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Formazione Rassegna Stampa

Appenninol’Hub, una esperienza per i Giovani soci delle Banche di Credito Cooperativo

aree interne

Con il coordinamento scientifico di AICOON Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit di Forlì, l’1 e 2 ottobre 2021 si svolgerà a Succiso (RE), ospiti della cooperativa Valle dei Cavalieri, il corso residenziale riservato ai Soci BCC under 35 dedicato al tema delle comunità intraprendenti.

L’iniziativa è promossa dal Comitato Giovani Soci de LA BCC.

Il percorso formativo è dedicato alle esperienze capaci di sviluppare economie territoriali comunitarie ed alla comprensione dello scenario in cui si inserisce la cooperazione di comunità ed il suo ruolo nella promozione dello sviluppo di un territorio, alla individuazione delle relative caratteristiche (aspetti identitari, meccanismi generativi, capacità di fare rete) anche attraverso il racconto di casi “scuola”. Sono previsti gli interventi di approfondimento di Giovanni Teneggi, Direttore di Confcooperative Reggio Emilia e referente Confcooperative per la cooperazione di comunità e Paolo Venturi, Direttore di AICCON. 

Il programma è arricchito dalle testimonianze di Erika Farina per la cooperativa “I Briganti di Cerreto” e di Andrea Zanzini per l’esperienza in Valmarecchia di “Appennino Hub”.

dalla rivista dedicata ai soci delle Banche di Credito Cooperativo
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Rassegna Stampa

Corriere Romagna – Aziende nell’entroterra da far nascere e crescere, Appenninol’Hub trionfa

Il progetto premiato tra 595 candidati al concorso di Torino. Zanzini:”Riconosciuta l’importanza del nostro lavoro”.

L’articolo del Corriere Romagna al link:

https://www.corriereromagna.it/l-entroterra-che-cresce-appenninol-hub-premiato/
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Rassegna Stampa

Estense.com – Cooperazione di comunità al via a Ferrara con Appenninol’Hub!

Appenninol’hub interviene alla riunione della Commissione consiliare attività produttive del Comune di Copparo
Nei prossimi sei mesi verrà attivato il percorso copparese

https://www.estense.com/?p=929332

Copparo. Il progetto ‘La cooperazione di comunità per la coesione sociale’ è pronto per l’attuazione sul territorio copparese.

È stato analizzato, mercoledì 22 settembre, nel corso della riunione della Commissione consiliare attività produttive, a cui hanno partecipato l’assessore Bruna Cirelli, con la responsabile comunale Giulia Minichiello, Secis e Poleis, che si occupano dei servizi di coordinamento, monitoraggio e promozione e di animazione territoriale e comunicazione.

La Commissione Consiliare del Comune di Copparo riunita

L’introduzione è stata affidata a Caterina Ferri, che, insieme a Silvia Pulvirenti di Confcooperative, ha inquadrato il progetto nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne. Al Comune di Copparo è stato assegnato infatti un finanziamento di 125mila euro, che comprende anche interventi di messa a norma, di ristrutturazione e fornitura arredi per una sede, individuata nell’ex scuola di Ambrogio, per un percorso che vuole tuttavia coinvolgere l’intero territorio.

Ospite dei lavori Andrea Zanzini, che ha testimoniato diverse esperienze, in contesti analoghi di Aree Interne, condotte da Appennino l’Hub, per comprendere come fattivamente giungere a fare impresa comunitaria. «Le cooperative di comunità – ha spiegato – hanno il valore di rigenerare fiducia, relazioni e visioni di futuro, di fare impresa a partire dalle aspirazioni della comunità e di ricreare luoghi, servizi e attività commerciali con un occhio di riguardo per l’innovazione, con quel tanto di tradizione che serve, e per la cooperazione tra abitanti, con altre realtà del territorio e con il mondo».
È passata attraverso le fasi di ricucitura delle relazioni e dei legami di fiducia, di incubazione della cooperativa, di costruzione di un solito progetto di impresa e di ricerca di finanziamenti la riapertura di un antico forno a San Leo. L’ultimo forno del paese della Valmarecchia ha chiuso nel 2018, dopo tre generazioni, e ha riaperto nel 2021 attraverso una cooperativa di 70 soci, su 100 abitanti, con 5 dipendenti. Sulla stessa modalità di confronto è coinvolgimento si è
sviluppata pure la riattivazione dell’ecopark di Casteldelci.

