partecipanti.

Il programma: 4 weekend tra argilla, territorio, tornio e fuoco

Il corso si sviluppa in 4 weekend formativi, per un totale di circa 60 ore, a Montetiffi di Sogliano al Rubicone.

Weekend 1 – Il mestiere, il territorio, la materia

28, 29 e 30 agosto 2026

Il primo weekend è un’immersione nel mondo dei tegliai. Si conosce il laboratorio, si incontrano i formatori, si ascoltano le storie del mestiere e si esplora il territorio da cui nasce l’argilla.

Prima di lavorare la materia, bisogna comprenderla: da dove viene, come si riconosce, come si raccoglie, come si prepara. Sono previste visite al borgo, momenti di racconto, attività sul campo per la ricerca e raccolta manuale dell’argilla e una prima fase di preparazione della materia prima.

Weekend 2 – Preparazione dell’argilla e formatura

12 e 13 settembre 2026

Nel secondo weekend le mani incontrano finalmente la terra. I partecipanti imparano a pulire, setacciare e preparare l’argilla, fino alla lavorazione dell’impasto.

Si entra poi nel vivo della formatura: dimostrazione delle tecniche tradizionali, utilizzo del tornio a pedale, produzione delle prime teglie individuali, controllo degli spessori, rifinitura dei bordi, analisi dei difetti e gestione dei tempi di asciugatura.

È qui che emerge una delle prime lezioni del mestiere: asciugare non significa aspettare passivamente, ma osservare, vigilare, intervenire quando serve.

Weekend 3 – Preparazione del forno e cottura

19 e 20 settembre 2026

Il terzo weekend è dedicato al fuoco. I partecipanti apprendono le fasi di preparazione del forno a legna, l’organizzazione delle teglie per la cottura, il carico, il presidio e il monitoraggio delle temperature.

La cottura è uno dei momenti più delicati e intensi del percorso: trasforma l’argilla in manufatto, ma mette anche alla prova tutto il lavoro fatto prima. Con lo scarico del forno si scopre cosa ha funzionato, cosa può essere migliorato e quanto questo mestiere richieda esperienza, attenzione e capacità di lettura.

Weekend 4 – Valutazione, riparazione, vendita e prospettive economiche

26 e 27 settembre 2026

L’ultimo weekend è dedicato alla valutazione delle teglie cotte, all’individuazione di crepe o difetti, alle tecniche di armatura e riparazione, ma anche agli aspetti organizzativi ed economici del mestiere.

Il percorso si conclude con un’esperienza legata alla vendita diretta e al rapporto con il pubblico: un momento importante per capire come si racconta il proprio lavoro, come si attribuisce valore a un manufatto, come si costruisce una relazione con chi acquista.

Perché un artigiano non produce soltanto oggetti: costruisce fiducia, senso, continuità.

Un corso per custodire un patrimonio vivo

Il valore di questo percorso va oltre la formazione tecnica. Il corso nasce come un atto di trasmissione culturale e come un tentativo concreto di dare futuro a un sapere fragile.

In molti territori appenninici esistono competenze artigianali, mestieri, pratiche e memorie produttive che rischiano di scomparire perché non trovano più occasioni reali di passaggio generazionale. Spesso vengono raccontate come patrimonio, ma raramente vengono trasformate in percorsi praticabili per nuove persone, nuove economie, nuove forme di abitare.

Il corso dei tegliai di Montetiffi prova a fare proprio questo: non musealizzare un mestiere, ma rimetterlo in circolo. Non limitarsi a celebrarlo, ma renderlo accessibile a chi potrebbe desiderare di impararlo, reinterpretarlo, portarlo avanti.

Per Appenninol’Hub, lavorare su questo progetto significa anche affermare un’idea precisa di sviluppo per le aree interne: partire dai saperi locali, riconoscere il valore delle persone che li custodiscono, costruire condizioni concrete perché quei saperi possano generare nuove opportunità.

Informazioni pratiche

Titolo del corso: L’antico mestiere dei tegliai di Montetiffi
Dove: Montetiffi di Sogliano al Rubicone, laboratorio Camilletti-Reali
Quando: 28-30 agosto, 12-13 settembre, 19-20 settembre, 26-27 settembre 2026
Durata: circa 60 ore
Partecipanti: massimo 8 persone
Quota di partecipazione: 350 euro
Cosa comprende: materiali per il corso, utilizzo del laboratorio, cottura dell’argilla, momenti conviviali, visita guidata al borgo e attività previste dal programma
Iscrizioni: aperte fino al 22 luglio 2026
Info e iscrizioni: https://forms.gle/iiBKG9XGwn9AdhaC9

Perché partecipare

Partecipare a questo corso significa avvicinarsi a un mestiere raro, imparare da chi lo pratica ogni giorno e vivere un’esperienza formativa in cui territorio, manualità e comunità si intrecciano.

Significa anche interrogarsi sul futuro dei saperi artigianali: su cosa vale la pena salvare, su quali economie possono nascere nei borghi, su come le aree interne possano tornare a essere luoghi di apprendimento, produzione e scelta di vita.

A Montetiffi non si impara soltanto a fare una teglia.
Si impara come alcuni mestieri continuano a vivere solo se qualcuno decide di raccoglierli.