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Nuovi percorsi di progettazione partecipata in Alta Val d’Arda

L’autunno ha portato un nuovo importante percorso per Appenninol’Hub in Emilia-Romagna, in cui andremo in Alta Val d’Arda, nel Piacentino! 

Infatti, Appenninol’Hub è partner del progetto Alta Val d’Arda 2030: l’Europa per lo sviluppo sostenibile del territorio, guidato dall’Unione Montana dei comuni dell’Alta Val D’Arda e finanziato dal bando della regione Emilia-Romagna “Avviso per la concessione di contributi a Enti Locali e Associazioni, Fondazioni e altri soggetti senza scopo di lucro per iniziative di promozione e sostegno della Cittadinanza europea – anno 2021”

Il progetto ha l’obiettivo di affiancare l’Unione e le comunità locali in un percorso finalizzato al rafforzamento della capacità amministrativa e allo sviluppo di competenze utili a intercettare le opportunità di finanziamento europee e a  convogliarle sui reali fabbisogni e potenzialità del territorio, appunto partendo dalle aspirazioni e bisogni degli abitanti. Il nostro team si occuperà proprio di questo importante aspetto.

Il territorio dell’Alta Val D’Arda copre l’area interna Montana della Val D’Arda, così denominata dal torrente Arda, affluente destro del fiume Po, ed è composta da quattro comuni: Castell’Arquato, Lugagnano, Morfasso e Vernasca. 

Quel che faremo insieme all’Unione dei Comuni sarà un percorso completo di informazione, ispirazione e attivazione per supportare la cittadinanza nella stesura della Roadmap 2030 per l’Alta Val D’Arda, portando la voce, le aspirazioni e le idee degli abitanti.

Come?

Attraverso l’organizzazione e facilitazione di Laboratori di progettazione partecipata con gli abitanti, gli operatori, gli innovatori e i giovani – locali o interessati a trasferirsi in alta Val d’Arda – articolato in due tappe con diversi incontri, in cui lavoreremo inizialmente sulla definizione delle aspirazioni individuali e collettive, attraverso: 

  • Una Call aperta agli abitanti e comunità dell’Alta Val d’Arda (ma anche oltre) che vogliono partecipare al percorso partecipato;
  • Un ciclo di interviste rivolto ai ‘giovani’ e agli ‘innovatori’ della comunità per indagare le loro aspirazioni individuali e raccogliere elementi che costituiranno il “motore” dell’attivazione della comunità; 
  • Un laboratorio di “visioning” con la comunità per il territorio e l’analisi territoriale dal punto di vista degli abitanti; 
  • Incontri di ispirazione sull’attivazione delle cooperative di comunitá come esempio di coinvolgimento locale.

Questa prima fase, sarà seguita da quella di definizione dei progetti prioritari, attraverso:

  • Un laboratorio partecipato per identificare i progetti di rilevanza su cui concentrare gli sforzi per cogliere le opportunità europee. 
  • Un secondo laboratorio per delineare lo sviluppo delle azioni nel periodo 2022-2030.

A conclusione del progetto verrà elaborato un documento strategico di orientamento per le attività dei prossimi anni nella Roadmap Alta Val d’Arda 2030 ed i laboratori avranno  il compito di contribuire alla sua realizzazione, portando la visione, aspirazioni e interessi della comunità.

Ma non solo!

Sempre nell’ambito del progetto, nei prossimi mesi, offriremo un ciclo di quattro seminari online di presentazione delle opportunità europee aperti e di interesse per tutti i territori montani e delle aree interne dell’Emilia-Romagna, , attraverso  esempi e testimonianze di come si possono usare per realizzare dei progetti utili che cambiano le condizioni dei territori e delle persone.

Per tutte le novità sul percorso e sulle altre attività continua a seguirci sul sito e sui nostri canali social: Facebook, Instagram e LinkedIn!

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Aree Interne Call2021 Economie Abitanti

3° incontro di ispir-azione del percorso di Appenninol’Hub

Finanziamenti per Imprese Abitanti

Dopo aver lavorato sulla visione e impatto di comunità e aver analizzato i dettagli del proprio territorio, tra ferite ed opportunità, la domanda che dobbiamo porci è: “Come fare a rendere concrete le aspirazioni?”