Filippo Ozzola ha illustrato la parte partecipativa del progetto copparese, che precede quella sostitutiva e che è affidata a Poleis.

L’iter si articolerà in diverse fasi in un periodo di circa sei mesi, di qui alla prossima primavera. Si inizierà con una fase di scouting attraverso prima una condivisione interna, per cogliere indicazioni, obiettivi e una iniziale mappatura dei bisogni, quindi una lettura dei bisogni, attivando tavoli di ascolto e incontro rivolti a target specifici rispetto ai temi a cui potrà guardare la cooperativa.

Di seguito è prevista la restituzione mediante un documento delle attività da sviluppare. Una ulteriore fase scenderà nella progettazione vera e propria dei servizi, a partire da sopralluoghi, aperti la comunità, nella sede individuata per la cooperativa e da laboratori di coprogettazione: tavoli periodici individueranno, in base ai bisogni, agli spazi e alle disponibilità, gli elementi di partenza per poi arrivare a un business plan e dare vita a un’esperienza di cooperazione.

Importante sarà la comunicazione e la promozione, fondamentale per un simile modello partecipativo.

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Aree Interne Call2021 Economie Abitanti

1° laboratorio di sviluppo di idee di Impresa Abitante

Dopo esserci fatti ispirare dalle storie di economie abitanti il 27 aprile, nelle scorse settimane ci siamo rimboccati le maniche, aperto le orecchie e i cuori e ascoltato le storie dei partecipanti.

Il 29 aprile e 6 maggio si è tenuto, in due sessioni, il primo laboratorio di sviluppo di idee abitanti nelle aree interne del Paese di Appenninol’Hub in collaborazione con Primo Miglio – Acceleratore di startup responsabili.

Cosa abbiamo ricevuto?

  • 120 espressioni di interesse
  • 78 idee progettuali
  • 70 partecipanti attivi durante i due laboratori
  • 50 idee ascoltate e approfondite

Le idee che sono arrivate da 12 regioni diverse, la metà sono localizzate in Emilia-Romagna, da dove Appenninol’Hub è partito.

I temi principali trattati sono rigenerazione, ospitalità e turismo, con particolare attenzione al riutilizzo di edifici, nuove forme di accoglienza e turismo responsabile, sostenibile e di comunità. Non mancano idee sull’attivazione culturale, benessere e servizi per giovani ma anche anziani. Su tutto prevale il tema dell’agricoltura in varie forme, dal prodotto locale di dettaglio come nocciole o tartufi, al suo aspetto più ampio e spesso unito alla formazione. Formazione che viene unita al turismo, benessere, scuole, per adulti, bambini ma anche inclusione sociale di migranti e disabili. Molte idee che ridisegnano l’idea dell’abitare con creatività e imprenditoria. Altre che abbracciano la digitalizzazione come servizio, non solo per i nomadi digitali, ma anche per l’assistenza agli anziani.

Tutti gli aspiranti attivatori di economie abitanti sono stati accolti dalla presentazione dei possibili percorsi di Appenninol’Hub.

Infatti, piuttosto che proporre un programma definito e dettagliato uguale per tutti, abbiamo deciso di complicarci la vita, sporcarci le mani e appassionarci ad ogni singola idea, disegnando percorsi appositi in base ai bisogni espressi dai partecipanti.

