Il 26 Febbraio 2026 ha segnato l’avvio quarta edizione della Call Economie Abitanti 2026, promossa da Appenninol’Hub ed un ampia rete di partner.
La pagina web della Call Economie Abitanti 2025-26: www.appenninohub.it/call-economie-abitanti-2025-2026/
Durante l’evento è stato inoltre presentato l’avvio della collaborazione tra Politecnico di Milano – Craft DAStU e Appenninol’Hub per lo sviluppo di pratiche e politiche territoriali orientate all’antifragilità.
Economie Abitanti 2025–2026
Evento di lancio della call
Politecnico di Milano – Craft, Centro di Competenza per i Territori Antifragili
Il 26 febbraio 2025 si è svolto presso Craft – Centro di Competenza per i Territori Antifragili del Politecnico di Milano – l’evento di lancio della nuova edizione della Call Economie Abitanti 2025–2026, promossa da Appenninol’Hub in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (DAStU) del Politecnico di Milano e con il supporto di numerosi partner istituzionali e territoriali.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra università, organizzazioni territoriali, istituzioni pubbliche e imprese sociali, con l’obiettivo di presentare la nuova edizione dell’iniziativa, condividere le esperienze maturate nelle precedenti edizioni e discutere il ruolo delle economie locali nei processi di rigenerazione dei territori fragili.
I territori antifragili e il ruolo della ricerca
Intervento introduttivo
Valeria Fedeli – Coordinatrice scientifica Craft, Politecnico di Milano
Ad aprire i lavori è stata Valeria Fedeli, coordinatrice scientifica di Craft e docente presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano.
Nel suo intervento Fedeli ha illustrato le finalità del centro Craft, nato come Centro di Competenza per i Territori Antifragili grazie a un finanziamento straordinario del Ministero dell’Università e della Ricerca. Il progetto si colloca all’interno di un percorso di ricerca avviato dal dipartimento già a partire dal 2017 e orientato allo studio delle dinamiche di fragilizzazione territoriale.
La fragilità territoriale viene interpretata come un processo complesso e multidimensionale, che deriva dall’interazione tra fattori sociali, economici, ambientali e istituzionali. In questo quadro, il concetto di antifragilità rappresenta un riferimento teorico centrale: non si tratta soltanto di resistere agli shock, ma di sviluppare la capacità di apprendere e migliorare in condizioni di incertezza.
Il centro Craft si propone quindi di sviluppare forme di conoscenza applicata, capaci di contribuire concretamente alle politiche territoriali e alle pratiche di sviluppo locale.
La collaborazione tra Politecnico di Milano e Appenninol’Hub
Accordo quadro per la ricerca e l’innovazione territoriale
Riccardo Stocco – Vorrei Impresa Sociale / Appenninol’Hub
Ilaria Tosoni – Craft, Politecnico di Milano
Riccardo Stocco ha illustrato la missione di Appenninol’Hub, piattaforma di innovazione territoriale impegnata nello sviluppo di economie locali nelle aree interne dell’Appennino.
L’obiettivo dell’accordo con il Politecnico di Milano è favorire una maggiore integrazione tra ricerca accademica e pratiche territoriali, trasformando i territori in veri e propri laboratori di sperimentazione (living lab).
Questa collaborazione si articola in tre principali direzioni:
- sviluppo di attività di ricerca applicata;
- coinvolgimento di studenti e giovani ricercatori nei territori;
- produzione di modelli e strumenti replicabili per le politiche territoriali.
La Call Economie Abitanti 2025–2026
Presentazione dell’iniziativa
Origine e obiettivi dell’iniziativa
Andrea Zanzini – Project Leader Appenninol’Hub
Nel corso dell’incontro Andrea Zanzini, project leader di Appenninol’Hub, ha introdotto la nuova edizione della Call Economie Abitanti 2025–2026, presentando l’iniziativa come parte di un percorso più ampio di sperimentazione e accompagnamento allo sviluppo economico nei territori dell’Appennino italiano.
Nel suo intervento Zanzini ha sottolineato come la call non nasca da una progettazione teorica astratta, ma dall’osservazione diretta delle trasformazioni che negli ultimi anni hanno interessato molte aree interne del Paese. In questi territori – spesso caratterizzati da processi di spopolamento, riduzione dei servizi e marginalizzazione economica – stanno emergendo nuove forme di iniziativa imprenditoriale e sociale che cercano di reinterpretare il rapporto tra economia, comunità e territorio.