Ne abbiamo parlato nel terzo incontro della Call per Economie Abitanti di Appenninol’Hub, in cui abbiamo parlato del ruolo dei Finanziamenti per l’avvio di imprese comunitarie nelle Aree Interne.

Perché?

Perché crediamo che l’aspirazione degli abitanti debba essere seguita da azioni concrete per assicurare che i progetti avranno delle solide gambe su cui muoversi. 

Di strumenti ce ne sono e anche tanti: come finanziamenti agevolati, bandi calibrati sul territorio, call e premi, ma anche crowdfunding e raccolte fondi e sostegno ai vari progetti. Navigarli, non è però così semplice.

Quindi abbiamo deciso di non parlare solo degli strumenti a disposizione, ma anche di come integrarli, programmarli e pianificarli in base ai bisogni di sviluppo del proprio progetto o impresa.

Una panoramica sui finanziamenti

Lo abbiamo fatto con Andrea Zanzini, coordinatore del progetto Appenninol’Hub, che ha dato una panoramica dei finanziamenti partendo dal punto di vista di chi fa domanda, riflettendo sull’approccio allo strumento finanziario. 

Non abbiamo parlato solo di punti a favore, e di come i finanziamenti possano rafforzare l’impatto sociale e la progettualità dell’impresa abitante e la sua connessione con il territorio e le reti, ma anche delle debolezze nella complessità delle procedure, nella mancanza di competenze interne alle piccole realtà che caratterizzano i territori delle aree interne e la scarsa abitudine alla co-progettazione. Un’altra mancanza che spesso si riscontra è il non considerare che questi strumenti sono disegnati richiedendo una liquidità iniziale.

Alcuni messaggi chiave emersi dal supporto di Appenninol’Hub:

  1. È importante la pianificazione finanziaria per sapere che il progetto starà in piedi con le proprie gambe al di là dei finanziamenti. Gli strumenti finanziari devono essere il “di piú” per sviluppare la progettualità
  2. Il primo investimento è sempre la quota sociale dei soci ed investimento proprio
  3. Prima di accedere al finanziamento, serve fare la programmazione dell’Impresa Abitante e lavorare ad un business plan e sapere su cosa si andrà ad investire. 

Attraverso il caso della Fermenti Leontine, siamo scesi nella pratica di cosa vuol dire integrare diversi fondi per l’avvio di impresa.

A seguire, abbiamo approfondito alcuni di questi strumenti finanziari legati alla finanza etica particolarmente rilevanti per le Aree Interne, insieme ad esperti ed amici di Appenninol’Hub. 

Cos’è il fabbisogno finanziario?

Con Fabio Faina, direttore filiale di Bologna di Banca Etica, abbiamo approfondito il tema del fabbisogno finanziario, ovvero l’intervallo temporale tra quando l’organizzazione spende e quando incassa.

L’accompagnamento della finanza agevolata è uno strumento necessario per partire con una startup, ma la copertura del fabbisogno finanziario va ricercata su vari punti per dare solidità.

Attraverso il caso della Coop Agricola Arvaia di Bologna e dei suoi 200 soci, ci ha raccontato di come il fabbisogno iniziale sia stato coperto dai soci ordinari che hanno sostenuto l’idea progettuale. Un invito particolare è stato a guardare oltre ai finanziamenti bancari per aprire le proprie opportunità.

Il consiglio dell’esperto:

  1. Partire dal capire il proprio bisogno finanziario 
  2. Tenere conto l’importanza di avere motivazioni strutturate quando si fa richiesta di finanziamenti
  3. Non solo trovare strumenti finanziari, ma anche identificare quelli migliori
  4. L’importanza della dimensione di rete, con altri strumenti finanziari ed istituzioni.

Quando usare il crowdfunding?

A seguire, ci siamo fatti incalzare ed ispirare da Luca Borneo, responsabile sviluppo progetti e comunicazione della piattaforma di crowdfunding Ginger

Uno strumento finanziario innovativo, che va oltre il supporto economico, con lo scopo di riunire le persone attraverso un progetto condiviso per raccogliere il budget necessario alla sua realizzazione (o a parte di esso).