Quindi, nei prossimi mesi, avremo tre possibili percorsi:

  • I laboratori di attivazione di Appenninol’hub, dall’aspirazione al progetto
  • Un percorso di incubazione definito dall’esperienza di Primo Miglio e disegnato sui bisogni di integrare la componente dell’impatto di comunità
  • Eventuali percorsi individuali per le esperienze più mature

Per tutti, l’inclusione in una rete di progettualità che attraversa tutto l’Appennino. Questo perché l’accompagnamento dei progetti non può essere definito a priori, ma necessità di essere modellato sui bisogni, le aspirazioni e le caratteristiche di chi ne prende parte.

Cosa verrà fatto durante i laboratori di Appenninol’Hub

Per questo nei due laboratori abbiamo dedicato la maggior parte del tempo all’ascolto delle idee, condividendo intensi momenti di ascolto con piccoli gruppi.

Ci siamo chiesti due domande, per definire lo scopo delle idee come imprese abitanti:

  1. Qual è il miglioramento a cui aspira la tua idea nei confronti della comunità?
  2. Un domani questa idea, come resterà in piedi dal punto di vista economico?

E abbiamo invitato i partecipanti a riflettere sulle proprie risposte e raccontarci così le proprie idee, invitando poi anche all’ascolto profondo degli altri.

Dopo l’ascolto, abbiamo chiesto ad ognuno di fermarsi a riflettere e capitalizzare l’ascolto. Abbiamo chiesto se qualcosa fosse cambiato nella loro idea, se si fosse plasmato con la condivisione. Il 95% ha risposto di sì, per lo più condividendo il non sentirsi più soli, ma parte di un processo con piaceri e difficoltà comuni. Alcuni, si sono sentiti ispirati e motivati, altri hanno riflettuto su come integrare nuove componenti alle proprie idee.

Abbiamo poi chiesto di scrivere un titolo di giornale su cosa verrà scritto di qui ad un anno se la loro aspirazione si realizzasse in un progetto. Il risultato è una meravigliosa storia collettiva di come possiamo innovare l’Appennino attraverso micro-progettualità condivise e in rete. Una visione possibile e concreta del ruolo che l’innovazione e le imprese abitanti possono avere nelle nostre aree interne.

Curiosi? Condivideremo presto il risultato di questa storia collettiva, non solo per sognare ma anche per darci l’obiettivo di realizzarlo.

Cosa hanno detto i partecipanti del percorso fin qui?

Tra le richieste arrivate per migliorare e approfondire il percorso, ci sono state:

  • Il supporto nel definire strumenti e modalità per coinvolgere le comunità
  • Fare rete tra progettualità, comunità ma anche con le amministrazioni pubbliche
  • Approfondire l’accesso ai fondi e finanziamenti

Dopo due intense settimane di ascolto, lettura, elaborazione e progettazione siamo carichi ed entusiasti delle energie condivise e non vediamo l’ora di continuare!

Grazie a tutti e tutte coloro che ci hanno dato fiducia e hanno intrapreso questo importante percorso insieme a noi. Siamo solo all’inizio., un ottimo inizio.

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Aree Interne Economie Abitanti

1° incontro di ispir-azione del percorso di Appenninol’Hub

Primo appuntamento del percorso della Call di Economie Abitanti:

Il 27 aprile è partito il percorso Appenninol’Hub, con la promessa di accompagnare le comunità delle aree interne verso imprese abitanti.

Ve lo raccontiamo attraverso alcuni dei messaggi condivisi durante la diretta da parte dei nostri relatori.

Andrea Zanzini, coordinatore del progetto

Ha parlato di cosa è Appenninol’Hub partendo da:

  • Obiettivo: Accompagnare le aspirazioni delle comunità;
  • Come: entrando in relazione con le comunità e gli abitanti per ispirare a fare. Si parte dal creare relazioni, per dare poi gambe e piedi ai progetti;
  • Cosa non è: non un soggetto esterno, un consulente, ma una parte integrante del processo con la comunità che aiuta attraverso l’accompagnamento;
  • Come lavoriamo: Lavoriamo sulle microprogettualità, in cui la formalizzazione in impresa, cooperativa, associazione, è la cornice giuridica per lo specifico progetto/bisogno.