L’esperienza di Appenninol’Hub si colloca proprio all’interno di questo contesto. L’iniziativa nasce infatti dall’incontro tra diversi soggetti impegnati nello sviluppo territoriale, con l’obiettivo di costruire una piattaforma capace di sostenere e mettere in relazione esperienze imprenditoriali emergenti nei territori appenninici.
Secondo Zanzini, uno degli elementi più interessanti che emerge dall’osservazione di queste esperienze riguarda il modo in cui esse ridefiniscono il concetto stesso di impresa. Nei territori fragili, infatti, le attività economiche non possono essere interpretate esclusivamente come strumenti di produzione di reddito, ma assumono una funzione più ampia che coinvolge la qualità della vita delle comunità, la gestione delle risorse locali e la costruzione di nuove opportunità sociali.
In questo senso il termine “economie abitanti” viene utilizzato per indicare quelle forme di attività economica strettamente connesse alla presenza e alla partecipazione delle comunità locali. Si tratta di iniziative che nascono spesso dall’impegno diretto di cittadini, cooperative di comunità, associazioni o gruppi informali che scelgono di investire nel proprio territorio, contribuendo alla rigenerazione di spazi, servizi e relazioni sociali.
Nel suo intervento Zanzini ha ricordato come molte di queste esperienze abbiano avuto origine in contesti molto specifici dell’Appennino, tra cui Cerreto Alpi e San Leo, due realtà territoriali che negli ultimi anni sono diventate punti di riferimento per l’innovazione nelle aree interne. In questi luoghi si sono sviluppate alcune delle prime sperimentazioni di economia comunitaria e di cooperazione territoriale che hanno poi contribuito alla nascita di percorsi più strutturati di accompagnamento imprenditoriale.
L’esperienza maturata in questi anni ha evidenziato come la nascita e il consolidamento di iniziative economiche nei territori fragili dipendano in larga misura dalla qualità delle relazioni che si sviluppano tra gli attori locali. Zanzini ha sottolineato più volte come le relazioni rappresentino una sorta di “infrastruttura invisibile” che rende possibile la costruzione di nuovi progetti.
A differenza dei contesti urbani o delle economie più consolidate, nei territori interni le iniziative imprenditoriali nascono quasi sempre all’interno di reti di collaborazione che coinvolgono cittadini, amministrazioni locali, associazioni, imprese e istituzioni. In questa prospettiva, la costruzione di fiducia e di relazioni di lungo periodo rappresenta una condizione fondamentale per lo sviluppo di nuove attività economiche.
La Call Economie Abitanti nasce proprio con l’obiettivo di sostenere questi processi, offrendo uno spazio di formazione, confronto e accompagnamento per gruppi e organizzazioni che intendono sviluppare iniziative imprenditoriali nei territori interni.
Il percorso proposto dalla call non si limita infatti agli aspetti tecnici della progettazione d’impresa, ma mira a integrare diverse dimensioni del fare impresa nei territori fragili: la sostenibilità economica, la costruzione di reti territoriali, la governance organizzativa e la capacità di generare impatti sociali positivi nelle comunità locali.
Nel corso degli ultimi anni il percorso promosso da Appenninol’Hub ha accompagnato oltre trecento progetti imprenditoriali e territoriali, offrendo supporto a gruppi e organizzazioni attive in diversi ambiti, tra cui l’agricoltura di qualità, il turismo sostenibile, la rigenerazione di spazi comunitari, la valorizzazione delle produzioni locali e lo sviluppo di nuovi servizi per le comunità.
Questa esperienza ha permesso di osservare da vicino le difficoltà e le opportunità che caratterizzano l’avvio di nuove imprese nelle aree interne. Tra le principali sfide emergono la limitata disponibilità di capitale iniziale, la difficoltà di accesso ai servizi di supporto imprenditoriale e la necessità di sviluppare competenze organizzative e gestionali adeguate.
Allo stesso tempo, tuttavia, molti territori appenninici offrono condizioni favorevoli alla sperimentazione di modelli economici innovativi, grazie alla presenza di risorse ambientali, culturali e sociali spesso sottoutilizzate.
La nuova edizione della call si inserisce dunque in questo percorso di lungo periodo, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la rete di progetti e organizzazioni impegnate nello sviluppo delle economie territoriali.