Ci ha raccontato come Ginger abbia il 93% di successo delle campagne sulla piattaforma, grazie anche all’importante fase di formazione del progettista e l’accompagnamento costante che fa sì che lo strumento funzioni, attraverso il racconto della campagna realizzata di C.I.A. cooperativa di comunità – Cultura Innovazione Ambiente di Palazzuolo sul Siena e la raccolta fondi per sviluppare un’applicazione e percorso di gamification per Palazzuolando.

Il consiglio dell’esperto:

  1. Non basta avere una bella idea ma si deve costruire bene la propria campagna
  2. Bisogna darsi un obiettivo economico, poiché le campagne di raccolta fondi si basano su una specifica azione
  3. È importante avere una strategia di comunicazione per ottenere dei risultati 
  4. Non dimenticare le tempistiche: una campagna crowdfunding parte quando c’è già un business plan, c’è la community, e vogliamo un test di validità

Perché progettare un crowdfunding? Tra le altre cose, è anche un ritorno di risultati intangibili come la visibilità, la riconoscibilità del brand, l’aumento di relazioni e contatti. È più di un contributo economico, è un attestato di stima del valore del progetto.

Cosa fa Fondosviluppo?

Con Giuseppe Daconto, responsabile analisi economica e sviluppo di Fondo Sviluppo, abbiamo invece approfondito il tema del supporto della mutualità esterna, attraverso, Fondosviluppo, uno dei fondi mutualistici stabilito nel 1992

Annualmente raccoglie il 3% utile e lo re-immette nella promozione e sviluppo della cooperazione supportando nuove cooperative e startup, creando un meccanismo virtuoso di supporto. 

Questi sono finanziamenti che diventano strumenti dedicati in aree svantaggiate dove non c’è accesso al credito e finanza.

Ci sono strumenti di finanza diretta, ma anche indiretta attraverso le reti con cui si collabora con gruppi bancari dedicati. Interviene per abbattere sul conto interesse.

Il consiglio dell’esperto:

  1. Utile fare alleanza e allargare la rete per supportare le imprese
  2. Non solo guardare alla qualità progettuale, ma anche rapporti con l’ente pubblico, attività intersettoriali
  3. I soldi si trovano, da fondi sia pubblici sia privati, ma è importante che accanto alle risorse finanziarie si costruiscano bene progetti con persone e numeri seri e argomentati: la finanza segue dove ci sono questi progetti.

Come esempio Giuseppe Daconto ci ha portato il primo bando per promuovere cooperative di comunità con geolocalizzazione in aree interne e disagiate, iniziato nel 2018. Con un plafond di 500.000 € ha supportato 33 cooperative di comunità, di cui 28 startup nel 2019 e l’anno successivo, con il doppio di plafond, ha supportato 58 cooperative ammesse, di cui 54 startup.

A cosa serve la programmazione?

Infine, con Natalina Teresa Capua, referente programmazione strategie SNAI per la Regione Emilia Romagna, abbiamo completato il quadro con il ruolo degli enti di programmazione in un momento importante come quello dell’inizio di un ciclo di programmazione, in cui ci sono molte risorse per l’Italia. Ed è importante capire cosa c’è sul piatto della strategia.

Si tende a guardare al bando, ma qual è il processo di programmazione che porta al bando? Come capirlo per farsi trovare preparati a ricevere i fondi? Abbiamo così affrontato un’importante digressione su questo aspetto per capire a fondo la progettazione comunitaria e regionale.

Il bando è un atto a valle del processo di programmazione, che vive una fase di percorso di programmazione della politica di coesione molto complesso. 

Per chi vuole finanziare un progetto, il tempo è un fattore indispensabile. Il bando dura un mese o due, se scrivi il progetto quando apre il bando, non funziona. È importante quindi capire quali sono le risorse del ciclo di programmazione e per cosa sono dedicate.  

I consigli dell’esperta: 

  1. Malgrado la mole di risorse è difficile abbinare l’idea imprenditoriale e i bandi a disposizione
  2. È fondamentale guardarsi intorno per capire quale sia l’offerta, dove orientarsi, e quale bando sia il più adatto
  3. Si può partecipare ai partenariati per strategia di area per capire l’orientamento delle strategie nazionali, regionali, per fare con loro co-progettazione

Altro fattore da considerare è che nelle aree interne si vogliono realizzare microprogetti, mentre quando si parla di politica di coesione ci sono soglie finanziarie consistenti per chi ha un’idea micro; per questo l’approccio di rete può avere ancora più rilevanza. 