Partiamo dal “perché” e non dal “cosa” stabilire, per capire insieme quale forma è più adatta per il bisogno. 

Barbara Lori, Assessore alla montagna, aree interne, programmazione territoriale, pari opportunità della Regione Emilia-Romagna

È intervenuta per dare più di un saluto istituzionale: ha parlato di come progetti come Appenninol’Hub siano un’azione anche politica per fare la differenza sui territori e ha rimarcato l’importanza di appuntamenti e formazione per orientare e conoscere attraverso la condivisione.

Un nuovo periodo di programmazione (2021-2027) sta per partire e nel documento strategico ci sono molti elementi che incrociano le azioni e il lavoro prezioso di rete ed integrazione. Gli attori del territorio ne sono i protagonisti, in visione di progettualità ritagliate sui singoli territori. 

La normativa sulle cooperative di comunità è stata approvata, queste possono quindi essere un’occasione di sviluppo e integrazione nella dimensione sociale e offrire posti di lavoro di cui i territori hanno bisogno.

Le azioni possono sostenere e guidare le decisioni, ed è importante questo allineamento di volontà dei territori, sia spinta strategica e politica nello sviluppo dei territori.

Giovanni Teneggi, Direttore scientifico di Appenninol’Hub

Per dare il via al primo punto fondante della creazione di imprese abitanti, l’aspirazione individuale, Giovanni ci ha parlato di notizie e fatti, non solo visioni. Partiamo infatti dal concetto di economie abitanti, qualcosa che viene ancor prima della comunità.

Si è soffermato sulle parole, cosa sono le aspirazioni per la resistenza e generatività dei luoghi. Ci ha invitato ad accettare le parole:

INTERESSE, CONDIZIONI ABILITANTI, FARE, BIOGRAFICO, GLOBALE, TRASFORMAZIONE, RELAZIONE, VITA

come concetti centrali nell’attivare economie abitanti. Ci ricorda che si fa economia, non cooperativa, sociale, ecc., si fa economia e imprese

Bisogna abilitarci e abilitare ad essere nel posto delle economie e degli abitanti, senza ulteriori qualificazioni, che arrivano dopo. 

Dopo esserci proiettati nel mondo delle aspirazioni, siamo scesi a terra insieme ai racconti di economie abitanti intorno a noi, attraverso le parole di chi ha scelto di seguire le proprie aspirazioni e che nel territorio ha trovato la risposta per realizzarle.

Roberto Sartor, Chiocciola la Casa del Nomade – Pennabilli

Roberto ci parla di come un gruppo di giovani sia  diventato calamita per l’attivazione della comunità attraverso il lavoro con le scuole, considerando il potenziale del territorio proprio nel suo essere marginale per un’offerta formativa innovativa. 

Ci dice dello stare nei luoghi, conoscerli, ma allo stesso tempo stare nel mondo. È quello che succede a Pennabilli, un piccolo borgo dell’Alta Valmarecchia. 

Ci racconta di come il loro progetto sia a supporto della scuola pubblica: nella ricerca di nuove risorse, facilitazione e aiuto agli operatori scolastici. La sfida è di sviluppare una metodologia per considerare il territorio come nuove risorse da condividere con i ragazzi.

Ci racconta anche di come siano partiti in 2 in questa avventura abitativa, e a suo modo imprenditoriale, ed ora siano una comunità di 15 giovani adulti, in cui ognuno si ritrova per seguire la propria aspirazione e percorso personale con il supporto di una piccola comunità.

Non è un modello, ma l’esperienza ritagliata e adattata sulla specificità del luogo e delle persone. 