Zanzini ha inoltre evidenziato come la risposta alla call 2025–2026 abbia registrato una partecipazione particolarmente significativa, con 164 candidature provenienti da tutto il territorio nazionale. Questo dato testimonia la crescente attenzione verso i temi dello sviluppo delle aree interne e la presenza diffusa di iniziative imprenditoriali che cercano nuovi strumenti di supporto e accompagnamento.
Il percorso formativo che accompagnerà i progetti selezionati nei mesi successivi prevede momenti di formazione online, incontri di team building nei territori, consulenze individuali con esperti e partner dell’iniziativa, oltre a occasioni di confronto tra i diversi progetti partecipanti.
Secondo Zanzini, uno degli elementi più importanti del percorso riguarda proprio la costruzione di una comunità di pratiche tra le diverse iniziative coinvolte. Attraverso il confronto tra esperienze provenienti da contesti territoriali differenti, i partecipanti possono condividere problemi, soluzioni e strategie operative, contribuendo alla diffusione di modelli replicabili di innovazione territoriale.
In conclusione, l’intervento ha evidenziato come le economie abitanti possano rappresentare una prospettiva innovativa per ripensare lo sviluppo delle aree interne, superando una visione che interpreta questi territori esclusivamente in termini di marginalità o fragilità.
Al contrario, secondo Zanzini, i territori appenninici possono diventare luoghi privilegiati di sperimentazione per nuovi modelli economici e sociali, capaci di coniugare radicamento territoriale, innovazione imprenditoriale e produzione di valore per le comunità locali.
I dati della nuova edizione
L’edizione 2025–2026 della call ha registrato una partecipazione particolarmente significativa:
- 164 candidature provenienti da tutta Italia;
- 63 progetti selezionati per il percorso completo di accompagnamento.
I progetti presentati riguardano ambiti molto diversi, tra cui:
- agricoltura e filiere locali;
- rigenerazione territoriale;
- turismo sostenibile;
- servizi comunitari;
- innovazione sociale.
Il percorso formativo si articolerà tra marzo e giugno e comprenderà:
- moduli formativi online;
- incontri di team building nei territori;
- consulenze individuali con esperti e partner;
- evento finale di presentazione dei progetti.
Esperienze delle precedenti edizioni
Startworking Pontremoli
Simona Solvi
Simona Solvi ha presentato il progetto Startworking Pontremoli, nato per favorire l’insediamento di lavoratori da remoto nelle aree interne della Lunigiana.
Negli ultimi cinque anni il progetto ha portato oltre quaranta nuovi residenti a trasferirsi stabilmente nel territorio, mentre più di cento persone hanno sperimentato periodi di lavoro e vita in Appennino.
Bottega Tre Porte
Laura Cacci – Cooperativa sociale
Laura Cacci ha raccontato l’esperienza della cooperativa sociale Tre Porte, nata a Rieti con l’obiettivo di valorizzare le produzioni locali e creare uno spazio di incontro per la comunità.
Dal 2017 la cooperativa gestisce un hub multifunzionale di circa 700 metri quadrati nel centro storico della città, dove convivono attività economiche, culturali e sociali.
Tavola rotonda
Economie abitanti: il valore dell’iniziativa
La tavola rotonda conclusiva ha coinvolto diversi rappresentanti istituzionali e organizzazioni partner, offrendo una riflessione collettiva sul ruolo delle economie locali nei processi di rigenerazione territoriale.
Maria Giovanna Briganti
Camera di Commercio della Romagna
Maria Giovanna Briganti ha evidenziato come la Camera di Commercio sostenga l’iniziativa da diversi anni, riconoscendone il valore nel promuovere nuove imprese nei territori fragili.
Secondo Briganti, iniziative come Economie Abitanti rispondono a tre priorità strategiche fondamentali:
- favorire la nascita di nuove imprese e accompagnarle nelle fasi iniziali;
- promuovere innovazione e sperimentazione;
- sostenere lo sviluppo socioeconomico dei territori interni.
Laura Cantarella
Confcooperative Habitat
Laura Cantarella ha sottolineato il ruolo delle cooperative di comunità come strumenti per affrontare le fragilità dei territori montani e rurali.
Secondo Cantarella, il valore della call consiste nella capacità di trasformare l’entusiasmo e l’impegno delle comunità locali in progetti imprenditoriali strutturati, evitando che le energie territoriali si disperdano.
Carmine Guanci
Fondazione Peppino Vismara
Carmine Guanci ha illustrato l’impegno della Fondazione nel sostenere progetti di sviluppo comunitario nei territori fragili, con particolare attenzione alle cooperative di comunità.