Capua ci dice anche che le aree montane hanno più difficoltà ad intercettare i bandi e per questo verranno aiutate con criteri preferenziali per aree montane e interne, ma anche con supporto alla progettazione, non solo con bandi riservati a queste aree.

Conclusione

Dopo aver raccolto l’entusiasmo dei partecipanti, arricchiti di un approccio un po’ diverso rispetto all’analisi degli strumenti finanziari, ci siamo ritrovati ispirati a nostra volta da nuove idee.

Per i partecipanti al nostro percorso Appenninol’Hub, l’incontro è stato seguito da un laboratorio dedicato ai partecipanti al percorso il 16 settembre sulla prototipazione dell’idea e prima analisi di quali risorse finanziarie si possono identificare per la sua realizzazione.

Ti stai chiedendo se possiamo essere utili alla tua Comunità? Contattaci!

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Formazione Rassegna Stampa

Appenninol’Hub, una esperienza per i Giovani soci delle Banche di Credito Cooperativo

appenninohub

Con il coordinamento scientifico di AICOON Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit di Forlì, l’1 e 2 ottobre 2021 si svolgerà a Succiso (RE), ospiti della cooperativa Valle dei Cavalieri, il corso residenziale riservato ai Soci BCC under 35 dedicato al tema delle comunità intraprendenti.

L’iniziativa è promossa dal Comitato Giovani Soci de LA BCC.

Il percorso formativo è dedicato alle esperienze capaci di sviluppare economie territoriali comunitarie ed alla comprensione dello scenario in cui si inserisce la cooperazione di comunità ed il suo ruolo nella promozione dello sviluppo di un territorio, alla individuazione delle relative caratteristiche (aspetti identitari, meccanismi generativi, capacità di fare rete) anche attraverso il racconto di casi “scuola”. Sono previsti gli interventi di approfondimento di Giovanni Teneggi, Direttore di Confcooperative Reggio Emilia e referente Confcooperative per la cooperazione di comunità e Paolo Venturi, Direttore di AICCON. 

Il programma è arricchito dalle testimonianze di Erika Farina per la cooperativa “I Briganti di Cerreto” e di Andrea Zanzini per l’esperienza in Valmarecchia di “Appennino Hub”.

dalla rivista dedicata ai soci delle Banche di Credito Cooperativo
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Rassegna Stampa

Corriere Romagna – Aziende nell’entroterra da far nascere e crescere, Appenninol’Hub trionfa

Il progetto premiato tra 595 candidati al concorso di Torino. Zanzini:”Riconosciuta l’importanza del nostro lavoro”.

L’articolo del Corriere Romagna al link:

https://www.corriereromagna.it/l-entroterra-che-cresce-appenninol-hub-premiato/
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Rassegna Stampa

Estense.com – Cooperazione di comunità al via a Ferrara con Appenninol’Hub!

Appenninol’hub interviene alla riunione della Commissione consiliare attività produttive del Comune di Copparo
Nei prossimi sei mesi verrà attivato il percorso copparese

https://www.estense.com/?p=929332

Copparo. Il progetto ‘La cooperazione di comunità per la coesione sociale’ è pronto per l’attuazione sul territorio copparese.

È stato analizzato, mercoledì 22 settembre, nel corso della riunione della Commissione consiliare attività produttive, a cui hanno partecipato l’assessore Bruna Cirelli, con la responsabile comunale Giulia Minichiello, Secis e Poleis, che si occupano dei servizi di coordinamento, monitoraggio e promozione e di animazione territoriale e comunicazione.

La Commissione Consiliare del Comune di Copparo riunita

L’introduzione è stata affidata a Caterina Ferri, che, insieme a Silvia Pulvirenti di Confcooperative, ha inquadrato il progetto nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne. Al Comune di Copparo è stato assegnato infatti un finanziamento di 125mila euro, che comprende anche interventi di messa a norma, di ristrutturazione e fornitura arredi per una sede, individuata nell’ex scuola di Ambrogio, per un percorso che vuole tuttavia coinvolgere l’intero territorio.