Oggi questo gruppo ha anche un ruolo di facilitazione per chi si vuole avvicinare alla vita in montagna, per qualche giorno o fermandosi per abitarlo, mettendo insieme gruppi di persone, spazi, esperienze e territorio per un nuovo modo di vivere i luoghi.

Per saperne di più sulle attività di Roberto e l’Associazione Chiocciola la Casa del Nomade visita il sito.

Andrea Paoletti, Netural Coop / Wonder Grottole – Matera / Grottole

Andrea, di origini piemontesi e trapiantato in Basilicata, ci racconta dell’arrivo a Grottole, a piedi. E di come la domanda sia stata: “Con tutti questi spazi abbandonati e dismessi nel centro storico, cosa facciamo?”

Ci ha parlato così di come unendo competenze e creatività ha attivato un movimento per contrastare l’abbandono abitativo, re-inventando l’utilizzo degli spazi nelle aree interne della Basilicata.

La differenza è nel metodo: non solo arrivare a fare qualcosa ma anche capire cosa la pancia del territorio dice e cosa la comunità vuole fare. 

Da qui si è partiti, iniziando una mappatura del territorio, di chi erano i proprietari, ma anche come riutilizzare gli spazi attraverso nuovi immaginari e nuove forme di riutilizzo, dalla riqualifica, al comodato d’uso gratuito pensando al bisogno attuale della comunità, ma anche al valore futuro di investimento per chi decide di concedere lo spazio.

Quindi ha mappato luoghi, ma anche le relazioni, ponendo nuove domande e non solo immaginando, ma anche concretizzando che siano le comunità gli attori principali delle loro storie.

Per saperne di più sulle attività di Andrea e dei progetti intorno a Wonder Grottole, visita il sito.

Patrizia Vita, Progetto Fragibilità – Ussita

Patrizia con la sua storia ci ha emozionato, parlando del suo ruolo nella cura della comunità e resilienza. Nata a Ussita, un piccolo borgo nel cuore dei monti Sibillini, fuggita come molti dei giovani di queste aree, è poi tornata dopo 20 anni con un’idea, quella dell’attivare un B&B. Il terremoto del 2016 ha cambiato tutto, ma ha dato la possibilità di ripensare le forme della cura e di re-inventarsi a chi ha deciso di restare comunque.

Patrizia oggi è operatrice di prossimità, un lavoro senza “definizione”, ma che lascia la libertà di non timbrare cartellini. È un servizio per gli over 65, nato lo scorso marzo 2020 che offre sul territorio una figura che va a intercettare i bisogni primari degli abitanti come spesa a domicilio, medicine, digitalizzazione di base. L’operatore di prossimità lavora insieme ad altre figure come fisioterapista, psicologo e infermiere di comunità, ma ha uno scopo molto specifico: andare nei luoghi, capire i bisogni a partire dalla prossimità. Non si sostituisce ai servizi delle ASL, ma è un’integrazione dove i servizi non sono sufficienti, dove il primo ospedale è a 45km svalicando l’Appennino e dove non ci sono i numeri per assicurare un medico di base.

La domanda è ora: come andare avanti? Come rendere sostenibile un progetto di welfare comunitario come questo?

Per saperne di più sul lavoro di Patrizia e del progetto Fragibilità, visita il canale facebook e il video E’tv Marche.

Isabella Cocci,  rASOterra agricULTura – Lapedona

L’ultima condivisione della serata è proprio quella di una scelta imprenditoriale decisa, abilitante per il territorio, che ha attivato la comunità locale diffondendo la cultura del “fare” agricoltura sulla base dei principi dell’agricoltura organica-rigenerativa.

Isabella, bioarchitetto, ci dice di come il richiamo alla terra sia stato per lei fortissimo, insieme al desiderio di una vita diversa. È la base da cui è partito un progetto rASOterra, costruito insieme a suo marito, Yuri, e portato avanti con il piccolo Pietro, loro figlio.