La fondazione interviene soprattutto nelle fasi iniziali dei progetti, offrendo supporto finanziario e accompagnamento strategico, con l’obiettivo di consolidare iniziative che possano generare impatti duraturi nelle comunità locali.
Tommaso Giordani
Bologna Innovation Square
Tommaso Giordani ha presentato l’esperienza di Bologna Innovation Square, piattaforma metropolitana che opera attraverso presidi territoriali dedicati allo sviluppo economico e imprenditoriale.
Tra le attività promosse vi sono sportelli territoriali per il supporto alle imprese e servizi dedicati all’attrazione di nuovi abitanti nelle aree montane.
Secondo Giordani, iniziative come Economie Abitanti rappresentano un’importante occasione per mettere in relazione pratiche innovative e politiche pubbliche territoriali.
Giovanni Teneggi
B.MORE Servizi per l’impresa
Economia locale, comunità e nuove forme di impresa
L’intervento di Giovanni Teneggi, responsabile ricerca e sviluppo di B.MORE Servizi per l’impresa, ha offerto una riflessione più ampia sul ruolo delle economie locali nei processi di trasformazione territoriale.
Teneggi ha ricordato come il percorso delle economie abitanti sia nato da esperienze concrete di cooperazione territoriale, sviluppatesi negli anni in diversi contesti appenninici. Secondo Teneggi, l’iniziativa ha permesso di riconoscere e mettere in relazione una pluralità di esperienze che già esistevano nei territori, ma che spesso rimanevano isolate.
Uno degli aspetti più significativi emersi negli ultimi anni riguarda il cambio di prospettiva rispetto al ruolo dei territori. Tradizionalmente considerati spazi marginali o periferici, oggi essi possono essere interpretati come luoghi di sperimentazione per nuovi modelli economici e sociali.
Secondo Teneggi, il valore delle economie abitanti non risiede soltanto nelle imprese sociali o nelle cooperative di comunità, ma più in generale nella possibilità di ripensare l’economia locale nel suo complesso.
Nel suo intervento ha sottolineato come una parte significativa dell’economia territoriale – costituita da piccole imprese familiari e attività locali – stia attraversando una fase di profonda trasformazione. In molti casi queste imprese rischiano di scomparire a causa della mancanza di ricambio generazionale o della difficoltà di adattarsi ai nuovi modelli economici.
In questo contesto, iniziative come Economie Abitanti possono rappresentare laboratori di innovazione economica, capaci di sperimentare nuove forme di impresa radicate nei territori ma aperte al mondo.
Teneggi ha inoltre evidenziato l’importanza di adottare una prospettiva più ampia nella progettazione economica territoriale. Non si tratta soltanto di rispondere ai bisogni locali, ma di costruire progetti capaci di dialogare con contesti più ampi.
Secondo questa visione, un’impresa territoriale non deve limitarsi a servire la propria comunità locale, ma deve essere pensata come un’infrastruttura economica che, pur radicata in un luogo specifico, può interagire con reti più ampie di produzione, conoscenza e innovazione.
Teneggi ha inoltre sottolineato il ruolo centrale delle relazioni e delle comunità nella costruzione di economie territoriali sostenibili. Le comunità non devono essere considerate un punto di partenza dato, ma piuttosto un risultato dei processi economici e sociali che si sviluppano nei territori.
In questa prospettiva, le economie abitanti possono essere interpretate come processi di produzione di comunità, oltre che di produzione economica.
Infine, Teneggi ha evidenziato come i territori rappresentino oggi luoghi privilegiati per sperimentare nuove forme di organizzazione economica, grazie alla possibilità di sviluppare relazioni di prossimità e modelli collaborativi.
Menzione speciale Craft
Valeria Fedeli – Politecnico di Milano
Nel corso dell’evento Craft ha assegnato due menzioni speciali ai progetti:
- Custodi delle Terre Italia
- We Are South
I due progetti saranno coinvolti in un percorso di confronto con il Politecnico di Milano finalizzato ad approfondire modelli innovativi di sviluppo territoriale.
Conclusioni
L’evento si è concluso con la presentazione dei 63 progetti selezionati per l’edizione 2025–2026 della Call Economie Abitanti e con l’avvio ufficiale del percorso formativo.
L’iniziativa conferma il ruolo strategico delle alleanze tra università, istituzioni e attori territoriali nel promuovere nuovi modelli di sviluppo per le aree interne italiane, capaci di coniugare innovazione economica, sostenibilità e coesione sociale.