Ospite dei lavori Andrea Zanzini, che ha testimoniato diverse esperienze, in contesti analoghi di Aree Interne, condotte da Appennino l’Hub, per comprendere come fattivamente giungere a fare impresa comunitaria. «Le cooperative di comunità – ha spiegato – hanno il valore di rigenerare fiducia, relazioni e visioni di futuro, di fare impresa a partire dalle aspirazioni della comunità e di ricreare luoghi, servizi e attività commerciali con un occhio di riguardo per l’innovazione, con quel tanto di tradizione che serve, e per la cooperazione tra abitanti, con altre realtà del territorio e con il mondo».
È passata attraverso le fasi di ricucitura delle relazioni e dei legami di fiducia, di incubazione della cooperativa, di costruzione di un solito progetto di impresa e di ricerca di finanziamenti la riapertura di un antico forno a San Leo. L’ultimo forno del paese della Valmarecchia ha chiuso nel 2018, dopo tre generazioni, e ha riaperto nel 2021 attraverso una cooperativa di 70 soci, su 100 abitanti, con 5 dipendenti. Sulla stessa modalità di confronto è coinvolgimento si è
sviluppata pure la riattivazione dell’ecopark di Casteldelci.

Filippo Ozzola ha illustrato la parte partecipativa del progetto copparese, che precede quella sostitutiva e che è affidata a Poleis.

L’iter si articolerà in diverse fasi in un periodo di circa sei mesi, di qui alla prossima primavera. Si inizierà con una fase di scouting attraverso prima una condivisione interna, per cogliere indicazioni, obiettivi e una iniziale mappatura dei bisogni, quindi una lettura dei bisogni, attivando tavoli di ascolto e incontro rivolti a target specifici rispetto ai temi a cui potrà guardare la cooperativa.

Di seguito è prevista la restituzione mediante un documento delle attività da sviluppare. Una ulteriore fase scenderà nella progettazione vera e propria dei servizi, a partire da sopralluoghi, aperti la comunità, nella sede individuata per la cooperativa e da laboratori di coprogettazione: tavoli periodici individueranno, in base ai bisogni, agli spazi e alle disponibilità, gli elementi di partenza per poi arrivare a un business plan e dare vita a un’esperienza di cooperazione.

Importante sarà la comunicazione e la promozione, fondamentale per un simile modello partecipativo.

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Vita non profit – Ecco i vincitori di Welfare, che impresa!

Appenninol’hub vince WelfarecheImpresa 2021
il più importante riconoscimento italiano per l’imprenditoria sociale

http://www.vita.it/it/article/2021/09/20/ecco-i-vincitori-di-welfare-che-impresa/160465/

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Rassegna Stampa

Teleborsa – “Welfare che Impresa!”, Intesa Sanpaolo: premiati i vincitori della quinta edizione

Sul podio Museo Diffuso dei 5 sensi, Humus Job, Appenninol’Hub e LinkAbili

https://www.teleborsa.it/News/2021/09/17/welfare-che-impresa-intesa-sanpaolo-premiati-i-vincitori-della-quinta-edizione-della-quinta-edizione-75.html

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Aree Interne Economie Abitanti Rassegna Stampa

Impatto e comunità: Appenninol’Hub vince il premio “Welfare, che impresa!”

La scorsa settimana, Appenninol’Hub è stato uno dei 4 progetti vincitori, su 595 candidature provenienti da tutta Italia, della quinta edizione del premio “Welfare che Impresa!”, il più importante concorso nazionale che valorizza i progetti di welfare ad alto potenziale di impatto sociale, economico e ambientale.

Il programma di capacity building ha premiato i progetti di welfare comunitario e startup sociali a servizio della comunità che hanno meglio risposto alle sfide emergenti e gli obiettivi del bando, come la generazione di impatto sociale, la creazione di occupazione e d’impresa, lo sviluppo di forti reti territoriali.

Cos’è il welfare di comunità?

Il welfare comunitario e l’impatto sociale, da sempre protagonisti del concorso “Welfare che Impresa!” sin dalla prima edizione, diventano oggi priorità che vengono premiate. 

L’emergenza sanitaria ha infatti fatto emergere in modo esplicito la necessità di un nuovo modello che ruoti intorno alla società civile e alla comunità, coinvolgendola direttamente anche nella produzione dei servizi; ha avviato processi di co-progettazione tra amministrazione, il  terzo settore e le tradizionali filiere economiche per rispondere ai nuovi bisogni emergenti e per una nuova promozione dello sviluppo locale.