“AgricUltura”, per fare Cultura e non coltura e promuovere qualcosa in più. È il desiderio di condividere e fare qualcosa che non sia solo produrre cibo in un’area ad agricoltura intensiva, ma offrire  un’alternativa, attraverso l’esempio.

Sono partiti acquistando una scuola abbandonata e ridandola alla comunità. Un luogo da sempre chiamato “Schola”, in dialetto, in cui è partito un progetto di agricoltura rigenerativa, fondato su chiari valori e formazione continua. Una scelta importante è stata quella di non avere un punto vendita in azienda, ma di lavorare sulle consegne porta a porta ai consumatori e alle botteghe che sposano i valori dell’azienda. Attraverso un bando GAL, sono riusciti a ottenere un finanziamento per riqualificare Schola, che sarà ora un luogo di ospitalità diversa rigenerata e rigenerante. rASOterra è oggi anche un luogo di educazione e formazione all’agricoltura. 

Per saperne di piú di Isabella e rASOterra, visita il canale facebook.

In conclusione

Il nostro viaggio nell’Italia delle economie abitanti, ha toccato i temi dell’abitare, della formazione, dei servizi e dall’agricoltura. 

Ha visto diverse forme per realizzare i progetti: cooperative, associazioni, micro-imprenditoria, progettazione e finanziamenti pubblici. Perché la forma si plasma dall’idea e non viceversa.

Infine, Giovanni Teneggi ha chiuso così, rimarcando le parole più significative dei racconti:

  • Per Roberto: EDUCAZIONE E PEDAGOGIA, rammendo culturale della comunità
  • Per Andrea: OPERA, poiché la comunità, il territorio e la prossimità non sono una cosa data e rivendicabile. Anzi, sono un’opera costante, in costruzione, un cantiere da guadagnarsi.
  • Per Patrizia: INTENZIONE, che era presente in tutti, ma per lei é un nascere nuovamente da “ritornante”. La rappresentazione della scelta di nascere intenzionalmente in un luogo.
  • Per Isabella: AFFIDAMENTO, economia del dono. Il donare come un investimento per la remunerazione collettiva in un tempo altro e altrove.

Tenere insieme in modo educato la consapevolezza globale e la semplicità della terra è complicato, ha bisogno di una scelta di campo testimoniata con consapevolezza e competenza.

Dall’ “Eroe” Roberto Sartor di Chiocciola, alla visione e sperimentazione di Andrea Paoletti di Grottole, dalla forza di Fragibilità e di Patrizia Vita, all’attaccamento alla terra e alla sua Cultura di Isabella Cocci, parte così il nostro percorso verso Economie Abitanti.

Sei curioso di saperne di più? Guarda il video completo dell’incontro sul nostro canale YouTube!

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Aree Interne

“SNAI unico sistema contro lo spopolamento e garanzia per il futuro delle zone interne”

Intervista a Lino Zedda, presidente dell’ente capofila dell’area interna sarda Alta Marmilla

“La SNAI è un processo assolutamente corretto anzi definirei ideale e unico per raggiungere gli obiettivi prefissati. Intervenire prima sui servizi come sanità, istruzione e accessibilità per avviare poi processi di sviluppo è l’unico sistema per arginare lo spopolamento e garantire il futuro delle zone interne”.

Sono le parole convinte e appassionate di Lino Zedda, sindaco di Baradili uno dei 19 comuni ricompresi nell’Alta Marmilla. Insieme al Gennargentu Mandrosilai costituisce il territorio interno della Sardegna impegnato nella Strategia nazionale per le aree interne (SNAI). Zedda è anche presidente dell’Unione dei Comuni omonima, che coincide con il perimetro dell’area progetto e ne costituisce l’ente capofila. Tutti, tranne uno Ales, hanno meno di mille abitanti che vivono in un territorio aspro e difficile spingendo molti, soprattutto i giovani, a cercare miglior fortune altrove. Un malessere che, però, con il tempo ha portato alla consapevolezza della necessità di un percorso comune, di una visione di futuro in cui solo la creazione di reti e aggregazioni avrebbe potuto arginare spopolamento e declino economico.

