Rigenerare le aree interne: il coliving rurale come infrastruttura sociale per nuovi abitanti

Il caso Ca’Co raccontato da ANSA mostra come coliving rurale, coworking e innovazione sociale possano contrastare lo spopolamento nelle aree interne.

caco casa coliving rurale

Il futuro delle aree interne non dipende solo dalla capacità di attrarre visitatori, ma dalla possibilità di creare condizioni concrete per tornare ad abitare, lavorare e costruire relazioni nei territori. È dentro questa prospettiva che si inserisce Ca’Co, il progetto di coliving e coworking rurale nato a Pennabilli, sull’Appennino romagnolo, e raccontato recentemente da ANSA in un approfondimento dedicato alle esperienze che contrastano lo spopolamento.

Per Appenninol’Hub, Ca’Co non è soltanto una casa condivisa. È un laboratorio territoriale, uno spazio di sperimentazione e una piccola infrastruttura sociale che mette insieme abitare temporaneo, lavoro da remoto, comunità locale e sviluppo sostenibile delle aree interne.


CaCo Coliving di Appenninol'Hub su Ansa.it

NB. Una precisazione importante rispetto a quanto riportato nel video e nell’articolo di Ansa sull’intervista ad Andrea Zanzini: i circa 600mila euro di finanziamenti europei FESR e FSE+ non sono fondi ricevuti direttamente da Appenninol’Hub. La cifra si riferisce invece ai finanziamenti ottenuti, nel corso degli anni, da imprese, progetti e realtà territoriali che Appenninol’Hub ha accompagnato attraverso attività di consulenza, progettazione e supporto nella partecipazione ai bandi europei.

Dallo spopolamento alla possibilità di restare

Molti borghi e territori montani vivono da anni una dinamica complessa: perdita di popolazione, riduzione dei servizi, invecchiamento demografico, minori opportunità di lavoro e progressivo indebolimento delle reti sociali.

Ma le aree interne non sono territori “vuoti”. Sono luoghi ricchi di competenze, patrimoni ambientali, relazioni, saperi, culture produttive e qualità della vita. La sfida è trasformare queste risorse in nuove opportunità, capaci di parlare a chi già abita questi territori e a chi potrebbe sceglierli per un periodo o per una nuova fase della propria vita.

In questo senso, il coliving rurale può diventare una leva concreta di rigenerazione. Non sostituisce le politiche pubbliche, i servizi o il lavoro di comunità, ma può contribuire a creare nuove forme di presenza, relazione e attivazione locale.

Ca’Co come presidio di innovazione sociale nell’Appennino romagnolo

Ca’Co nasce dentro un antico casale ristrutturato a Pennabilli, trasformato in uno spazio in cui convivono ospitalità, lavoro condiviso e relazione con il territorio. La casa accoglie lavoratori da remoto, professionisti, creativi, nomadi digitali, ricercatori e persone interessate a sperimentare un modo diverso di vivere l’Appennino.

La particolarità del progetto non sta solo negli spazi, ma nel modello: chi arriva non è pensato come semplice ospite, ma come possibile parte di un ecosistema territoriale. Il soggiorno diventa occasione per conoscere il borgo, incontrare la comunità, partecipare alla vita locale, generare scambi, competenze e nuove connessioni.

È qui che il coworking rurale assume un significato più ampio. Non è solo una postazione da cui lavorare online, ma uno strumento per rendere possibile una nuova relazione tra lavoro, territorio e qualità della vita.

Nuovi abitanti, lavoro da remoto e sviluppo sostenibile

Negli ultimi anni il lavoro da remoto ha aperto possibilità nuove per molti territori periferici. Professionisti e imprese possono scegliere luoghi diversi dalle grandi città, a condizione che esistano spazi adeguati, connessioni, accoglienza e comunità capaci di integrare nuove presenze.

Ca’Co intercetta proprio questa trasformazione. Attraverso il coliving, rende più semplice sperimentare un periodo di vita in Appennino, abbassando la soglia di accesso per chi vuole conoscere il territorio prima di decidere se restare più a lungo, tornare periodicamente o sviluppare progettualità locali.

Per Appenninol’Hub, questo è un punto centrale: la rigenerazione delle aree interne passa anche dalla costruzione di percorsi di avvicinamento all’abitare. Non si tratta solo di promuovere i borghi, ma di creare le condizioni perché persone, competenze e progettualità possano incontrare i bisogni reali dei territori.

Una risposta concreta alla crisi demografica dei borghi

Il contrasto allo spopolamento non può essere affrontato con soluzioni semplici o isolate. Servono politiche di lungo periodo, servizi, accessibilità, lavoro, cura degli spazi pubblici, economie locali e nuove forme di welfare territoriale.

Tuttavia, esperienze come Ca’Co mostrano che anche piccoli presidi possono generare impatti significativi. Un coliving rurale può:

favorire l’arrivo di nuovi abitanti temporanei;

attivare relazioni tra persone esterne e comunità locale;

creare domanda per servizi, attività culturali e imprese del territorio;

offrire uno spazio di lavoro per professionisti e organizzazioni;

rafforzare la narrazione positiva delle aree interne;

sperimentare modelli replicabili in altri borghi.

In questa prospettiva, Ca’Co non è un progetto isolato, ma parte di una visione più ampia: rendere l’Appennino un luogo in cui sia possibile vivere, lavorare, innovare e costruire futuro.

Il ruolo di Appenninol’Hub

Appenninol’Hub lavora per accompagnare processi di innovazione sociale, rigenerazione territoriale e sviluppo sostenibile nelle aree interne. Il progetto Ca’Co rappresenta una delle sperimentazioni più concrete di questa visione: uno spazio fisico che rende visibile un modo diverso di intendere l’abitare, il lavoro e la relazione con i territori marginalizzati.

Essere incubatore per lo sviluppo sostenibile delle aree interne significa anche questo: progettare strumenti, spazi e percorsi capaci di trasformare bisogni complessi in azioni praticabili. Ca’Co nasce da questa idea e continua a evolversi come piattaforma di incontro tra persone, comunità e opportunità.

Dalla rassegna stampa alla visione di territorio

Il racconto di ANSA conferma l’interesse crescente verso esperienze che propongono risposte nuove alla crisi demografica dei borghi e delle aree interne. Ma per Appenninol’Hub questo riconoscimento è soprattutto un’occasione per rilanciare una domanda più ampia: come possiamo rendere i territori interni luoghi desiderabili non solo da visitare, ma da abitare?

La risposta passa dalla costruzione di ecosistemi locali più aperti, collaborativi e capaci di accogliere nuove energie. Passa da spazi come Ca’Co, ma anche da reti territoriali, imprese sociali, amministrazioni, comunità, giovani, abitanti storici e nuovi abitanti.

Rigenerare le aree interne significa costruire possibilità. Ca’Co è una di queste: una casa, un coworking rurale, un luogo di passaggio e di permanenza, ma soprattutto un esperimento concreto per immaginare nuovi modi di abitare l’Appennino.


ANSA ha dedicato un approfondimento a Ca’Co, il progetto di coliving e coworking rurale nato a Pennabilli per contrastare lo spopolamento e favorire nuove forme di abitare nelle aree interne.

Leggi l’articolo originale su ANSA:
https://www.ansa.it/amp/europa/notizie/la_tua_europa/notizie/2026/05/22/un-co-living-sullappennino-romagnolo-per-combattere-lo-spopolamento_2a5b4574-86b3-4aee-902b-ca1c42b1d1eb.html