Ed è questo lavoro che Appenninol’Hub sta facendo con le Comunità delle aree interne.

L’importante riconoscimento ci rende molto orgogliosi e conferma che stiamo lavorando nella direzione giusta: ascoltando bisogni e aspirazioni degli abitanti, accompagnando le Comunità nella realizzazione dei loro progetti di imprese abitanti nelle aree interne.  

Ma qual è l’impatto sociale di Appenninol’Hub?

Valutare l’impatto sociale significa calcolare gli effetti delle attività che un progetto svolge sulla comunità di riferimento nel breve, medio e lungo periodo. Questi effetti possono essere sia quantitativi sia qualitativi.

I progetti ad impatto sociale si rivolgono a comunità che esprimono un bisogno, e si impegnano a portare un miglioramento. Quale e come dipende dalla filosofia del progetto.

Per esempio, Appenninol’Hub, che vuole riportare benessere nelle aree interne, lo fa attivando le Comunità e dando loro gli strumenti necessari per creare piccole imprese solide e socialmente responsabili.

Quello che abbiamo visto sul campo è che le Imprese costituite dagli Abitanti sono il modo più stabile di generare benessere nel lungo termine, perché rispondono ad un bisogno reale della Comunità, che produce e usufruisce dei prodotti e servizi, e ne garantisce la continuità nel tempo. Questo meccanismo è rafforzato quando si dà voce alle aspirazioni degli abitanti e si valorizza le ricchezze presenti sul territorio.

Da questo lavoro iniziale, e forti della stabilità economica, le Imprese Abitanti stesse possono dare vita ad un circolo virtuoso creando, per esempio, filiere responsabili e azioni di volontariato.

Gli effetti che un progetto ad impatto sociale genera sulla comunità di riferimento sono molti, e alcuni sono più difficili di altri da misurare.

Effetti nel breve termine: visibili immediatamente e nei primi mesi. 

Per Appenninol’Hub, uno degli effetti a breve termine è l’attivazione delle Comunità. 

Da molto tempo le aree interne sono considerate zone marginali e fragili. La Comunità, la risorsa più grande dell’entroterra italiano, si è lentamente ma inesorabilmente sgretolata negli anni per lo spopolamento dovuto alla la mancanza di servizi essenziali e opportunità lavorative. 

Ma un obiettivo comune la può riunire! E l’obiettivo di tanti che scelgono di vivere in aree interne, e dei giovani che vogliono rimanere e tornare, è di vedere la propria terra rifiorire.

Quindi Appenninol’Hub riunisce tutte queste persone, attivandole, e le aiuta a esprimere le proprie aspirazioni personali e collettive, che verranno concretizzate in progetti d’Impresa Abitante.

Misuriamo questo effetto sia numericamente, conteggiando quante persone partecipano agli incontri di attivazione, per esempio, sia qualitativamente: quanto sono coinvolti i partecipanti? Quanto migliorano questi dati nel tempo?

Effetti nel medio termine: riscontrabili nei primi mesi e anni.

Per Appenninol’Hub, degli effetti a medio termine sono il maggiore tasso di occupazione, l’attivazione di servizi di base, e la nascita di nuove imprese abitanti… in altre parole  il miglioramento della qualità della vita delle persone!

Per ottenere tale effetto, crediamo che il tramite migliore sia l’imprenditorialità: i progetti d’impresa sono mezzi per portare benessere nella Comunità, in modo che giovi alle persone e all’ambiente. Siamo convinti che sia fondamentale progettare insieme agli attori territoriali, quindi un effetto, e un valore aggiunto, è la creazione di una rete territoriale che dialoghi con la Comunità.

Con l’avvio di un’Impresa Abitante arrivano tante possibilità: ad esempio nuovi posti di lavoro, e come nel caso del fornaio di San Leo che si è trasferito nel borgo con la sua famiglia, ripopolamento, ma anche la creazione di filiere virtuose.

Questi effetti non sono solamente numerici (il numero di impiegati, il numero di aderenti alla rete territoriale, il fatturato) ma anche qualitativi: come questo progetto d’impresa sta modificando i rapporti nella Comunità? Come è abitare adesso?