L’area ha già da tempo imboccato la strada della cooperazione tra comuni, elemento questo considerato di forza per la sua eleggibilità alla sperimentazione SNAI. E’ stato un percorso accidentato?
Il territorio dell’Alta Marmilla è stato caratterizzato dal punto di vista storico-culturale dall’isolamento rispetto ai percorsi di comunicazione e di sviluppo di livello regionale, abbastanza “lontano” dal sistema dei servizi posti nel polo di Oristano. Dal 1951 a oggi la popolazione e il tessuto produttivo si sono ridotti di quasi la metà. Oggi si contano meno di 10.000 abitanti. Per anni si è lavorato cercando di sostenere qualsiasi sistema di sviluppo che contribuisse ad arrestare il fenomeno dello spopolamento, particolarmente accentuato nelle zone interne. La stessa Baradili è passata dai suoi 137 abitanti del 1987agli attuali 80 condividendo l’impietoso declino demografico di molte comunità della Marmilla. L’assenza di processi di sviluppo di livello regionale, nonostante le battaglie fatte per attirare l’attenzione delle istituzioni superiori sulle richieste di aiuto delle popolazioni per interventi che lenissero le condizioni di difficoltà, ha determinato la necessità di cercare sistemi che consentissero la sopravvivenza delle nostre comunità. Si è giunti ad acquisire la consapevolezza:
1 – che le leve di sviluppo potevano essere attivate proprio grazie al suo ambiente incontaminato, al patrimonio di conoscenza e tradizione, dei saperi e del saper fare locale, delle produzioni agroalimentari e artigianali tradizionali, degli usi e costumi, dei luoghi di lavoro e di vita che, proprio per l’isolamento non solo geografico, questo territorio ha conservato meglio di altri;
2 – che le difficoltà dovute alle dimensioni, potevano essere superate con un ragionamento di livello territoriale.
Per questo nei primi anni 80 si iniziano a valutare le varie forme di aggregazione possibile quali Comunità Montana, GAL, Consorzio Due Giare, Unione dei Comuni. Nasce la Comunità Montana di cui facevano parte 15 comuni, cioè solo quelli che possedevano i requisiti necessari. Di conseguenza gli altri ragionano su una forma di aggregazione più ampia dando vita al Consorzio Due Giare, con adesione volontaria, partito con 7 comuni a cui si aggiungeranno poi anche gli altri 13 del territorio dell’Alta Marmilla. Nel 2008, in seguito alle Legge Regionale n. 12|2005, nasce l’Unione Alta Marmilla che mutua i servizi in essere al Consorzio Due Giare. Le difficoltà iniziali, dovute soprattutto al timore di perdere la funzione gestionale del proprio comune, vengono superate abbastanza facilmente in quanto la gestione dei servizi e dei progetti di sviluppo in forma associata danno ottimi risultati dimostrando l’utilità della forma aggregata.