Effetti nel lungo termine: parliamo di anni, è la visione del futuro.

La scommessa di Appenninol’Hub è che, nel tempo, altri servizi ripristinati portino ad un ancor maggior benessere, e al ripopolamento, moltiplicando le esperienza di accompagnamento su tutto il territorio nazionale.

Una Comunità forte, che sa utilizzare le sue risorse, che ha attorno a sé una rete di supporto e che ha a disposizione un certo capitale, umano e finanziario, può continuare ad investirlo per riportare altri servizi, altri posti di lavoro: diventa così attraente per altre persone che decidono di trasferirsi e tornare a vivere nelle aree interne.

Va qui detto che le Imprese Abitanti sono diverse dalle startup in area urbana, anche perché il processo è molto più lento. Come raccontano tante Imprese Abitanti, la crescita è personale, comunitaria, non solo economica. Tutti questi meccanismi, che riguardano la fiducia e la visione, rendono il percorso delle Imprese Abitanti da un lato più lungo, ma dall’altro più solido. 

La Comunità non sta ricreando solo un’attività economica, sta ricominciando a respirare e a progettare il proprio futuro.

Per questo gli effetti a lungo termine arrivano dopo anni: misureremo non solo chi si trasferisce e quante attività nasceranno, ma analizzeremo anche la coesione sociale, e la qualità della vita degli abitanti.

L’obiettivo di Appenninol’Hub

Questo è il fine ultimo, e l’impatto sociale del progetto Appenninol’Hub, condiviso e premiato dalla quinta edizione di Welfare che Impresa: riportare welfare nelle aree interne, ricostruire Comunità prospere e attraenti per nuovi abitanti, per i ritornanti e per chi vuole restare.

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Bandi e finanziamenti

CALL Road to Social Change

La Call Road to Social Change intende intercettare e valorizzare progetti di Organizzazioni Non Profit che svolgono attività a scopo benefico e non lucrativo, impegnati sul territorio con attività di interesse generale, che intendono amplificare e potenziare la qualità e l’efficacia delle proprie azioni attraverso processi di empowerment del capitale umano, favorendo l’acquisizione o il consolidamento di competenze digitali e manageriali, con un forte orientamento all’innovazione aperta e allo sviluppo di strategie innovative per valorizzare l’impatto sociale generato.

Tutte le info: https://roadtosocialchange.ideatre60.it/apply/call

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Aree Interne Bandi e finanziamenti Economie Abitanti

Finanzia la tua Impresa Abitante con il nuovo bando della Regione E.Romagna!

La regione Emilia Romagna finanzia imprese extra-agricole in aree rurali con problemi di sviluppo con un premio a fondo perduto di 20.000 euro a persone fisiche.

Appenninol’Hub può supportarti nella candidatura grazie al lavoro della nostra progettista!

I requisiti per partecipare

Beneficiari

Persone fisiche che vogliono aprire una impresa extra-agricola; persone fisiche che rappresentano un’azienda extra-agricola che vuole aprire un nuovo ramo di azienda.

Requisiti

  • Prevedere o possedere la sede legale e operativa dell’impresa in Area D (zone rurali con problemi di sviluppo)
    Quali sono i comuni compresi nel bando? Controllalo nel modulo!
  • Essere microimpresa

Costi ammissibili

Spese materiali ed immateriali, riconducibili alle attività sovvenzionabili:

  • costi di predisposizione e realizzazione del progetto
  • costi di informazione e comunicazione
  • realizzazione siti web;
  • acquisizione di hardware o software;

Investimenti immateriali quali:

  • acquisizione/sviluppo programmi informatici e/o acquisizione di brevetti/licenze;
  • costruzione/ristrutturazione immobili produttivi, eccetto la manutenzione
    ordinaria.
  • nuovi canoni di affitto, locazione e/o dei ratei del mutuo;
  • rate di eventuali contratti di leasing finanziari;
  • macchinari, attrezzature funzionali al processo di sviluppo aziendale;
  • investimenti funzionali alla vendita delle produzioni aziendali.

Tipologia Contributo

Premio a Fondo perduto di 20.000 euro

Scadenza

15 settembre 2021 ore 13:00

Vorresti candidare la tua impresa o progetto d’impresa a questo bando?

Compila il modulo, ti aiuteremo a fare domanda!