Come si è inserita la SNAI in questa situazione e quali cambiamenti/ vantaggi ha apportato nella governance dell’area?
La SNAI ha consentito la sperimentazione di un percorso di partecipazione, condivisione e co-progettazione risultato fondamentale per rafforzare l’identità territoriale, rinsaldando la consapevolezza da parte di tutti gli attori della necessità di “fare sistema”, di condividere esperienze e conoscenze. Concetto ribadito dai circa 200 consiglieri comunali riuniti in plenaria all’Unione dei Comuni.
Questa visione del territorio è emersa a seguito di un ben calibrato e diffuso processo che ha interessato circa 400 persone, tra soggetti rilevanti, cittadini e soggetti rappresentativi, che ha consentito un lavoro di analisi dei bisogni molto approfondito che ha fatto emergere possibili soluzioni.
Il risultato interessante di questo processo partecipato di condivisione per la costruzione del prototipo dell’Alta Marmilla è che molte “visioni”, ad esempio, sui nuovi modelli scolastici (sia organizzativi, sia didattici e di apprendimento) da attuare siano pervenute dagli approfondimenti fatti su sanità, mobilità e sviluppo.
Altro elemento emerso è che il territorio ha forte progettualità di integrazione tra settori produttivi.
I progetti in corso e in parte terminati, come quelli presentati dal Consorzio Due Giare, dal Consorzio Parco Monte Arci, dal Consorzio Sa Perda Idocca e dal Gal Marmilla, hanno evidenziato gli effetti positivi della sperimentazione di nuove opzioni di diversificazione e multifattorialità per le aziende innovative nei settori economici presenti che, in pochi anni, sembrano aver migliorato nello scambio e nell’apertura a nuove integrazioni.
Il superamento della frammentarietà del territorio negli assetti sociali e relazionali, attraverso interventi su scuola e su sanità per il mercato del lavoro, rappresenta il metodo e contiene la filiera cognitiva per costruire il prototipo e dare attuazione alla strategia.

Quali criticità sono emerse?
Sono ancora in fase di definizione gli atti interni necessari all’avvio della strategia da parte della Regione, questa è la maggiore criticità.

Le gestioni associate realizzate in ambito SNAI, in adempimento del pre-requisito, sono operative?
La gestione di ulteriori 3 funzioni in forma associata, oltre quelle già in essere sono quasi completate. La funzione edilizia scolastica è stata completata con l’individuazione di struttura amministrativa e gestionale con personale dell’Unione assunto a tempo determinato grazie alla concessione dei comuni di capacità assunzionale da loro non utilizzata. Stesso ragionamento per la funzione Protezione Civile, per la quale è stato predisposto il piano di intervento sovracomunale con individuazione delle figure addette e i relativi incarichi. Per la funzione catasto si sta definendo la struttura gestionale.

Sono stati creati organismi di gestione da hoc?
Per la gestione dei processi SNAI sono stati individuate le aree di riferimento gestite dai responsabili che seguiranno tutte le fasi di attuazione. Inoltre si è raggiunto un accordo, che stiamo siglando, con il partner GAL Marmilla che svolgerà il ruolo di supporto tecnico con le professionalità in esso presenti.

Nella Strategia era prevista una piattaforma informatica per consentire la gestione delle funzioni e dei servizi, soprattutto in forma associata e in funzione degli interventi SNAI. E’ stata attivata?
La piattaforma gestionale unica è stata avviata con l’adesione di 11 comuni e si sta cercando di avere la totalità delle adesioni. Purtroppo le resistenze sono abbastanza forti. Resistenze dovute soprattutto alla scarsa predisposizione dei dipendenti comunali all’innovazione delle procedure, a causa anche alla età media molto alta dei dipendenti che chiaramente vedono più vicina la collocazione in quiescenza che non il cambiamento.

Come l’area sta fronteggiando il tema del personale per dare gambe sia alle gestioni associate per la SNAI che agli interventi in Strategia?
Il tema del personale è abbastanza complesso anche a causa dei vincoli normativi che impediscono l’assunzione delle figure necessarie. Come già detto, l’Unione sta procedendo a una riorganizzazione interna con il reclutamento delle figure professionali più idonee, tramite la capacità assunzionale dovuta alla cessazione del dirigente e di un operaio ex Comunità Montana, che la RAS riconosce all’Unione.

La popolazione è stata coinvolta nell’iter SNAI? E’ prevista un’attività di informazione per i cittadini sulla SNAI e suoi avanzamenti?
Sì, i cittadini hanno partecipato da subito al processo SNAI, sopra ogni aspettativa. Sono inoltre previsti incontri territoriali per condividere gli stati di avanzamento da rinviare, però, per il mancato avvio degli interventi.